News dal Mondo

Parlamento Europeo. Nuovo Piano per il Cancro e evento su cancro, antibiotico-resistenza e Covid-19 nella Giornata internazionale contro il Cancro (riascoltabile)

04 Febbraio 2021

La Commissione europea ha presentato ieri un nuovo piano europeo di azione nella lotta contro il cancro – l’ultimo risale ad una decina di anni fa – articolato in quattro aree di intervento, che tiene conto delle nuove terapie e dell’evoluzione della diagnostica, delle novità nel campo delle ricerche ma anche dei necessari passi da effettuarsi nella prevenzione e nell’individuazione precoce e nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti e una maggiore cura nelle persone sopravvissute.

Nella Giornata mondiale dedicata alla lotta contro il cancro, giovedì 4 febbraio, la Commissione speciale per la sconfitta del Cancro avvierà una prima discussione sul Piano con la Commissaria per la Salute Stella Kyriakides (in diretta streaming dalle 16.45 alle 18.45 e riascoltabile). Precederà un incontro pubblico organizzato dalla medesima Commissione speciale in cui esperti tratteranno l’impatto dell’epidemia da Covid-19 sui sistemi sanitari e sulla cura dei malati di cancro, discuteranno dei problemi della resistenza antimicrobica e mostreranno il potenziale uso della terapia genica mRNA contro il cancro (in diretta streaming dalle 13.45 alle 16.15 e riascoltabile).

Bartosz Arlukowics, Commissario speciale per la lotta contro il cancro, introdurrà l’incontro. Sulle aspettative future della potenzialità della terapia con mRNA, applicata negli attuali vaccini contro il Covid e nell’immunoterapia del cancro, che potrebbero rivelarsi utili nel campo oncologico e nelle malattie trasmissibili, ne parlerà Andreas Kuhn, vice presidente della RNA – casa biofarmaceutica e produttrice BioNTech.

Il professor Seamus O’Reilly della Cork University Hospital e University College Cork di Irlanda e la dottoressa Mirjam Crul della rete speciale dell’Organizzazione europea sul Cancro sull’impatto del Covid-19 descriveranno le loro esperienze riguardo agli effetti del Covid-19 nella cura del cancro. O’Reilly presenterà un quadro della situazione mostrando diversi problemi come quello delle interruzioni dei servizi che si riverseranno negli anni a venire con un aumento di mortalità per cancro nei paesi dell’Unione Europea , della sofferenza e della solitudine dei pazienti da un lato e dell’impotenza e preoccupazioni dei sanitari dall’altro, e alcune considerazioni di intervento a breve e a lungo termine per il Parlamento europeo a partire dall’accelerazione della campagna vaccinale contro il Covid-19.

Invece del problema emergente e da non sottovalutare, quello dell’antibiotico resistenza nella cura dei malati di cancro, è affrontato dalla dottoressa Anna Zorzet, consulente strategico presso ReAct group, una tra le prime reti internazionali indipendenti, sorta nel 2005 dedicate al problema della resistenza agli antibiotici. Gli antibiotici, essendo per loro utili, sia per i trattamenti delle infezioni sia per la prevenzione da infezioni, ella spiegherà come si potrebbe avere un uso più appropriato destinandoli in particolar modo a chi ne ha davvero necessità, tra cui i malati di cancro.

Ne delinea alcuni aspetti generali la Commissione Speciale per la lotta contro il cancro (BECA) in una nota del 29 gennaio 2021. L’impatto della epidemia da Covid-19 nella cura delle persone malate di cancro ha delle conseguenze a lungo termine. I programmi di prevenzione, incluso la ricerca di epatite b e del papilloma virus, e di screening per il cancro, sospesi nella primavera del 2020 in diversi Paesi, secondo alcuni studi comporteranno mancate o ritardate diagnosi. Nell’ambito della cura del cancro vengono rilevati trattamenti e assistenza successive posticipate o interrotte, la chiusura di alcune sale operatorie e uno stallo dell’agenda delle operazioni chirurgiche normali comprese quella oncologica, una netta riduzione del reclutamento ai trials clinici e uno stress emotivo per l’isolamento, le limitazioni alle visite in casa e negli ospedali, sentito non solo dai pazienti ma anche dai conviventi, familiari e caregiver. Secondo un’indagine dell’European Society of Medical Oncology sono state cancellate il 44% delle operazioni chirurgiche oncologiche e il 10% dei pazienti ha perso almeno un ciclo di chemioterapia, tendenza che corrisponde sul fronte della prevenzione per il tumore al seno, secondo l’European Breast Cancer Research Association of Surgical Trialist vi è stato un aumento dell’intervallo di tempo tra la diagnosi e il trattamento nel 20% dei 377 centri di cura del cancro al seno.

Un altro fattore è la carenza di farmaci e l’equipaggiamento protettivo personale. Durante la prima ondata dell’epidemia si sono avute carenze di farmaci essenziali oncologici, una decina in alcuni ospedali e regioni, che hanno portato a ritardi e interruzioni nella chemioterapia. Un’altra carenza è quella dell’equipaggiamento protettivo personale nelle strutture ospedaliere con risvolti di interruzioni nella cura oncologica e di rischio per lo staff e i pazienti. La Commissione precisa che la continuità della fornitura dei farmaci rimane la primaria responsabilità delle compagnie farmaceutiche mentre una visione normativa spetta agli Stati membri e che solo da un approccio più coordinato tra gli Stati membri a livello europeo può avvenire un miglioramento nelle cure delle malattie.

La pressione esercitata negli operatori sanitari è stata forte nei primi tempi del Covid-19. Altri fattori che il Covid-19 ha condizionato è l’indirizzamento di una parte del personale oncologico che lavorava nella sedazione e ventilazione verso i casi di Covid-19 e la carenza degli operatori oncologici soprattutto nelle aree di patologia, infermieristica e dei tecnici farmacisti ospedalieri. Tra gli aspetti positivi lo sviluppo della telemedicina, alcuni esami di screening e diagnostico a domicilio.

Prima del Covid-19 la ricerca oncologica ha impiegato la terapia innovativa del mRNA, molecola che essenzialmente istruisce le informazioni del Dna, per provocarne una risposta immunologica. Attualmente sia Moderna che BioNTech stanno conducendo trial clinici di terapie contro il cancro con mRNA, la prima per i tumori alla testa e al collo, la seconda per i melanomi in forma avanzata.

Un terzo punto è l’impatto della resistenza antimicrobica nei pazienti oncologici. Rende moltissime infezioni sempre più difficili da trattare con il conseguente aumento del rischio di diffusione della malattia, severe patologie e decessi. Si stima ogni anno 33mila morti nell’Unione Europea con un costo di 1,5 miliardi di euro in spese sanitarie e mancanza di produttività. Le persone malate di cancro sono più vulnerabili alle infezioni, per gli effetti collaterali delle terapie oncologiche, l’abbassamento di difesa immunitaria. Uno su 5 acquisiscono un infezione durante il trattamento, e tra le cause più frequenti, polmonite e sepsi, di accesso alle unità di cura intensiva per malati oncologici, insieme ad una sita di 8,5% di morti oncologiche dovute a sepsi severe. Poi alcuni tipi di cancro, come la leucemia acuta e al midollo spinale non possono essere trattati senza antibiotici.

Un quarto e ultimo punto è l’apprendimento dalla crisi sanitaria pubblica attraverso la resilienza del sistema sanitario sul piano organizzativo, delle risorse, finanziario e la costruzione di un’Unione Europea della Salute.

(Aggiornamento 05 febbraio 2021 ore 10.56)
redazione Bioetica News Torino