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Nasce l’Archivio multicentrico sulla chirurgia pediatrica sarcoma osseo dalla Città della Salute di Torino e dal Rizzoli di Bologna Gli stessi ospedali che hanno eseguito alcuni giorni fa un intervento unico al mondo di ricostruzione ossea alla caviglia di una bambina affetta da sarcoma con un chiodo allungabile

23 Giugno 2020

Torino − La Città della Salute e della Scienza di Torino  e l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna con il supporto dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP)  hanno avviato un progetto di  rete nazionale ospedaliera, un Archivio multicentrico,  con cui condividere  le informazioni nel campo della pediatria chirurgica del tumore osseo per poter trovare la migliore cura ad ogni piccolo paziente.  Le prime adesioni sono arrivate dal CTO, dall’Ospedale Mayer di Firenze e dall’Istituto Gaetano  Pini di Milano.

Grandi passi sono stati compiuti negli ultimi trent’anni con l’evolversi della tecnica chirurgica per lo scheletro infantile che ha comportato la riduzione del numero di amputazioni, migliorato il recupero funzionale e con esso la qualità di vita.  Gli interventi sono innovativi, spaziano dagli impianti protesici espandibili alle protesi su misura costruite anche con stampanti in 3D agli innesti ossei omoplastici provenienti dalle Banche di tessuto muscoloscheletrico ai trapianti di osso autoplastico ( vascolarizzato. Tuttavia come spiegano dalla Città della Salute e della Scienza c’è bisogno per la chirurgia dei sarcomi ossei pediatrici di ricerca «sull’evoluzione a lungo termine degli impianti utilizzati» e «di una rete dei centri specialistici per trovare le soluzioni ricostruttive più adatte a ogni singolo caso».

All’Ospedale Infantile Regina Margherita giorni fa è stato eseguito un intervento di asportazione di tumore osseo e di  tecnica ricostruttiva impiegata per la prima volta nel mondo ad una bambina di 9 anni, che è andato bene ed è stata dimessa.  È stato effettuato da un gruppo di specialisti ortopedici coordinato dal dr. Raimondo Piana della Chirurgia oncologica e ricostruttiva del CTO di Torino, dal dr Marco Manfrini e dalla dr.ssa Laura Campanacci della Clinica di Ortopedia Oncologica del Rizzoli di Bologna, che hanno ricostruito la caviglia con un osso omoplastico da donatore e un chiodo allungabile.
Ciò consente, come spiega la prof.ssa Franca Fagioli direttrice del reparto di Oncoematologia al Regina Margherita,  alla bambina di avere  «la regolare crescita dell’arto senza necessità di ulteriori interventi». Una novità in tale campo, in quanto,  prosegue: «il chiodo inserito per stabilizzare l’impianto permetterà nei prossimi anni anche la regolare crescita dell’arto permettendo l’allungamento al termine della maturazione scheletrica».

 

Redazione Bioetica News Torino