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Un vaccino globale per tutti: dall’appello di Yunus e 104 personalità nel mondo

29 Giugno 2020

La diffusione della Sars-Cov-2 cresce con preoccupazione in alcuni Paesi nel mondo guardando i  dati dei nuovi contagi confermati presentati dal  bollettino dell’Oms relativo al 28 giugno. Risultano 7mila nuovi casi confermati in Sud Africa, in particolare  Ghana, Nigeria, Algeria, e ben 44 mila negli Usa. Anche l’America del Sud presenta una diffusa virulenza  dal Brasile con 46 mila nuovi casi al  Messico con 5mila al Perù con 4mila toccando anche l’America centrale (Repubblica domenicana, Hondura). Si estende un po’ ovunque nel Mediterraneo orientale dove in Pakistan si sono sviluppati 4mila nuovi contagi confermati e in Arabia Saudita 178mila mentre nei Paesi della federazione russa si sono aggiunti  6mila nuovi ai 630mila esistenti.  E nell’Europa il numero ricomincia a salire per l’Italia con nuovi focolai (175 persone), la Germania con 256. Quasi ventimila nuovi contagi in India.

Al momento continua  la ricerca di un vaccino contro il covid-19, coordinata  dall’Oms, con l’intento che tutti possano beneficiarne,  in modo gratuito, a partire dalle persone più vulnerabili.

Per “un vaccino globale comune”  – Covid-19 è l’appello che viene dal professor Muhammad Yunus, economista che nel 2006 gli fu conferito il Premio Nobel per la Pace per “aver creato uno sviluppo sociale ed economico dal basso”, istituendo  nel 1983 il microcredito quale mezzo di contrasto alla povertà nella Grameen Bank, fondata a Bangladesh nel 1976.  Una voce che viene dallo Yunus Centre a cui si sono uniti a lui 104 personalità di tutto il mondo, tra cui 18 che ricevettero il Premio  Nobel per la pace, 32 già capi di stato e governo, politici, accademici, artisti e  delle istituzioni internazionali per chiedere ai governi, fondazioni, filantropi e imprese sociali,  di produrre e/o distribuire i vaccini nel mondo gratuitamente. Invita a «riaffermare la nostra responsabilità collettiva per la protezione di tutte le persone vulnerabili senza alcuna discriminazione».

Tra i firmatari italiani Romano Prodi presidente della Commissione europea  1999-2004 e già primo ministro,  il tenore Andrea Bocelli, giornalista e scrittore padre Giulio Albanese, il professor Luigino Bruni, economista della Libera Università Maria Santissima Assunta, padre Enzo Fortunato portavoce del Convento e della Basilica papale di Assisi, padre Mauro Gambetti custode della Basilica papale e del sacro convegno di Assisi, Raffaele Lomonaco economista alla Pontificia Università del Laterano.

(Aggiornamento 30 giugno 2020 h. 10.13)
Redazione Bioetica News Torino