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News dall'Italia

Varianti Sars-CoV-2 in Europa: indicazioni per ricerca e gestione dei contatti La nuova circolare del Ministero della Salute

02 Febbraio 2021

Il Ministero della Salute dà maggiori informazioni sulle varianti del Sars-CoV-2 circolanti in Europa e raccomandazioni per la prevenzione in una nuova circolare in base alle nuove evidenze scientifiche, alle indicazioni dell’Oms e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

In Regno Unito variante VOC202012/01

La sua presenza è stata dichiarata emergente, per la prima volta nel mese di dicembre nel Sud del Regno Unito e il 25 gennaio 2021 riportata in una settantina di paesi tra casi di importazione o trasmissione comunitaria.
Nel Regno Unito e in Irlanda del Nord si è diffusa maggiormente rispetto ad altre varianti precedenti. Occorrono ancora ulteriori studi in materia e dai dati di cui si è in possesso la malattia pare più grave e l’effetto sull’efficacia vaccinale non pare ridursi in modo significativo.
Il test RT-PCR su un unico obiettivo genico S, che ha un difetto, può risultare falso negativo se non viene utilizzato per il rilevamento un altro gene.

Variante 501Y.V2 Sudafrica

Viene identificata per la prima volta in Sud Africa a dicembre. Il 25 gennaio è diffusa in 31 paesi. Gli studi sono ancora in corso e dai dati preliminari pare che come quella inglese abbia una capacità veloce di trasmissione maggiore e abbia una minore responsività nelle persone vaccinate con i vaccini Moderna o Pfizer-BioNTech rispetto alle varianti precedenti.

Variante P.1 Brasile

La segnalazione viene fatta per la prima volta in Giappone il 10 gennaio con l’arrivo di 4 viaggiatori dal Brasile e poi in Corea del Sud sempre da viaggiatori dal Brasile. Il 25 gennaio è presente in 8 paesi tra i quali l’Italia. Non è strettamente associata alle altre due varianti e presenta 11 mutazioni della proteina spike. Non si è a conoscenza, seppure in modo preliminare, dell’efficacia del vaccino.

Rischio di diffusione delle varianti in Europa

Per l’Oms vi è un alto livello di rischio che le varianti possano diffondersi in Europa/See, in particolare modo si teme la variante inglese. Pertanto dà alcune indicazioni sia per la ricerca che per la gestione dei contatti dei casi Covid-19 sospetti per l’infezione da variante e confermati.

  • assegnazione prioritaria di tale ricerca e gestione dei contatti per una identificazione tempestiva
  • identificazione della fonte di infezione mediante la ricerca retrospettiva dei contatti, oltre le 48 ore e fino ai 14 giorni prima dell’insorgenza dei sintomi del caso, o di esecuzione del tampone se il caso è sintomatico
  • esecuzione di test molecolare ai contatti il prima possibile dopo l’identificazione e al 14° giorno di quarantena per un rintraccio dei contatti
  • la quarantena non va interrotta la 10 giorno
  • comunicazione ai contatti di osservanza delle misure preventive nella settimana alla fine della quarantena e di avvisare il medico curante in caso di comparsa di sintomi e isolarsi
  • esecuzione al più presto del test molecolare con inizio del rintraccio dei contatti quando un contatto di caso Covid -19 con infezione da variante sospetta o confermata è sintomatico durante l’identificazione o sviluppa sintomi durante il follow-up
  • comunicazione della rapidità di diffusione delle varianti ai contatti stretti e conviventi
  • avvisare i contatti in attesa dell’esito del tampone di informare a loro volta i contatti stretti e osservanza delle misure di prevenzione.

In laboratorio

Vanno predisposti laboratori appositi P3, ad alto livello di sicurezza, per l’isolamento virale delle varianti di Sars-CoV-2, per prevenirne la diffusione in modo accidentale, che devono aumentare la capacità di sequenziamento.
L’ECDC raccomanda di sequenziare almeno 500 campioni selezionati casualmente ogni settimana a livello nazionale con le seguenti priorità:

  • individui vaccinati anti Covid-19 che poi si infettano nonostante una risposta immunitaria al vaccino
  • nei contesti ad alto rischio come ospedali
  • nei casi di reinfezione
  • individui in arrivo da paesi ad alta incidenza da varianti Sars-CoV-2
  • in un’area aumenta o cambia la trasmissibilità dei casi
  • cambiamento nelle performance di strumenti diagnostici o terapie
  • analisi di cluster
redazione Bioetica News Torino