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“Unione europea per la Salute”, progetto di riforma della Commissione Europea contro il Covid-19 e per future emergenze transfrontaliere

12 Novembre 2020

Solo ieri 4000 persone hanno perso la vita per il coronavirus. Stiamo mobilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione per aiutare gli stati membri nel coordinamento delle loro risposte in questi tempi senza precedenti: è il messaggio che giunge dalla Commissione dell’Unione Europea (https://twitter.com/EU_Health) dando l’annuncio di un progetto di un’Unione europea per la Salute (European Health Union). È all’opera nei suoi primi passi iniziati ieri con la presentazione di una serie di proposte per rafforzare la difesa dalla pandemia da Covid-19 valevole anche per altre emergenze sanitarie future e ridefinire i ruoli delle agenzie europee, precisamente del controllo delle Malattie infettive la European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e di sicurezza del farmaco, European Medicines Agency (EMA).

Condivisione e solidarietà comune sono i principi con cui si vuol cercare risposte comuni per proteggere la salute dei cittadini in Europa e, poiché la salute pubblica è strettamente correlata con l’economia come è ben emerso in questo periodo di pandemia, avviare una ripresa economica sostenuta.

«Cambieremo il modo con cui ci si pone alle minacce sanitarie che attraversano i confini. Oggi inizieremo a costruire un’Unione europea per la Salute per proteggere i cittadini con cure di elevata qualità in una crisi e dotare l’Unione e i suoi stati membri di strumenti per prevenire e gestire le emergenze sanitarie che affliggono l’intera Europa», ha affermato la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen nella conferenza stampa di ieri per costruire una risposta più incisiva con una maggiore resilienza.

Il piano prevede un nuovo regolamento giuridico per attivare un sistema di risposta per l’emergenza sanitaria a livello europeo per la protezione e prevenzione dalla diffusione di malattie trasmissibili oltre i confini, rinforzare l’attuale Comitato di sicurezza sanitaria, estendere il mandato dell’ECDC e rinforzare il ruolo dell’EMA. In agenda la Commissione ha in progetto altre due iniziative legislative che necessitano di riforma, sempre per l’area sanitaria. Riguarda la strategia farmaceutica per l’Europa e il piano europeo di lotta contro il cancro.

La Commissione ha inviato il documento del progetto per la costruzione dell’Unione Europea per la Salute in riferimento all’emergenza sanitaria transfrontaliera all’analisi del Parlamento e del Consiglio d’Europa, nonché indirizzato al Comitato economico e sociale europeo e alle Regioni.

Il piano:

  1. Rinforzo dello sviluppo di un piano di risposta e preparazione alla crisi sanitaria – pandemica comune a livello nazionale e locale effettuando revisioni dopo gli accadimenti con le successive elaborazioni di nuove misure correttive. Un processo di audit sarà coordinato dalla stessa Commissione con il supporto tecnico dell’ECDC e delle agenzie Europee. . Sarà dato sostegno ai paesi membri per rafforzare resilienza, accessibilità ed efficacia dei sistemi sanitari mediante cooperazione, scambio informativo della migliore pratica, programmi di formazione, sostegno tecnico e finanziario dai programmi dell’Unione Europea come 4Health, Recovery and Resilence Facility, Cohesion Policy e Technical Support Instrument. Si può intervenire ad esempio per la necessità di riorganizzazione delle reti ospedaliere per l’aumento della domanda di trattamento di pazienti durante le emergenze sanitarie, della disponibilità di strutture di cura primarie, disponibilità di personale sanitario competente da riassegnare a nuovi ruoli in caso di emergenza, di utilizzo e copertura finanziaria per la strumentazione telematica come la telemedicina.
  2. Sorveglianza epidemiologica: rinforzo del Centro Europeo per il controllo e prevenzione delle Malattie (ECDC). Accrescerà il suo ruolo istituendo un sistema di sorveglianza integrata e di monitoraggio a livello dell’Unione Europea più solido che vede una collaborazione con le agenzie più importanti, come l’Autorità europea di Sicurezza Alimentare e l’Agenzia europea per l’Ambiente e includerà i dati di ricerca e i quelli sulla capacità dei sistemi sanitari nella diagnosi, prevenzione e trattamento di specifiche malattie trasmissibili e sulla sicurezza dei pazienti. Si utilizzerà l’intelligenza artificiale, strumenti digitali innovativi e sistema dati più ampio e dettagliato ad esempio sulla disponibilità dei letti ospedalieri, capacità di cura intensiva e trattamento specialistico, numero dello staff formato e sul tracciamento dei contatti.
  3. Cooperazione internazionale e coordinamento della rete dei laboratori per test microbiologici, rete che sarà ricostituita per consentire una strategia uniforme nei test diagnostici, sierologici, nel metodo e nella validazione. Saranno sostenuti i servizi di trasfusione, trapianti e riproduzione medicalmente assistita. C’è bisogno di un maggiore sviluppo del tracciamento dei contatti che l’ECDC si occuperà di avviare un sistema automatizzato utilizzando la tecnologia più sofisticata.
  4. Estensione dell’uso del sistema rapido di allerta e di risposta (EWRS) per dare avviso e gestire i rischi di salute pubblica tra la Commissione e i Paesi membri. Dal 9 gennaio, data che ha dato il via con il primo messaggio di allerta Covid-19 alla comunicazione tra la Commissione e i Paesi Membri, la piattaforma ha trasmesso più di 2700 messaggi pertinenti al Covid-19. Dovrà soddisfare le necessità per le carenze di contromisure sanitarie e le richieste e offerte di assistenza nell’emergenza transfrontaliera.
  5. L’istituzione di un’autorità europea per la preparazione e risposta alle nuove ed emergenti minacce sulla salute pubblica che travalicano i confini di un paese (HERA). Avrà lo scopo dispiegare con celerità le misure sanitarie più avanzate ed altre durante un’emergenza sanitaria nelle diverse fasi della catena dei valori dalla progettazione alla distribuzione e alla fruizione. Sosterrà ad esempio lo sviluppo di tecnologie e soluzioni utili alle risposte come le tecnologie per la piattaforma dei vaccini o l’impiego dell’I.A, o anche lo sviluppo di contromisure specifiche come le sperimentazioni cliniche.
  6. Estensione del mandato dell’ECDC che dà un orientamento tecnico potrà anche formulare raccomandazioni, mobilitare una task force sanitaria dell’UE per coadiuvare la risposta locale negli Stati membri; avere una maggior quantità di flussi di dati da analizzare per sostenere gli Stati membri nel controllo dei focolai; sviluppare competenze centrali nella protezione della salute attraverso una nuova rete di laboratori di riferimento dell’UE; migliorare la prevenzione delle malattie trasmissibili e dei problemi sanitari specifici, ad esempio la resistenza antimicrobica, la vaccinazione e la biosicurezza.
  7. Rinforzo dell’EMA deputata a garantire la valutazione, l’approvazione e la sorveglianza dei medicinali disponibili nell’UE per la cura dei pazienti, che dall’esperienza positiva dei compiti affidatele durante l’epidemia, può mantenere il mandato in modo permanente di monitoraggio delle situazioni che potrebbero portare a carenze di medicinali in future situazioni di crisi, di attivazione di una struttura specifica per la gestione della crisi, di approvare in modo veloce i medicinali di cura e prevenzione durante l’emergenza e di accelerare l’iter dei pareri scientifici sui protocolli di sperimentazione, nonché di analizzare periodicamente i dati raccolti dalle sperimentazioni cliniche e da altri studi e infine di organizzare riunioni di gruppi di esperti.
Redazione Bioetica News Torino