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Perché è importante che la “scuola” riapra nonostante il Covid, da Oms e Unicef L'impatto del Covid -19 nei bambini e le priorità attuali nell'Africa sub -sahariana

21 Agosto 2020

Andare a scuola per molti bambini e ragazzi africani è un riscatto per una vita migliore in futuro, significa poter ricevere un pasto nutritivo. Con la diffusione del SarsCOV-2 le scuole sono state chiuse per mesi. Ora però è tempo di far ritorno alle aule in sicurezza per il nuovo anno scolastico secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Unicef. L’istruzione è una priorità. «Proprio come i paesi stanno riaprendo le attività economiche in sicurezza, possiamo riaprire le scuole. Una decisione che deve essere guidata da un’analisi approfondita del rischio per poter proteggere dal contagio virale i bambini, gli insegnanti e i genitori e da un’applicazione di misure anti Covid come il distanziamento interpersonale», lo ha affermato Matshidiso Moeti, direttore dell’Oms per l’Africa in una conferenza stampa a Nairobi.

La preoccupazione è legata alle informazioni emerse da un’indagine dell’Oms nei paesi dell’Africa sub Sahariana. In solo 6 paesi su 39 riapriranno le scuole e sono 19 i paesi che non garantiranno una continuità scolastica. L’interruzione delle attività educative si ritorce contro i bambini, soprattutto quelli provenienti da famiglie più bisognose, compromettendo quegli sforzi fatti finora per poter dare loro un aiuto. Li ha privati di un’alimentazione adeguata per la loro crescita ed esposti maggiormente a violenza e a gravidanze adolescenziali.

L’Oms, l’Unicef e la federazione internazionale della Croce Rossa hanno emesso delle linee guida preventive anti-contagio da Covid per la sicurezza a scuola. Tra le raccomandazioni il distanziamento interpersonale, il lavaggio delle mani con sapone e acqua, la pulizia quotidiana delle superfici, acqua potabile e servizi igienici. Non semplice da applicare se, da come si evince da un rapporto Oms e Unicef (agosto 2020), sono milioni i bambini che frequentano la scuola senza acqua e servizi igienici. Solo un quarto delle scuole nell’Africa sub-sahariana hanno servizi di igiene di base (lavaggio delle mani con acqua e sapone) e meno della metà sono fornite di servizi igienici. La pandemia può diventare, tuttavia, occasione per provvedere ad investire in queste privazioni, sollecitano le due agenzie delle Nazioni Unite. Dal loro rapporto sulla situazione della distribuzione dei servizi di acqua potabile, di igiene e igienici nelle scuole nel mondo viene messa in luce nel tempo della pandemia e nei paesi più a rischio per la salute e sofferenti della crisi umanitaria a causa del Covid-19 la necessaria riflessione sull’accelerazione della realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibili dei quattro elementi base WASH nelle scuole per la salute, il benessere e lo sviluppo economico di un Paese.

Redazione Bioetica News Torino