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Un’agricoltura nuova per mitigare gli effetti climatici e poter avere del cibo e sano La Fao fa un resoconto generale e dà alcuni consigli

10 Dicembre 2021
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Fig.1 Fao, Terra e Acqua, 2021

Il cibo è fonte di sopravvivenza umana. Come fare a garantire l’alimentazione per tutti gli abitanti del pianeta? Ci si trova immersi in un processo inarrestabile di cambiamenti climatici, si è divenuti consapevoli dello sfruttamento del suolo causato con la deforestazione, l’adozione di una coltivazione intensiva usata da anni, dall’impiego di pesticidi e altre sostanze contaminanti che hanno contribuito ad inquinare le acque e l’ambiente.

Secondo la previsione della Fao, organismo delle Nazioni Unite impegnato nel sostenere i diritti di un cibo sano e sicuro contro la povertà e la fame nel mondo, che considera tali fattori, si stima entro il 2050 che occorrerà produrre quasi il 50% in più di cibo, fibra e biocombustile rispetto al 2012. La produzione agricola nell’Asia meridionale e nell’Africa sub-sahariana dovrà raddoppiare la richiesta mentre il resto del mondo avrà bisogno di almeno del 30 per cento in più. Gli sforzi fatti per ridurre la piaga della malnutrizione rischiano di essere vanificati. Spiega che è aumentato il numero di persone che soffrono di denutrizione: dai 604 milioni nel 2014 si è passati a 768 milioni nel 2020.

Ne deriva una responsabilità da assumere nella scelta del tipo di gestione dell’agricoltura e degli investimenti, proiettata nel lungo termine, che si andrà a perseguire per gli anni a venire per la conservazione del paesaggio, del suolo e dell’acqua in un’ottica di un sistema interconnesso per la salute umana e del pianeta sia a livello locale che globale. Alcune proposte di riparazione contrastando il peggioramento delle risorse del suolo destinate altrimenti ad un processo di decadimento e di scarsità vengono suggerite dalla Fao in un Rapporto di sintesi pubblicato di recente che comincia dall’analisi del panorama generale. Si intitola The state of word’s land and water resources for food and agricolture. Systems at breaking point, Solaw 2021. La versione integrale sarà disponibile nell’anno nuovo.

«Non dobbiamo sottostimare la scala e la complessità di questa sfida», afferma il direttore generale della Fao Qu Dongyu Dongyu che due giorni fa era alla conferenza della Fao di Roma durante il quale il Rapporto è stato presentato. Il nuovo programma di azioni strategiche della Fao 2022 – 203, dichiara «in modo deciso l’Organizzazione nella promozione di una gestione sostenibile degli ecosistemi vitali acquatici e terrestri per una produzione, nutrizione, ambiente migliori e una vita migliore per tutti, lasciando dietro nessuno».

Perché è necessario un cambiamento di rotta olistico nell’ambiente e nell’agricoltura?

Dal 2000 al 2019 si è andati a sottrarre a pascoli e terreni di pastura aree per la coltivazione, che si sono ridotti passando da 3 milioni 300mila ettari a 3milioni 190mila mentre novanta milioni di ettari di foresta è il patrimonio che è andato perduto.

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Fig. 2. Risorse dell’acqua, Fao 2021

Un buon indicatore della salute del clima è proprio il patrimonio forestale. Si è stimata una perdita annuale, che è cresciuta negli anni, a cui si è assistito ad un depauperamento della terra da 4 milioni di ettari tra il 2010 e il 2020 e tra il 2000 e il 2010 di 5 milioni di ettari.

L’agricoltura produce emissioni di diossido di carbonio e anche altri gas serra. I fertilizzanti ne sono responsabili.

Si stima una responsabilità umana nelle emissioni globali pari a 54 miliardi di tonnellate di diossido di carbonio, dei quali 17 provengono dai sistemi agroalimentari tra CO2, metano, monossido di azoto. Questo declino per opera umana è causato dalla pratica intensiva della coltivazione. Tra i fattori sono l’impoverimento di nutrienti, l’erosione e l’aumento di salinità del terreno che incidono su un milione e 600 mila ettari circa di terra agricola. Un quinto del deterioramento del terreno è visibile nell’Africa sub-sahariana, seguita dall’America del Sud. Il Nord America è cinque volte la dimensione dell’Asia meridionale ma entrambe contribuiscono all’11 per centro del deterioramento globale.

Non solo la terra ma anche il bene prezioso dell’acqua comincia a ridursi. Le risorse d’acqua rinnovabili provenienti dai fiumi e dalle falde diminuiscono più di 4mila km3 all’anno. I peggiori cambiamenti si sono avuti nei Paesi con più basso reddito, come nell’Africa sub-Sahariana, nell’Asia Centrale, nell’Asia occidentale e nel nord Africa mentre in Europa si presentano ancora in forma minore.

Forti e frequenti precipitazioni erodono le aree costiere, aumentano il rischio di frane e le inondazioni improvvise.

L’inquinamento dell’acqua assume rilevanza in molti paesi diventando un problema di sicurezza alimentare. Dal 2000 è aumentato l’impiego di azoto reattivo come fertilizzante sintetico da 81 milioni di tonnellate a un picco di 100 milioni nel 2017. Poi vi sono i contaminanti chimici come pesticidi, farmaci uso veterinario, plastica.

Le risorse della terra e dell’acqua nella società e nell’economia odierna

Ad un’agricoltura dominante su larga scala di grandi aziende si contrappongono fazzoletti di terra, soggetti a deterioramento e a scarsità d’acqua che sono in mano a piccoli proprietari.

Crescita della popolazione, urbanizzazione e sviluppo economico sono fattori che incidono sul clima per gli stili di vita che si assumono, per le diete alimentari che tendono a consumare di più proteine, frutta e vegetali. Si prevede un aumento della popolazione che da 7 miliardi nel 2019 arrivi a 9 miliardi entro il 2050 tra le regioni più povere come in Africa sub-sahariana.

In generale, l’80 per cento della povertà estrema risiede nelle aree rurali e per la maggior parte il sostentamento dipende dall’agricoltura, che è a sua volta vulnerabile alle condizioni climatiche. Un’urbanizzazione non controllata e una migrazione forzata rappresentano una minaccia alla gestione delle risorse sostenibili. La vita urbana determina preferenze di diete alimentari basate su cibi industriali che comportano rischi per la salute, compresa malnutrizione, obesità e deficienze di micronutrienti.

Un rimedio alla povertà rurale è l’accesso alle risorse d’acqua e alle terre. Nei paesi a basso e medio reddito il 77 per cento delle fattorie condotto da piccoli proprietari si trova in aree con problemi di acqua e meno di un terzo ha accesso all’irrigazione. Le maggiori disparità stanno nella disponibilità delle risorse d’acqua tra aziende a grandi dimensioni e quelle piccole che si trovano in America Latina e nei Caraibi, nell’Asia meridionale e nell’Africa sub-Sahariana.

Qualche proiezione futura

In uno scenario di riscaldamento climatico in cui la temperatura arrivasse a 4.2°C la produzione di frumento alimentato da acqua piovana attecchirebbe in Argentina, Australia, Canada, Cile e nell’Eurasia settentrionale mentre diminuirebbe soprattutto nella maggior parte dell’Africa Centrale e in alcune parti del Brasile, dell’Asia Centrale e dell’India.

Il cambiamento climatico rivoluzionerà la situazione attuale portando benefici ad alcuni paesi e problemi ad altri. Alcuni paesi vedranno ridursi le loro aree adatte alla coltivazione come l’Africa Centrale e l’Europa orientale e saranno costretti a gestire in modo nuovo le risorse terrestri e acquatiche. Invece ai tropici e ai subtropici ne beneficeranno con raccolti multipli.

L’aumento delle temperature favorirà l’estensione di produzioni cerealicole in altitudini più alte nord, in Canada, nell’Eurasia settentrionale e in alcune parti dell’Oceania e del Sud America; invece regioni come l’Africa Centrale e l’Europa Orientale vedranno ridursi le aree coltivabili richiedendo sistemi nuovi. Può compromettere la tradizionale produzione di caffe in Brasile e nell’Africa occidentale o quella delle olive in Maghreb.

L’estrazione dell’acqua sotterranea per l’irrigazione in mancanza d’acqua comporta il rischio dell’inquinamento delle falde e dell’intrusione salina.

La siccità compromette l’agricoltura, la sicurezza alimentare e i piccoli agricoltori che non possono competere con i sistemi irrigui delle grandi aziende.

Fao: 4 risposte innovative e tecnologiche che richiedono partecipazione, impegno dei governi

a) Politica integrata inclusiva, efficace e coerente

Sviluppare una politica coordinata e coerente con degli aggiustamenti a livello istituzionale e giuridico in tutti i settori, adottare una flessibilità strutturale. I gruppi marginalizzati e gli agricoltori a gestione familiare devono poter accedere alle risorse di cui necessitano. Gli stanziamenti internazionali e gli investimenti pubblici e privati vanno incoraggiati per migliorare l’ambiente ed esplorare nuovi approcci di investimento in risorse sostenibili per l’ambiente. Gli agricoltori dovrebbero essere riconosciuti come primi investitori e non solo beneficiari.

Per pianificare strategie di miglioramento della nutrizione e della salute dell’ecosistema, dei sistemi agroalimentari sostenibili e resilienti ci si affida ad una gestione concernente la biodiversità che include agroecologia, conservazione dell’agricoltura, agricoltura organica, agroforestale e i sistemi integrati di coltivazione e bestiame.

L’inclusività è data dal dialogo e da approcci di consenso per poter prendere impegni e istituire negoziazioni con la società civile comprendendo i gruppi emarginalizzati.

b) soluzioni integrate dai dati e pianificazione

Nuovi strumenti di pianificazione delle risorse servono per conoscenze la dimensione e la localizzazione dei differenti rendimenti e produzioni. In Africa sub-sahariana ad esempio i rendimenti sono solo del 24 per cento di quello che è raggiungibile con più elevati livelli immessi con una migliore irrigazione o fertilizzanti organici. Lo stesso si riscontra in America centrale, in India e in Russia.

La Fao mette a disposizione una piattaforma libera e aggiornata con dati descrittivi per comprendere l’uso di strumenti e approcci aiuta ad abbattere le barriere fra regioni e settori.

c) innovazione

Gli strumenti tecnologici dallo smartphone, i servizi da remoto, il cloud e le informazioni aperte al pubblico sui raccolti, sulle risorse naturali, sulle condizioni climatiche aiutano i piccoli agricoltori a familiarizzarsi con la tecnologia digitale. Un’agricoltura “smart” avrebbe il presupposto di aumentare la produttività e le entrate, adattare e costruire la resilienza ai cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di biossido di carbonio.

Le questioni di salinità del terreno possono risolversi selezionando raccolti tolleranti al sale e modelli di coltivazione appropriati. L’umidità del suolo aiuta a fermare i suoli ricchi di carbonio dalla desertificazione e dall’aumento delle emissioni.

d) investimento sostenibile a lungo termine

I sistemi agroalimentari hanno bisogno di adattarsi ad un mondo che affronta il cambiamento climatico e di una domanda crescente di cibo sicuro e di qualità. Con la cura si può costruire resilienza ai disastri naturali e alla pandemia mentre si fornisce diete diverse e nutritive e si sostiene il cambiamento per un consumo sostenibile. Ma non una soluzione si adatta se non si considera un pacchetto intero.

Il successo sarà dato, come riferisce il Rapporto, solo quando si incontra un ambiente favorevole, una politica forte e un governo delle risorse d’acqua e della terra inclusivo.

CCBYSA

redazione Bioetica News Torino