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Sicurezza sanitaria a scuola: Non solo banchi ma anche un’aria “non viziata” Lo fa presente il dr Miani, presidente dei medici di Medicina Generale della SAMI. Alcune raccomandazioni su qualità d'aria ottimale in uno studio di Sami e Cattedra Unesco - Educazione alla Scuola

25 Agosto 2020

Tra indicazioni sanitarie e diversi protocolli scolastici per la prevenzione anti contagio da Covid-19, predisposti dal Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza e dal Ministero dell’Istruzione per una ripresa il più possibile in sicurezza del nuovo anno scolastico, raccolti nella sezione Rientriamo a Scuola del sito dell’Istruzione, i medici della Società italiana di Medicina Ambientale (Sima), impegnati nella tutela della salute dai rischi ambientali, fanno osservare una criticità: «Banchi monoposto e 1 metro di distanza tra alunni sono inutili se non si garantisce adeguato ricambio d’aria con sistemi vmc e filtrazione» (Facebook.com/Medicina Ambientale, 24 agosto 2020).

Per valutare la qualità dell’aria bisogna considerare gli inquinanti chimico-fisici e microbiologici presenti che la possono compromettere. Si può garantire una qualità ottimale «con completi ricambi d’aria ad ogni cambio d’ora ma anche investendo in tecnologie per la ventilazione meccanica controllata (VMC) con filtrazione aria in entrata e con la purificazione dell’aria indoor, grazie a dispositivi in grado di eliminare virus e particelle fino a 0,1 micron», spiega il presidente Alessandro Miani (Ansa, 24 agosto 2020).

Se non vi è un adeguato ricambio d’aria in aula l’aria viziata diventa un potenziale diffusore del virus con la presenza di uno o più alunni portatori del virus. Il vice presidente Prisco Priscitelli riporta un esempio da un loro studio Sima – Unesco pubblicato: «Ogni bambino fino a 10 anni emette da seduto circa 14 litri di CO2 (Anidride carbonica) all’ora contro i 27 litri dei teenager (fino a raggiungere gli 85 litri in palestra durante attività sportiva)».

Alcuni consigli da UNESCO e SIMA per una qualità dell’aria ottimale in aula anche nel contesto dell’epidemia da Covid-19

Attingendo alle recenti linee guida dell’Oms, della Commissione Europea elaborate in Italia dall’Agenzia governativa dell’ISPRA e dall’Istituto Superiore della Sanità, e ai vari studi pubblicati sul tema, la Cattedra dell’Unesco per l’Educazione alla Salute e allo Sviluppo sostenibile in collaborazione con i medici di medicina generale Sima propongono alcune misure per la salute degli studenti. La qualità dell’aria negli ambienti chiusi (IAQ) scolastici è un argomento che viene spesso trascurato ma che incide invece sulla salute e sull’apprendimento degli studenti, come rilevano Pulimeno M., Piscitelli P., Colazzo S, Colao A. e Miani A. nel loro recente studio, Indoor air quality at school and students’ performance (Health Promote Perspect, 2020, 10 (3): 169-174). Determinante è il microclima presente in una classe. Riportano uno studio americano del 2011 (Haverinen-Shaughnessy U et al) su un centinaio di bambini che ha individuato un’associazione tra tassi di ventilazione in classe e gli esiti accademici sostenendo che sviluppi in matematica e lettura possono essere osservati con il miglioramento della IAQ nelle classi, tesi che viene dimostrata nelle ricerche in altri Paesi, su 8.000 bambini in Gran Bretagna di Fisk Wj et (2017), Mendell MJ et al (2005) e Midouhas E et al (2018) e su 436 alunni in Austria di Hutter et al (2013). La qualità dell’aria si può migliorare in modo significativo, lo dimostra uno studio condotto nel 2013 su 9 classi californiane da Polidori e colleghi: i sistemi di filtraggio ad alta prestazione per i condizionatori ad aria integrati con purificatori d’aria possono generare una riduzione del 90%-96% di concentrazione del particolato ultrafine (PM<1), del particolato fine (PM 2.5/PM10) e particelle di carbone (pericoloso carbone nero).

Tra le raccomandazioni:

  • evitare il sovraffollamento in aula
  • essere a conoscenza da parte di docenti e staff scolastico che una scarsa IAQ ha un impatto sulla salute e sulle prestazioni degli studenti
  • la cura dell’igiene personale per la prevenzione dal rischio di contaminanti, come pulire le scarpe dal deposito di sostanze accumulatesi sotto la suola
  • una ventilazione adeguata dell’aula prima delle lezioni e durante le pause con apertura delle finestre e delle porte; il tempo di ricambio d’aria deve considerare diversi fattori come il volume, l’età e il numero degli studenti e le ore trascorse a lezione
  • pulire con panni umidi ogni mattina superfici dei banchi, delle sedie e del materiale didattico tenendo aperte le finestre o con acceso il sistema di ventilazione per ridurre le concentrazioni di polvere, particolato e radon. Sempre più bambini sviluppano sintomi allergici quando le aule vengono pulite di sera e senza l’uso di aspirapolvere
  • disporre fotocopie e stampanti fuori dell’aula
  • evitare materiali scolastici che contengono sostanze chimiche o tossiche (cadmio, nickel etc.)
  • ogni scuola dovrebbe adottare protocolli e linee guida per il monitoraggio della qualità dell’aria (IAQ)
  • circondare ove possibile gli edifici scolastici di spazi verdi e di alberi per evitare l’ingresso dall’esterno di inquinanti
  • ogni aula sia dotata di termometri per monitorare la temperatura e il tasso di umidità, quest’ultimo dovrebbe essere tra i 45% e i 55%, evitando un’aria secca o iperriscaldata, e sia mantenuto pulito il filtro degli deumidificatori
  • installare sistemi di filtro ad elevata prestazione per i condizionatori ad aria insieme a purificatori d’aria che neutralizzano la polvere sottile se gli edifici scolastici si trovano nel centri urbani, nelle vicinanze delle ferrovie, aeroporti, aree industriali e aziende agricole
  • in prossimità della riapertura delle scuole dopo l’emergenza Covid-19 si possono installare filtri decontaminanti capaci di sradicare micro-organismi e virus (fino a 0.1 micron di dimensione), già usati in contesti pubblici e privati.

Redazione Bioetica News Torino