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Tratta umana al centro del Summit di giudici e procuratori donne dall’Africa in Vaticano

12 Dicembre 2019

Nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, Casina Pio IV,  da questa mattina fino a domani 13 dicembre, si svolge un Simposio sulla tratta umana e la criminalità organizzata in traffico di esseri umani e di organi in cui partecipano giudici e procuratori provenienti da diversi stati dell’Africa per un’analisi della situazione e un impegno di collaborazione comune di servizio alla giustizia e al bene comune affinché non siano calpestati i diritti delle persone prestando una maggiore attenzione a quelle più vulnerabili. Un cammino iniziato dicembre dello scorso anno, sempre in Vaticano, e prosegue nel tentativo di sradicare la schiavitù della società contemporanea, che fa parte dell’ottavo obiettivo dell’agenda di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Restituire alle popolazioni vulnerabili condizioni sociali eque corrispondenti alla dignità della persona; non ci può essere uno sviluppo a sostegno della dignità dell’uomo se non tutti possono prendere parte ai diritti culturali, economici, sociali, ambientali;  integrare concretamente e non solo a livello formale nella società chi è povero e  vulnerabile, che soffre per la schiavitù causata dai lavori forzati, dalla prostituzione o dal traffico di organi; il diritto all’educazione, alla cura sanitaria, al lavoro e ad una sistemazione abitativa, alla libertà da ogni forma di discriminazione che riguarda  tratta umana,  violenza e sfruttamento; aiutare i sopravvissuti a tali drammi nel paese di nascita o di destinazione assicurando opportunità di lavoro, sistemazione abitativa e istruzione; il sistema giuridico ha il compito di garantire la giustizia per chi è più vulnerabile; ciascuna fede religiosa deve promuovere da sola e insieme ad altre fedi in uno spirito ecumenico nella promozione e della difesa della dignità di ogni persona e lo stato deve essere sempre presente nell’offrire un’inclusione sociale. Questi sono alcuni punti su cui i giudici, magistrati e procuratori devono impegnarsi per il raggiungimento di tale obiettivo come il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze monsignor  Marcelo Sánzhez ha tracciato in breve in prossimità della conferenza.

Una due giorni in cui si presenta un panorama del fenomeno, anche nelle sue forme di sfruttamento alla prostituzione,  nelle diverse realtà africane e delle iniziative di contrasto attuate, nei paesi africani, Senegal , Botswana, Sud Africa, Sierra Leone, Tanzania, Uganda,  da una delegazione keniota e nigeriana e dei sistemi di prevenzione e di assistenza nei paesi europei,  come Italia e  Svizzera,  e negli Stati Uniti.

Dinanzi ad un basso numero di trapianti, meno 200 l’anno, e a una costante crescita della domanda c’è chi è disposto, avendo i soldi, ad entrare in tale  ingranaggio criminale illegale,  il cui  «traffico avviene con la complicità di medici corrotti. E si procura un organo da una persona che, in genere, spinta dall’estrema povertà, pensando di non avere altre possibilità, lo propone in vendita ⌈…⌉ Però senza un intervento a vari livelli dello Stato, non è possibile risolvere il problema», ha affermato Gabriella Marino della Pontificia Accademia delle Scienze in un’intervista di oggi a Vaticannews.it.

 

 

Redazione Bioetica News Torino