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Da Ema la raccomandazione per il terzo vaccino anti covid-19: AstraZeneca

30 Gennaio 2021

L’Agenzia europea dei medicinali autorizza nell’Unione Europea l’immissione sul mercato sotto condizione, per far fronte ai bisogni di salute pubblica in un’emergenza sanitaria con la valutazione minore di dati che normalmente vengono richiesti e consegnati gradualmente gli studi in corso, in attesa della decisione della Commissione Europea, il terzo vaccino anti Covid-19: AstraZeneca. Dai quattro trials clinici effettuati in Gran Bretagna, Brasile e Sud Africa, che ha coinvolto in totale circa 24 mila persone, questo vaccino risulta sicuro ed efficace nella prevenzione dal Covid-19 nella popolazione dai 18 anni in su. Dei quattro su due studi si appoggia la misura preventiva vaccinale, riferisce l’Ema, dagli esiti dello studio condotto in Gran Bretagna e in Brasile e su coloro che hanno ricevuto le due dosi.

Precisamente, si apprende, che ha un’efficacia attorno al 60% negli studi clinici sperimentali effettuati per la maggior parte tra i 18 e i 55 anni di età: si è registrata una riduzione del 59,5% dei casi sintomatici Covid-19 nelle persone a cui è stato somministrato il vaccino (64 dei 5.258 che hanno contratto il Covid-19 con sintomi) in confronto alle persone a cui è stata effettuata un’iniezione fittizia (154 sono stati contagiati con sintomi su 5.210. Non ci sono sufficienti risultati nei partecipanti più vecchi dai 55 anni in poi per fornire informazioni più certe, tuttavia, «la protezione è attesa, dato che una risposta immunologica è vista in questo gruppo di età e basata sull’esperienza con altri vaccini tale gruppo».

Posologia. La vaccinazione consiste in due dosi vaccinali, la seconda tra la 4 e 12ma settimana dopo la prima somministrazione.

Effetti collaterali: sono per lo più lievi o moderati con una ripresa in pochi giorni dalla vaccinazione. I più comuni sono dolore attorno al luogo dell’iniezione, mal di testa, affaticamento, dolore muscolare, senso generale di brividi, febbre, dolore alle articolazioni e nausea.

Meccanismo di azione del vaccino: è composto da un altro virus della famiglia adenovirus che è stato modificato per contenere il gene per la creazione della proteina Spike del Sars-CoV-2. L’adenovirus non si riproduce e non causa la malattia: «Una volta iniettato, il vaccino provvede a diffondere il gene del SARS-CoV-2 nelle cellule dell’organismo. A quel punto, le cellule utilizzano il gene per produrre la proteina spike. Il sistema immunitario della persona vaccinata riconoscerà questa proteina come estranea e risponderà producendo le proprie difese naturali (ossia gli anticorpi e le cellule T). Qualora, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare in contatto con il SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo: anticorpi e cellule T possono lavorare insieme per uccidere il virus, prevenirne l’ingresso nelle cellule dell’organismo e distruggere quelle infette, contribuendo pertanto a proteggere la persona contro COVID-19».

redazione Bioetica News Torino