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“Nutrizione e idratazione assistita” non sono trattamenti medicali. L’appello dei vescovi inglesi per non fare morire di fame e sete un paziente polacco

22 Gennaio 2021

Una lettera indirizzata alla Segreteria di Stato britannico per la Sanità Hon Matt Hancock è stata inviata mercoledì 20 gennaio da due vescovi inglesi, John Sherrington ausiliare della diocesi di Westminster e Mark O’Toole di Plymouth, per esprimere sconcerto nel lasciare un cittadino polacco che versa in uno stato di gravissima disabilità, in coma, ricoverato presso la University Hospitals Plymouth NHT Trust senza sostegni vitali artificiali acqua e cibo, e la possibilità di trasferirlo in Polonia per ricevere cure appropriate, come auspicherebbe l’Arcivescovo Gądecki, Presidente della Conferenza episcopale polacca e la madre unitamente al sostegno di tanti che si sono mobilizzati con vicinanza e petizioni per salvargli la vita dall’eutanasia passiva, dalla Polonia all’Inghilterra ai movimenti per la vita internazionali.

Questo signore, conosciuto pubblicamente con RS per proteggere la sua identità, è di origine polacca, di fede cattolica, e a novembre, in Inghilterra, dove si era trasferito da molti anni ha un attacco cardiaco e subisce un danno cerebrale grave che lo porta ad uno stato di gravissima disabilità. Inizia per lui un calvario. All’ospedale dove è ricoverato gli vengono rimossi e rinseriti più volte, nell’arco di pochi mesi, i sostegni artificiali di nutrizione e idratazione tra appelli, sentenze e diversità di opinione fra le famiglie di nascita e coniugale. Una storia che comincia con il rilascio della Corte al 15 dicembre di interrompere nel miglior interesse di RS i trattamenti di sostegno vitali includendo nutrizione e liquidi artificiali, con il consenso della moglie. Per i suoi medici avrebbe potuto vivere ancora cinque o più anni con tali sostegni vitali artificiali, tuttalpiù, nei migliori dei casi in uno stato di minima coscienza. Sono susseguiti diversi tentativi opposti per impedire l’eutanasia a cominciare dalla madre in Polonia con l’appoggio del governo polacco e della Chiesa cattolica polacca. Il respingimento della richiesta della madre alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, l’7 gennaio, non ha fermato quel che è un lasciare morire: «I am devastated that the British authorities have decided to dehydrate my son to death, /sono infranta, le autorità britanniche hanno deciso di disidratare mio figlio fino alla morte», ha dichiarato la donna al Christian Legal Centre.  

L’Arcivescovo Stanislaw Gądecki scrisse qualche giorno fa al cardinale Vincent Nichols presidente della conferenza episcopale di Inghilterra e Galles e Arcivescovo della diocesi inglese di Westminster, esprimendo quanto fosse possibile fare nella difficile situazione per tentare di salvare all’uomo in questione la vita: «He was, de facto, sentenced to death of starvation, /Egli è stato, di fatto, giudicato a morire di fame».

Nella Lettera citata all’inizio, vergata dai due vescovi inglesi, unitamente alla sollecitudine del Cardinale Nichols, indirizzato al Dipartimento della Sanità inglese, viene sollevata la questione bioetica dei sostegni di assistenza clinica idratazione e nutrizione e la ferma risoluzione della Chiesa cattolica al riguardo: «La Chiesa cattolica continua ad opporsi alla definizione di nutrizione e idratazione assistita come trattamento sanitario diventato oramai la base per le decisioni di tipo medico e legale per togliere la nutrizione e l’idratazione assistita dai pazienti».

Quali elementi assistenziali basilari nella cura, anche se artificiali, acqua e cibo, nutrizione e idratazione, devono essere somministrati «ogni qualvolta sia possibile a meno che venga indicato nell’ambito sanitario come un totale peso o fallimento nell’ottenere tale scopo» , spiegano Sherrington e O’Toole. Mettono poi in evidenza come dalle sentenze recenti riguardo al paziente signor RS in cura presso la University Hospitals Plymouth NHS Trust la controversia sia scaturita attorno a questa definizione su cui «i giudici siano stati chiamati ad assumere decisioni nel “miglior interesse” del paziente». Concludono infine asserendo che «non c’è nessuna evidenza che Mr RS considerasse nutrizione e idratazione come trattamenti medicali», dandone motivazione: «Abbiamo osservato che Mr RS non abbia rifiutato cibo e liquidi né abbia espresso una qualunque opinione nel non voler cibo e liquidi in queste circostanze».

Il Centro Nazionale cattolico di Bioetica per il Regno Unito e l’Irlanda, The Anscombe Bioethics di Oxford, è intervenuto con un commento sul ragionamento morale espresso dai giudici nel caso. «Quando, come nel caso RS, un cattolico […] è noto nel conservare l’insegnamento del Magistero sulle questioni a favore della vita e non è noto nel dissentire dall’insegnamento della Chiesa su tali questioni, allora ciò dovrebbe guidare l’interpretazione delle affermazioni precedenti della persona. In questo contesto, il diniego di essere “tenuto in vita” quando “al di là di ogni salvezza” si riferisce più naturalmente al rifiuto di trattamento sanitario intensivo e ventilazione dove c’è nessuna speranza di riprendersi, non al rifiuto di nutrizione e idratazione dove sono efficaci nel sostenere la vita», afferma il direttore prof. David Albert Jones, il 12 gennaio 2021. Allora al paziente erano stati rimessi i sostegni vitali mentre la madre stava preparandosi ad un ulteriore ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Viene fatto osservare anche che nel Regno Unito mentre per la maggior parte dell’opinione medico- sanitaria «non c’è distinzione tra nutrizione e idratazione clinicamente assistita da un lato, e trattamento sanitario dall’altro, l’opinione dei medici è meno rilevante alla questione per la Corte dell’opinione dei pazienti. Molti pazienti, e specialmente pazienti che sono membri impegnati di una comunità di fede, considerano nutrizione e idratazione assistita clinicamente come strumenti di sussistenza e non un trattamento sanitario». Ammette però che «ci sono casi estremi dove né idratazione né nutrizione orale o assistita clinicamente non siano efficaci nel rivolgersi alle necessità del paziente o dove essi non sono più a lungo necessari, quando il paziente è molto vicino alla morte naturale. Tuttavia, se gli strumenti per tendere al bisogno di nutrizione e idratazione sono efficaci e ben tollerati e se ci si aspetta che la persona viva “per cinque o più anni” allora privare la persona di cibo e acqua non è etico. Non è ne più ne meno che farla morire di fame o di sete».

E cita il pensiero cattolico presentato da Papa Giovanni Paolo II nel contesto del paziente in stato vegetativo in un discorso ai partecipanti al Congresso internazionale su “I trattamenti di sostegno vitale e lo stato vegetativo. I progressi scientifici e dilemmi etici”, 17-20 marzo 2004, Augustinianum):

Il professore Jones conclude infine: «Se un paziente ha precedentemente espresso un desiderio “di non essere un peso se dovesse seriamente ammalarsi” e ora è incapace di comunicare, allora noi possiamo meglio onorare questo desiderio importante desiderio fornendo una cura di buona qualità, incluso cibo e liquidi mediante l’assistenza clinica se richiesta, senza considerare tale cura essere un peso».

Sulle decisioni di fine vita nel Regno Unito dal 2018 non è più richiesto il permesso legale dalla Corte di Protezione di rimuovere alimentazione e idratazione dai pazienti con disordini di coscienza prolungati, solo nei casi in cui vi sia disaccordo tra familiari, professionisti sanitari o dove i fatti sono in dubbio. Un cambiamento che mette in pericolo le vite di molte centinaia dei pazienti più vulnerabili, aveva espresso l’Anscombe Bioethics Centre in una nota nel 31 luglio 2018.

Bibliografia

THE CATHOLIC CHURCH Bishops’ Conference of England and Wales, Bishops write to Health Secretary  about withdrawl of artificial hydration and nutrition form Mr RS, 20 January 2021, https://www.cbcew.org.uk/bishops-write-to-the-secretary-of-state-for-health-and-social-care/ 

LIFESITE, Polish government “last hope” for comatose Catholic patient denied food and fluids in UK hospital  di D. Cummings McLean, 8 January 2021, https://www.lifesitenews.com/news/polish-government-last-hope-for-comatose-catholic-patient-deprived-of-hydration-and-food-in-uk-hospital 

LIFESITE, Polish archbishop asks British cardinal to save comatose Polish man from starvation in UK hospital di D. Cummings McLean, 19 January 2021, https://www.lifesitenews.com/news/polish-archbishop-asks-british-cardinal-to-save-comatose-polish-man-from-starvation-in-uk-hospital

THE ANSCOMBE BIOETHICS CENTRE, Catholic bioethics centre gravely concerned over Court judgement to withdraw food and water from committed Catholic patient, 12 january 2021, https://www.cbcew.org.uk/wp-content/uploads/sites/3/2021/01/The-Anscombe-Bioethics-Centre-Press-Release.pdf

THE ANSCOMBE BIOETHICS CENTRE, Briefing paper, Depriving people of food and water despite their previously expressed religious beliefs, 12 January 2021 https://www.cbcew.org.uk/wp-content/uploads/sites/3/2021/01/Depriving-people-of-food-and-water-despite-their-religious-beliefs.pdf

GIOVANNI PAOLO II, Discorso ai partecipanti al Congresso internazionale ” I Trattamenti di sostegno vitale e lo stato vegetativo. I progressi scientifici e dilemmi etici” (17-20 marzo 2004), http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2004/march/documents/hf_jp-ii_spe_20040320_congress-fiamc.html

THE ANSCOMBE BIOETHICS CENTRE, Protecting the lives of the most vulnerable, 31 luglio 2018, http://www.bioethics.org.uk/images/user/endoflifedecisionsstatement.pdf




(aggiornamento 27 gennaio 2021)
Redazione Bioetica News Torino