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News dall'Italia

“Non c’è pace senza una cultura della cura”, Papa Francesco. Marcia della Pace con eventi in diretta

30 Dicembre 2020

Indifferenza, scarto, scontro sono gli aspetti culturali prevalenti nel mondo odierno contro i quali l’antidoto sta nell’esercitarsi ad una cultura che abbia in sé il prendersi cura gli uni degli altri se si vuole costruire davvero una società fondata sui rapporti di fratellanza. È la chiave per poter insieme vivere in un mondo di “pace” che Papa Francesco ci consegna per la 54ma giornata mondiale della Pace nel suo messaggio per il primo dell’anno 2021.

Quest’anno la manifestazione si svolgerà attraverso la rete internet. Il Comitato organizzatore formato dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dalla Caritas italiana, dall’Azione Cattolica italiana e da Pax Christi Italia ha preparato due incontri:

  1. in diretta mercoledì 30 dicembre alle ore 18, riflessione e testimonianze sul messaggio di Papa Francesco indetto per la Giornata Mondiale che sarà possibile seguire tramite facebook o o sul canale YouTube:

Si può seguire la diretta qui:

La cultura della cura come percorso di pace, diretta mercoledì 30 dicembre ore 18 su YouTube Giornata Mondiale della Pace 2021

PROGRAMMA. All’introduzione di don Bruno Bignami direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro – Cei seguiranno le presentazioni del messaggio di Papa Francesco da parte di Filippo Santoro e Giovanni Ricchiuti, rispettivamente arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e del lavoro, giustizia e pace, e arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente del movimento Pax Christi. Interverranno poi, dopo il saluto di Luigi Bettazzi, vescovo emerito diocesi di Ivrea e già presidente internazionale di Pax Christi, Beatrice Fihn direttrice esecutiva della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican – Premio Nobel per la Pace nel 2017), Lisa Clark vicepresidente Beati i costruttori di Pace e co-presidente dell’International Peace Bureau (IPB – Premio Nobel per la Pace 1910), dall’Iraq il patriarca caldeo Louis Sako e altre rappresentanti da Mosul, Gennaro Pagano presidente della Fondazione Centro educativo Regina Pacis e cappellano del carcere di Nisida, Marco Danesi vicedirettore di Caritas Diocesana Brescia, Carmine e Annarita Gelonese responsabili dell’Area Famiglia e Vita dell’AC.

Estrai il sussidio di preghiera per la Marcia della Pace.

2. in diretta il 31 dicembre alle ore 22.30, la Marcia per Pace “on line” con monsignor Luigi Bettazzi, un momento di confronto e preghiera fino a mezzanotte per brindare insieme al nuovo anno 2021. Sarà possibile seguire l’evento su Facebook di Pax Christi Italia (https://www.facebook.com/PaxChristiIT). Per seguire la diretta video: https://www.facebook.com/PaxChristiIT/videos/414347433316990/

da Pax Christi, Intervista a mons. Louis Sako per la GM della pace

Poi, in streaming alle ore 11.05 del 1 gennaio 2021 la comunità di SantEgidio presenta una rassegna di testimonianze, intitolata Pace in tutte le terre, collegandosi con diversi paesi, fra i quali Mozambico, Libano, Siria, Sud Sudan e CentraAfrica, dai corridoi umanitari e dall’isola greca di Lesbo e che si concluderà con l’Angelus di Papa Francesco in piazza San Pietro con cui si inaugura il nuovo anno. Per seguire: https://www.santegidio.org/pageID/30284/langID/it/itemID/39840/Pace-per-la-Giornata-del-1-gennaio-manifestazione-in-streaming-attraverso-il-mondo-segnato-da-pandemia-e-guerre-ancora-in-corso-ore-1105.html

PROGRAMMA: Introduzione del presidente della Comunità Marco Impagliazzo a cui seguiranno interventi dai centri Dream per la cura dell’Aids in Africa e la prevenzione del Covid-19, tra i quali quello di Zimpeto in Mozambico visitato da Papa Francesco; altri da Mozambico dove sono cadute molte persone sotto gli attacchi dei gruppi armati e da dove sono fuggiti molti; dal Libano, dall’isola di Lesbo in Grecia, dal Sud Sudan e dal Centrafrica.

Papa Francesco ci guida nel suo messaggio per la Giornata mondiale della Pace attraverso alcuni passi verso la realizzazione di un percorso di pace innervato in una cultura della cura. Una cultura descritta nei testi sacri, iniziata con la cura per il pianeta in cui si vive affidato da Dio ad Adamo quale signore e custode dell’intera creazione e per le creature, immagini e somiglianza di Dio, verso le quali Dio oltre che Creatore se ne prende cura; con Gesù il guaritore, che si avvicina ai malati nel corpo e nello spirito, la cui vita e ministero incarnano l’apice della rivelazione dell’amore del Padre per l’umanità, fino a suggellare la sua cura per noi con il dono della sua vita e il suo sacrificio sulla croce; nella storia della Chiesa con l’istituzione di istituti a sollievo dell’umanità sofferente come ospedali, ricoveri per i poveri, orfanotrofi e brefotorofi, ospizi etc., eretti perché le opere di misericordia corporale e spirituale sono il nucleo del servizio di carità su cui si fonda la chiesa. «La diakonia delle origini è diventata “il cuore pulsante della dottrina sociale della Chiesa” da cui attingere la “grammatica” della cura: la promozione della dignità di ogni persona umana, la solidarietà con i poveri e gli indifesi, la sollecitudine per il bene comune, la salvaguardia del creato»:

  • La cura come promozione della dignità e dei diritti della persona.
    Il concetto del Cristianesimo di persona aiuta a perseguire uno sviluppo pienamente umano. Costituisce sempre relazione, non individualismo, inclusione, dignità unica e inviolabile e non sfruttamento. Si richiama al fatto che ogni persona umana è un fine in sé stessa e non uno uno strumento per la sua utilità ed è creata per vivere insieme nella famiglia, nella comunità, nella società, dove tutti i membri sono uguali in dignità. È da tale dignità che derivano i diritti umani, come pure i doveri, che richiamano ad esempio la responsabilità di accogliere e soccorrere i poveri, i malati, gli emarginati, ogni nostro «prossimo, vicino o lontano nel tempo e nello spazio.
  • La cura del bene comune.
    Ogni aspetto della vita sociale, politica ed economica trova il suo compimento quando si pone al servizio del bene comune, «insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente», come si spiega Gaudium et Spes.  La pandemia del Covid-19 ha mostrato come si è «tutti fragili e disorientati ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme» nella stessa “barca”.
  • la cura mediante la solidarietà.
    La solidarietà ci aiuta a vedere l’altro, persona e in senso lato popolo o nazione, non come un dato statistico, o un mezzo utilitaristico da sfruttare ma come nostro prossimo, compagno di strada, chiamato a partecipare, alla pari di noi, al banchetto della vita a cui tutti sono ugualmente invitati da Dio.
  • la cura e la salvaguardia del creato.
    Dall’attento ascolto del grido dei bisognosi e di quello del creato (Laudato si’) può nascere un’efficace cura della terra, «nostra casa comune, e dei poveri».
  • la bussola per una rotta comune.
    Quella dei principi sociali sopra citati per «imprimere una rotta comune al processo di globalizzazione, «una rotta veramente umana» (Fratelli tutti). Questa, infatti, consentirebbe di apprezzare il valore e la dignità di ogni persona, di agire insieme e in solidarietà per il bene comune, sollevando quanti soffrono dalla povertà, dalla malattia, dalla schiavitù, dalla discriminazione e dai conflitti. Mediante questa bussola, incoraggio tutti a diventare profeti e testimoni della cultura della cura, per colmare tante disuguaglianze sociali. E ciò sarà possibile soltanto con un forte e diffuso protagonismo delle donne, nella famiglia e in ogni ambito sociale, politico e istituzionale». Non si può educare/si ad una cultura della cura se non si considera la bussola dei principi sociali. Richiama al rispetto del diritto umanitario, facendo l’esempio laddove vi sono guerre e conflitti i bambini non possono studiare, le famiglie non possono mantenersi senza lavoro, laddove vi sono carestie che fa fuggire lasciando dietro di sé non solo case ma anche la storia familiare e le radici culturali. Come dunque cambiare rotta, mentalità per cercare un vivere in armonia? Altro tema spinoso sono le armi, in particolare quelle nucleari, per le quali le risorse potrebbero essere destinate a priorità come per la pace e lo sviluppo umano integrale, per la lotta alla povertà e alla garanzia dei beni sanitari.
  • Per educare alla cultura della cura
    Vengono proposti da papa Francesco alcuni esempi, come la famiglia, da cui nasce tale educazione ma che necessita di essere messa nelle condizioni di poter adempiere tale compito, oppure tali valori possono essere veicolati attraverso la scuola e l’università, la comunicazione sociale, i religiosi, dalle organizzazioni internazionali governative e non, che hanno una missione educativa, dai ricercatori ed educatori.

Redazione Bioetica News Torino