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Variante Delta sale: possibile terza dose vaccinale per le varianti L'immunità di gregge da raggiungere entro settembre per evitare ritardi nei servizi di cura e interventi. Preoccupa la nuova variante statunitense Epsilon, per ora pochi casi in Europa

04 Luglio 2021

Nel più recente monitoraggio della mappatura delle varianti Sars-CoV-2 in Italia, condotto dall’Istituto Superiore della Sanità e dalla Fondazione B. Kessler in collaborazione con il Ministero della Salute e le Regioni, si rileva, tra quelle di maggiore preoccupazione per la loro celere trasmissibilità o per il loro grado di severità, la tenuta della variante Alfa (lignaggio B.1.1.7), che continua ad essere predominante e la crescita della variante Delta (lignaggio B.1.167.2).

I risultati dell’indagine del 22 giugno 2021 sono elaborati dal sequenziamento genomico di 772 campioni positivi in RT-PCR, notificati il 16 giugno, che provengono da 113 laboratori. Mostrano per le varianti di preoccupazione (VOC) i seguenti esiti:

  • una continua predominanza della variante Alfa (B.1.1.7) a livello nazionale anche se è diminuita, la prevalenza è pari a 57,8%, rispetto all’88,1% dell’indagine del 18 maggio scorso. Sono stati individuate 393 sequenze, in particolar modo in Lombardia (64), Sicilia e Campania (56), Emilia Romagna (36), Puglia (30).
  • la variante Gamma (variante P 1) sale con una prevalenza pari a 11,8% rispetto al monitoraggio precedente del 7,3%, diffusa solo in alcune regioni. Risulta diminuita in alcune regioni dove era in precedenza presente come in Abruzzo, in Campania, in Emilia Romagna, mentre è aumentare in Toscana e Veneto.
  • In 16 regioni/PA è diffusa la variante Delta (B.1 617. 2); sono state rilevate 196 sequenze, soprattutto in Lombardia (55), nel Lazio (37), in Campania (28), in Emilia Romagna (13) e nel Friuli Venezia-Giulia (12).

L’Istituto Superiore di Sanità osserva sulla temuta variante Delta, il cui nome deriva dall’India in cui è stata individuata per la prima volta, per la celerità di trasmissione dell’infezione e per il possibile rischio di reinfezione, la necessità di tenerla sotto sorveglianza e controllo: «La crescita della prevalenza della variante Delta è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione.  È fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche ieri dall’Ema, questo garantisce la migliore protezione », ha affermato il Presidente dell’Iss Silvio Brusaferro (2 luglio 2021: Covid-19: in Italia la variante Alfa al 57,8%, il 22,7% dei casi con quella “Delta“, ISS).

La variante Delta del virus Sars-CoV-2 è diffusa, secondo i dati riportati dalla piattaforma GISAID, che condivide su libera iniziativa delle istituzioni e dei laboratori i dati epidemiologici, clinici e delle sequenze genetiche dei virus influenzali e del covid-19, al 28 giugno 2021 con 424 sequenze genomiche sequenze genomiche, rispetto alle 280 sequenze caricate nella settimana precedente. Risulta più diffusa in Veneto e in Campania seguite da Trentino Alto Adige, Lazio e Puglia.

È notizia recente dall’azienda Johnson and Johnson della protezione immunitaria del vaccino Janssen, che comprende un’unica dose per il ciclo vaccinale, fino ad almeno 8 mesi di copertura in confronto alla media di 29 giorni, e della protezione anticorpale contro la variante Delta, ad un livello più alto di quello osservato per la variante Beta (B.1.351) in Sud Africa e Zeta (P 2) in Brasile la cui efficacia contro la severità e gravità dell’infezione è stata dimostrata, come per altre varianti come Gamma (P 1), Alfa, Epsilon e Kappa. Lo riferisce il vice presidente del comitato esecutivo e a capo dell’ufficio scientifico Paul Stoffels (1 luglio 2021) dagli esiti di un loro studio in fase di pubblicazione.

Secondo una stima del Rapporto Altems dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, pubblicato il 1 luglio 2021, in Italia al 22 settembre 2021, data in cui l’Unione Europea chiede ai Paesi membri di raggiungere una copertura vaccinale (prima e seconda dose) del 70% della popolazione adulta, tra i 15-69 anni, considerando il 66,56% delle persone vaccinate ad oggi, per quella data lo saranno 19.080.865 persone. Invece sul piano nazionale al 30 settembre 2021, considerando il piano vaccinale anti covid che pone come obiettivo l’80% della popolazione vaccinata per l’immunità di gregge, ad oggi sono vaccinate il 44,67% dell’obiettivo dei 43 milioni da raggiungere al 30 settembre, pari a 19.080.965 persone vaccinate.

Ci si aspetta una terza dose con gli stessi vaccini, studiati per proteggere dalla circolazione delle varianti, perché, spiega Guido Rasi, consulente del Commissario all’emergenza Covid e direttore scientifico di Consulcesi, in un’intervista a QuotidianoSanità.it (3 luglio 2021) «ci sono milioni di pazienti che non hanno potuto avere cura nell’ultimo anno e mezzo a causa dell’intasamento degli ospedali, ora dobbiamo anche dedicarci a loro. Abbiamo accumulato ritardi su visite, interventi, screening. Abbiamo una classe medica stremata dopo aver passato l’ultimo anno e mezzo in trincea, è intollerabile la scelta di non vaccinarsi in questo scenario. Non possiamo correre il rischio di avere altri milioni di potenziali malati che andranno nuovamente ad occupare gli ospedali nonostante la disponibilità di vaccini. Sarebbe immorale.»

Negli Stati Uniti il Center for Disease Control ha classificato, per la sua rapida diffusione, la variante Epsilon, associata ai lignaggi B.1.427/B.1.429, come una variante di preoccupazione (VOC). Individuata agli inizi del 2021 in California e poi in altri stati nordamericani, a maggio questa variante era diffusa in 34 paesi del mondo (si veda Fig. 1 A-E, Geographic distribution and evolution of incidence over time of the Sars-CoV-2 B.1.427/B.1.429 VOC, in Mattew Mc Callum et al., Sars-CoV-2 immune evasion by the B.1427/B.1429 variant of concern; https://science.sciencemag.org/content/sci/early/2021/06/30/science.abi7994/F1.large.jpg). Mc Callum M. del dipartimento di Biochimica dell’Università di Washington in Seattle, ed altri Autori dell’articolo scientifico pubblicato su Science il 1 luglio 2021 (DOI: 10.1126/science.abi7994), affermano che al 30 aprile 2021 i genomi sequenziati riportati nella piattaforma Gisaid sono rispettivamente 8.441 per il B.1.427 e 21.072 per B.1.429. Lo studio si è basato sull’esame del plasma di 15 individui vaccinati con due dosi di Moderna, a mRNA messaggero -1273, di 15 individui che hanno ricevuto due dosi di Pfizer/BioNtech 162b2 e di 9 donatori convalescenti infettati da Covid-19 con sintomi agli inizi del 2020. Hanno scoperto che tre mutazioni dei due lignaggi citati presenti nella glicoproteina Spike, attraverso la quale il virus Sars-CoV-2 entra nel nostro corpo, diminuiscono l’attività neutralizzante degli anticorpi data dal vaccino anticovid e dall’infezione da Sars-CoV-2.

Negli Usa risultano 48.538 casi della variante Epsilon, dai dati aggiornati della piattaforma Gisaid e aggiornati al 4 luglio 2021. In Italia risultano finora registrati 2 casi; per questa variante hanno fornito i dati sulla piattaforma l’11 di febbraio 2021 il laboratorio dell’Istituto dermatologico San Gallicano – Irccs. In Europa è presente in: Danimarca (37), Germania (10), Svizzera (4), Irlanda (7), Francia (7) Spagna e Paesi Bassi (5), Norvegia (3), Svezia e Finlandia (2). Nel Regno Unito sono rilevate 21 varianti.

(Aggiornamento 5 luglio 2021, ore 11.35)

CCBYSA

redazione Bioetica News Torino