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Un mondo libero dalle armi nucleari Presentazione del libro dal titolo omonimo a cura di D. Christiansen e C. Sargent e un convegno promosso dal Dicastero per lo Sviluppo umano integrale della Santa Sede

Così Papa Francesco scrive nella presentazione introduttiva della recente enciclica sociale Fratelli tutti sulla fraternità e amicizia sociale: «Fratelli tutti», scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Tra i suoi consigli voglio evidenziarne uno, nel quale invita a un amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio. Qui egli dichiara beato colui che ama l’altro «quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui». Con queste poche e semplici parole ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita». 

Premessa per una speranza di voler vivere in un mondo pacifico. Papa Francesco afferma che «l’obiettivo finale della totale eliminazione delle armi nucleari diventa sia una sfida che un imperativo morale e umanitario… Con il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari, creiamo un fondo mondiale che possa finalmente porre fine alla fame e favorire lo sviluppo nei Paesi più poveri» (262, Fratelli tutti).

Richiamando al Simposio internazionale del 2017, sulle prospettive di un mondo libero dalle armi nucleari, le parole di Paolo VI nell’enciclica, Popolorum Progressio, «lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo» (n. 14), della cui enciclica ricorreva il 50° anniversario, papa Francesco nel suo discorso ai partecipanti in Vaticano allora affermava: «Le relazioni internazionali non possono essere dominate dalla forza militare, dalle intimidazioni reciproche, dall’ostentazione degli arsenali bellici. Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà.2 Insostituibile da questo punto di vista è la testimonianza degli Hibakusha, cioè le persone colpite dalle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki, come pure quella delle altre vittime degli esperimenti delle armi nucleari: che la loro voce profetica sia un monito soprattutto per le nuove generazioni!»

Il Dicastero per la Promozione Integrale dello Sviluppo Umano organizza un incontro on line mercoledì 16 dicembre sull’argomento del disarmo nucleare e sulla pace, in occasione della presentazione del volume A World Free from Nuclear Weapons: the Vatican Conferenze on Disarmament – tenutasi in Vaticano – a cura di Drew Christiansen SJ, docente di etica e sviluppo umano al Walsh School of Foreing Service e senior fellow alla Berkley Center for Religion, Peace and World Affairs presso Georgetown University, e Carole Sargent, storico letterario del pensiero politico delle donne agli inizi del modernismo. Ppubblicato di recente dalla casa editrice americana Georgetown University Press (pp. 184, agosto 2020), il volume è un vademecum sul disarmo integrale per costruire la pace per gli individui, le comunità e gli stati. Un disarmo integrale può muoverci verso la trasformazione ad una cultura di amore fraterno e di pace che ci guida al di là delle convenzioni e dei trattari di pace verso una conversione personale e comunitaria e al cambiamento del cuore, come si legge nella premessa contenuta nel libro. Cita il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari del 2017 adottato da 122 stati che proibisce l’acquisizione delle armi nucleari e chiede agli stati armati di eliminarle per la crescente consapevolezza delle conseguenze umanitarie catastrofiche di qualunque uso di armi nucleari, insieme alla loro costante minaccia all’umanità e alla vita sul Pianeta; e la temuta diffusione di una nuova generazione di tecnologie militari che possono rivelarsi insidiose e letali.

EVENTO: mercoledì 16 dicembre dalle ore 16

MODALITÀ: trasmesso on line tramite la piattaforma Zoom e visibile in streaming sul canale You Tube di Vatican News: https://www.youtube.com/user/vatican

PATROCINI: Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale in collaborazione con il Berkley Center for Religion, Peace, and World Affairs, Georgetown University; Georgetown University Press; Kroc Institute for International Peace Studies, Keough School of Global Affairs, University of Notre Dame; Catholic Peacebuilding Network.

RELATORI: Sua Em. Card. Peter Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale;
S.E. Mons. Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato della Santa Sede;
Alexey Arbatov, Capo del Centro per la Sicurezza Internazionale dell’Istituto Nazionale di Ricerca Primakov per l’Economia Mondiale e le Relazioni Internazionali;
Rev. Drew Christiansen, S.J., professore di etica e sviluppo umano alla Georgetown’s School of Foreign Service e senior fellow presso il Berkley Center for Religion, Peace, and World Affairs; Kelsey Davenport, Direttore per la politica di non proliferazione presso la Arms Control Association;
Jeremy Faust, ex stagista della Missione della Santa Sede a New York;
Beatrice Fihn, direttore esecutivo della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN);
Amb. Rose Gottemoeller, research fellow presso l’Hoover Institution;
Marek Misak, consulente politico per le relazioni esterne presso la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (COMECE);
Ksenyia Pirnavskaya, coordinatore per l’educazione del Gruppo Giovani della CTBTO.

16 Dicembre 2020
Fino al 16 Dicembre 2020
Conferenza di presentazione volume
Alle ore 16.00
in streaming su You Tube Vatican.va

Informazioni:
www.humandevelopmente.va
info[at]humandevelopment.va


Redazione Bioetica News Torino