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News dal Mondo

Più volontà politica nel sostegno alla rappresentazione femminile, per una partecipazione integrata e concreta alle decisioni per la società Eventi ed iniziative dell'Unesco

08 Marzo 2021

All’indomani della seconda guerra mondiale, con la Carta dei diritti le Nazioni Unite nel 1945 posano i principi per il rispetto dei diritti umani e delle libertà senza distinzione di razza, sesso, lingua e religione e nell’anno successivo, nel 1946 nasce la Commissione sulla condizione delle donne (CSW), appositamente per lo sviluppo dell’uguaglianza tra i generi e delle donne. La priorità dei lavori previsti dalla Commissione nel piano 2020-2024, prevede per quest’anno, in agenda la partecipazione e l’affermarsi effettivo delle donne nella vita pubblica e nella società oltre all’eliminazione della violenza di genere. Il prossimo incontro dei lavori si svolgerà per la 65° sessione della Commissione dal 15 al 26 marzo.

Nel 1975 con la prima conferenza mondiale sulle donne in Messico, a cui parteciparono 133 governi, si diede impulso ad obiettivi da raggiungere in un arco di tempo prefissato, e al riconoscimento della Giornata internazionale dedicata ai diritti delle donne, istituita dalle Nazioni Unite formalmente nel 1977. Ne seguirono altre conferenze mondiali in Copenhagen nel 1980, a Nairobi nel 1985 e poi a Bejing nel 1995 che diede una nuova svolta, adottata all’unanimità da 189 paesi, in cui si realizzarono accordi politici per consolidare e sviluppare nella pratica e nel diritto l’uguaglianza tra i generi e tracciarono gli ambiti dei lavori: donne e povertà, istruzione e formazione, salute, violenza contro le donne, donne e conflitti armati, economia, potere e affermazione, meccanismo istituzionale per l’avanzamento delle donne, i diritti umani delle donne, media, ambiente e bambine e ragazze.

Il direttore esecutivo per le Donne e Sotto segretario generale delle Nazioni Unite, Phumzile Mlambo-Ngcuka, per la Giornata afferma:

Durante la pandemia abbiamo visto crescere la violenza contro le donne e le ragazze e perso l’istruzione per le ragazze dai tassi di abbandono nelle scuole, responsabilità di cura sanitarie, e crescita di matrimoni di bambine. Si sta assistendo a più di decine di milioni di donne sprofondare nella povertà estrema, poiché perdono il lavoro ad un tasso più elevato degli uomini e pagano il prezzo per una mancanza di accesso digitale e abilità formative. Questi e molti altri problemi non possono essere lasciati ai soli uomini da risolvere, Tuttavia mentre ci sono note eccezioni, nella maggior parte dei paesi manca semplicemente una massa critica delle donne nel prendere le decisioni e nelle posizioni di guida per assicurare che queste questioni siano sul tavolo, trattate in modo concreto e questo ha influenzato il passo di cambiamento di tutte le donne.

Solo 22 Paesi hanno di recente una donna capo di Stato o di governo. Su questa traettoria, non vedremo la parità di genere affermarsi nei più alti incarichi non prima del 2150, aggiunge Ngcuka: «i paesi in cui le quote rosa sono presenti e rafforzate hanno fatto reali progressi sulla guida delle donne…. dove queste misure non esistono il progresso è più lento o quasi inesistente e facilmente opposto».

EVENTI:
L’Unesco organizza per la Giornata diversi eventi: https://en.unesco.org/commemorations/womenday

Martedì 9 marzo alle ore 18 in Italia, l’Istituto italiano per gli studi di politica internazionale (Ispi): Quanto conta realmente la rappresentanza femminile e la prospettiva di genere nel mondo della diplomazia, nella risoluzione dei conflitti e nella cooperazione tra stati?
Interventi di : Maria Cuffaro, Giornalista, RAI3, Emanuela Del Re, Deputata e già Vice Ministra agli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Daniela Fatarella, Direttrice Generale, Save the Children Italia, Roberta Pinotti, Presidente, Commissione Difesa, Senato della Repubblica.
Per registrarsi o seguire l’evento: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/il-femminile-politica-estera-le-donne-cambieranno-il-mondo

Via alla candidatura del 2021 per il Premio Unesco per l’Istruzione di ragazze e donne

Organizzato dagli Stati membri dell’Unesco e organizzazioni non governative (NGOs) in partenariato con l’Unesco, il Premio ha una consistenza di 50 mila dollari che viene conferita per i progetti che si sono distinti particolarmente nel portare l’istruzione alle donne e alle ragazze da una apposita giuria internazionale.
C’è tempo fino al 26 maggio per parteciparvi mentre la cerimonia di premiazione è prevista nella Giornata internazionale per la fanciulla il prossimo 11 ottobre. Le candidature riguardano fino a 3 individui, istituzioni o organizzazioni, vanno proposte alla Commissione nazionale per l’Unesco del paese di provenienza della richiesta (info: tel +33 (0) 145 6811 34/1622: GWEPrize@unesco.org; per l’Italia: www.unesco.it; natcom.it@natcom.unesco.org; tel. 06 687 3713, presidente Franco Bernabè) o presso una NGO in partenariato con l’Unesco.

L’anno scorso i vincitori sono stati due: Shypa Sayura Foundation in Sri Lanka per NextGen Girls in Technology, un piano extra curriculare nelle scuole superiore e nell’università che nei due anni si è diffuso nel paese addestrando studentesse e insegnanti in informatica, cypersecurity, design facendo crescere le opportunità di impiego; in Kenya per Il nostro diritto ad apprendere con Girl Child Network per una sensibilizzazione ai problemi correlati alle barriere culturali istituzionali ed economiche, come i matrimoni precoci e lo stigma, raggiungendo dal 2012 240 scuole primarie e le loro insegnanti, con programmi educativi di integrazione per i servizi scolastici affrontando tematiche diverse dal genere alla disabilità all’igiene mestruale.

redazione Bioetica News Torino