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ScriAll’interno di uno scenario sociale in continua rapida evoluzione, di fronte ai cambiamenti dell’organizzazione sanitaria, alla crescente complessità clinica e della sostenibilità economica, il medico è spesso impreparato ad affrontare una nuova identità che sappia rispettare la singolarità di ogni paziente. Ne consegue un diffuso disagio esistenziale nel vissuto di entrambi che spesso si traduce in un inasprimento conflittuale e in un decadimento nella relazione di cura.

Oggi fare il medico significa:

impegnarsi al massimo per curare i pazienti e gli amici;

  • conoscere e applicare leggi e regolamenti decisi da chi non fa il lavoro del medico;
  • spendere moltissimo tempo per la burocrazia sanitaria trasgredendo le cui norme si è perseguibili;
  • essere consapevoli dell’impatto economico delle cure e delle indagini che si prescrivono;
  • essere quotidianamente esposti a denunce e richieste di risarcimento;
  • impegnarsi affinché i pazienti possano effettuare le indagini cliniche nella sanità pubblica;
  • supplire alla grave carenza non solo di medici ma anche di infermieri e amministrativi.

Oggi

“al di là del dolore fisico, c’era una solitudine, un dramma spirituale che se lasciato a se stesso poteva portare alla disperazione, alla negazione della vita fino al suicidio. Anche nelle migliori condizioni di assistenza medica e infermieristica, c’era un limite oltre il quale solo l’amore poteva portare sollievo, con la sua discreta, silenziosa presenza; un amore che sgorgasse da un cuore assetato di Dio, che vedeva nel malato un Cristo in croce, e contemplava in esso un mistero insondabile d’amore(Marisa BENTIVOGLI5)”

La Chiesa celebra nella visita al malato la consolazione di Dio, una consolazione che inonda il visitatore e il visitato, e li fa crescere nella comunione.

Didascalia di questo grafico che abbiamo scritto noi

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Bibliografia

1 M. Christina COX, Membro del Centro Studi e Servizi ANAAO-ASSOMED Lazio, La solitudine del medico, «Quotidianosanità.it»,  4 marzo 2020, 95.110.224.81/anaao/public/aaa_7111841_QS%20anaao%20lazio.pdf

Seconda nota

2 Alberto TOZZI, Responsabile della struttura Innovazione e percorsi clinici, IRCCS Ospedale pediatrico Bambino Gesù, sul tema del Burnout, https://www.recentiprogressi.it/r.php?v=3112&a=30997&l=336576&f=allegati/03112_2019_02/fulltext/02_Dalla%20letteratura.pdf

3 Paola ARCADI, Infermiera: https://www.recentiprogressi.it/r.php?v=3112&a=30997&l=336576&f=allegati/03112_2019_02/fulltext/02_Dalla%20letteratura.pdf

4 Stefano GUICCIARDI, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università di Bologna,  Mirko CLAUS, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università di Padova, https://www.recentiprogressi.it/r.php?v=3112&a=30997&l=336576&f=allegati/03112_2019_02/fulltext/02_Dalla%20letteratura.pdf

Marisa BENTIVOGLI, Visita al malato, consolazione di Dio, 11 novembre 2018, http://www.settimananews.it/pastorale/visita-al-malato-consolazione-di-dio/

A. MASERI, Il volto di Cristo nel volto del malato, Lezione al Movimento Medicina Sacerdozio, San Raffaele, Milano, 9 maggio 2005

 D. TETTAMANZI, «Nella persona malata vedo il volto di Cristo», in D. TETTAMANZI, Maestro e pastore,  a cura di A. ANZANI, Edizioni San Paolo, 2014

8 C. Lorenzo CAZZULLO, «Corriere della Sera», 9 maggio 2010

9 M. CACCIARI, Prefazione. La sfida della misericordia di Walter Card. KASPER, Edizioni Qiqaion, Comunità di Bose, 2015, pp. 14-15.

Note

A. MASERI, Il volto di Cristo nel volto del malato, Lezione al Movimento Medicina Sacerdozio, San Raffaele, Milano, 9 maggio 2005

 D. TETTAMANZI, «Nella persona malata vedo il volto di Cristo», in D. TETTAMANZI, Maestro e pastore,  a cura di A. ANZANI, Edizioni San Paolo, 2014

8 C. Lorenzo CAZZULLO, «Corriere della Sera», 9 maggio 2010

9 M. CACCIARI, Prefazione. La sfida della misericordia di Walter Card. KASPER, Edizioni Qiqaion, Comunità di Bose, 2015, pp. 14-15.