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Rapporto Inail aggiornato al 15 giugno. Denunce di infortunio per contagio da Covid-19 e decessi

24 Giugno 2020

Diminuiscono le denunce di infortunio per contagio Covid-19 dai dati del nuovo rapporto mensile dell’Inail aggiornato al  15 giugno. Dal mese di aprile, che erano 18.039, si è passati a 3.725 circa nel mese di maggio e nei primi 15 giorni di giugno sono giunte 1.999 denunce. L’ente infortunistico assicurativo precisa, tuttavia,  in ogni bollettino informativo, utile per approfondire la conoscenza del fenomeno di diffusione e contagio causato dal Sar-CoV-2, che i dati  sono  «provvisori e il loro confronto con quelli osservati a livello nazionale dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) richiede cautele, innanzitutto per la più ampia platea rilevata dall’ISS rispetto a quella Inail riferita ai soli lavoratori assicurati».  Fino al 15 giugno sono arrivate 49.021 denunce.

Il settore della sanità e dell’assistenza sociale, di cui fanno parte ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili e altre attività previste dal codice Ateco, è il più colpito con 35.393 denunce (72,2%).
Tra le professioni sanitarie risultano contagiati più di 20mila  tecnici della salute, come fisioterapisti, infermieri, tecnici di laboratorio…  (il 40,9%) di cui la maggior parte, 16.000 circa (83%) sono infermieri.  Seguono gli operatori socio-sanitari  (10.441) pari al 21,3%), i medici (5.245) pari al 10,7%, gli operatori socio-assistenziali (4.166) pari all’8,5%.

Tra le altre professioni sono evidenziati il personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione – ausiliario, portantino, bidello… –  con il 4,8% (2.353),  il personale amministrativo  – addetto alla segreteria e affari generali –  (1.323) pari al 2,7%, il  personale addetto ai servizi di pulizia presso uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli – coinvolto è pari a 882 corrispondente  all’1,8%. Anche gli artigiani e gli operai specializzati addetti alla pulizia e all’igiene degli edifici risultano contagiati sotto il  2%.

Tra gli altri settori oltre quello sanitario presenta un numero elevato di  denunce da contagio l’amministrazione pubblica – attività degli organismi preposti alla sanità, Asl, amministratori comunali, provinciali e regionali –  con 4.460 pari al 9,1%.   I call center, addetti alla fornitura di personale, attività di noleggio, attività di pulizia risulta coinvolto per il 4,3% pari a 2108.  Le attività ristorative e di alloggio sono coinvolte per il 2,6% pari a  1.274 mentre  quelle di servizi dalla lavanderia alle pompe funebri alla riparazione di computer ai parrucchieri e centri benessere per l’1,5% pari a 735.

L’età media è di 47 anni, prevale la fascia di età tra i 50 e i 64 anni con 21.402 contagi. Vi è una  prevalenza del genere femminile (71,7%) rispetto a quello maschile rappresentato dal 28,3%.

Riguardo al territorio nazionale le denunce sono pervenute più della metà dal Nord-Ovest e tra le regioni emergono la Lombardia (36%), il Piemonte con il 15,2%, l’Emilia Romagna con il 10,2%, il Veneto con 8,2 % e la Toscana con 5,6%. Tutte le altre, eccetto Liguria con 4,5% e il Lazio con 3%, presentano denunce inferiori al 3%.

Sono morte per il Covid dalle denunce di infortunio pervenute nell’anno  236 persone.  Mentre a marzo sono morte 90 persone  nel mese di aprile  il numero è salito a 136. A cui si aggiungono 28 nel mese di giugno.  Per la maggior parte riguarda il genere maschile per l’82% con un’età media di 59 anni.  Sono state colpite in particolar modo la fascia trai 50 e i 64 anni per il 70%  seguita da quella superiore per il 18%.
Nel confronto tra italiani e stranieri sono morti per il 91,1% i primi di cui 9 su 10 sono del genere maschile mentre tra gli stranieri morti 6 su 10 sono maschi.

La Lombardia è la regione che riporta il maggior numero di denunce di infortunio  con decessi  con il 43,2 % pari a 102, situata nel Nord-Ovest dove si colloca la maggior provenienza delle denunce di decessi per più della metà pari  a 57,2%.  Segue l’Emilia Romagna con 20 decessi (8,5%),  il Piemonte 19 (8,1%)  e Campania 16 (7,2%).

Anche qui il settore  della sanità e assistenza sociale è il più colpito registrando il 26,3% delle denunce di infortunio per decessi pari a 62. Tra le attività sanitarie  emergono una trentina i tecnici della salute  di cui  il 61% sono infermieri, seguiti da 23 medici (9,9%), da 18 operatori socio-sanitari e da 10 operatori socio-assistenziali e 10 specialisti nelle scienze  della vita (tossicologi  e farmacologi).  L’altro settore è  rappresentato dalle attività manifatturiere per l’11,7%  pari a 28 decessi.

Per le altre principali professioni risulta l’amministrazione pubblica con 26 decessi pari a 11,3%.  La ristorazione e il personale nei servizi sanitari e di istruzione come ausiliario, portantino, bidello etc  riportano la stessa percentuale del 3,5% pari a 8 denunce di infortuni con decessi.

Redazione Bioetica News Torino