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News dall'Italia

Covid-19. Si riparte con la campagna vaccinale per AstraZeneca Il sì dell’Aifa

19 Marzo 2021

Gli esperti del Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell’Agenzia Europea dei medicinali (Ema) hanno confermato, il 19 marzo, il parere favorevole del Comitato di sorveglianza, il Prac, verso l’impiego del vaccino AstraZeneca: i benefici di prevenzione dal ricovero ospedaliero e da morte per Covid-19 superano il rischio di sviluppare coagulazione intramuscolare disseminata o coaguli nei vasi che drenano sangue dal cervello e concordano sulla modifica da apportare nel foglietto informativo del prodotto.

Nel foglietto tra le precauzioni di uso si aggiungono la trombocitopenia e disordini di coagulazione e rischio di sanguinamento con la somministrazione intramuscolare. Si riporta che «una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, è stata osservata molto raramente successivamente alla vaccinazione con Covid-19 AstraZeneca. Questo riguarda alcuni casi che presentano trombosi delle vene, includendo trombosi dei seni venosi cerebrali, trombosi delle vene mesenteriche, come pure trombosi arteriale, concomitante con trombocitopenia. La maggioranza di questi casi si sono verificati entro i primi sette giorni fino ai 14 giorni dopo la somministrazione e nelle donne sotto i 55 anni di età, tuttavia ciò può riflettere l’uso aumentato del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno un esito fatale».

Poi nel foglietto si invita i professionisti della salute ad essere vigili sui segni e sintomi di tromboembolismo e/o di trombocitopenia. I vaccinati dovrebbero essere istruiti a cercare immediatamente un medico se sviluppano sintomi come diminuzione del respiro, dolore al petto, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. In aggiunta, la persona vaccinata dovrebbe cercare un medico subito se si hanno sintomi neurologici, incluso mal di testa severa o persistente o visione offuscata dopo la vaccinazione o si sperimenta bruciore di pelle.

E come annunciato, dopo il via del Chmp l’Aifa ne ha subito revocato il divieto d’uso precedentemente dato in via precauzionale, rimanendo tuttavia il divieto per i lotti sotto sequestro dalle autorità giudiziarie il numero ABV2856 (scadenza maggio 2021) e quello ABV5811 che non è stato oggetto di provvedimenti specifici da parte di Aifa.

Il direttore generale dell’Aifa Magrini ha annunciato un documento che verterà contro l’uso come prevenzione di antiinfiammatori e anticoagulanti come aspirina, tachipirina e eparina per la somministrazione del vaccino anti-Covid-19: Non c’è nessun nesso dimostrato con rischi tromboembolici, e non ci sono indicazioni in tal senso neanche per donne che usano la pillola», ha affermato nel corso di un incontro stampa il 19 marzo. Ha annunciato infine che  sarebbero arrivati entro metà aprile altri vaccini iniziando da Johnson & Johnson e che da giugno inizierebbe la campagna vaccinale di massa, con oltre mezzo milione di persone vaccinabili ogni giorno.

«I siti vaccinali continuano ad aumentare, del 25% in questi giorni, proprio per la disponibilità dell’intero Paese», afferma Mario Draghi nella conferenza stampa del 20 marzo, dopo l’incontro del Consiglio dei Ministri di approvazione del decreto Sostegni. Il coordinamento europeo è la prima strada da cercare in tema di vaccini, afferma, ma se non c’è, si procede altrimenti come ha affermato Merkel riguardo allo Sputnik se l’Unione europea non dà l’autorizzazione procederà in un altro modo. Infine fa una considerazione sulla celerità della campagna vaccinale: il nostro paese pur essendo secondo in Europa tuttavia risulta essere molto distante dal Regno Unito per motivi diversi, sia per il numero dei siti vaccinali, sia per il numero dei vaccinatori e per il fatto che viene somministrata una sola iniezione con AstraZeneca prolungando il periodo della seconda iniezione raggiungendo in tal modo una platea di immunizzazione più ampia. I nostri scienziati stanno prendendo in esame tale aspetto. Per ora vi sono differenze tra regioni su cui però c’è una volontà per migliorare collaborando insieme.

Le diverse velocità sul territorio nazionale di cui ha parlato Draghi è stato oggetto di un’indagine condotta dall’associazione da parte dei consumatori Cittadinanzattiva. Favoriscono una “grande disomogeneità”. Siti web regionali sui vaccini sono stati messi a confronto riguardo alle informazioni fornite, nel periodo compreso tra il 15 e il 17 marzo, con particolare attenzione alla modalità di prenotazione e categorie target di accesso. Infatti proprio su questi ultimi punti si evidenziano differenze. Per prenotarsi alla vaccinazione infatti spiega Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale: «in alcune regioni si chiede ai cittadini di registrarsi tramite i portali regionali, in altre sono le Asl a fare le chiamate dirette per la vaccinazione, e gli ulteriori cambiamenti in corsa nelle modalità di prenotazione creano una grande confusione nei cittadini».

Mentre in Calabria si è passati da un sistema di chiamata diretta dalle Asl a quello di prenotazione online in Liguria i medici di famiglia non sapevano fino all’ultimo come si procedeva con le prenotazioni per i soggetti fragili e in Basilicata ancora manca un piano vaccinale aggiornato a quello nazionale. Si deve avere, afferma Mandorino un sistema di prenotazione chiaro, immediato e di facile fruizione, e siano resi operativi su tutto il territorio nazionale gli accordi con i medici di famiglia, i pediatri e le farmacie per quanto concerne la somministrazione delle dosi. Infine, occorrono criteri più chiari relativi alle dosi di vaccino ancora residue a fine giornata poiché anche in questo ambito ci sono grandi diversità non solo da regione a regione ma anche tra i diversi punti di somministrazione in una stessa città.

Nella Regione Piemonte le dosi di AstraZeneca in giacenza sono 104 mila mentre quelle di Pfizer 28mila e di Moderna 16.500. Di AstraZeneca sono previste, suddivise per scaglioni, entro il 3 di aprile 106.700 dosi, di Moderna entro lo stesso periodo 66.800 dosi, per Pfizer 296.010 entro il 5 aprile. In programma, come presentato nella nota istituzionale, il proseguo delle vaccinazioni per gli ultraottantenni con cui si dovrebbe, entro il 15 aprile, concludersi per tale categoria. Poi dal 26 marzo le persone estremamente vulnerabili e i disabili gravi potranno ricevere la prima dose mentre si prevede alcuni giorni dopo, il 29 marzo la somministrazione per i parenti e caregiver. Successivamente si prevede per un’altra categoria tra i 70 e i 79 anni di età la somministrazione della prima dose vaccinale presso il medico di famiglia, gli ambulatori di medicina di gruppo o i centri vaccinali Asl. Entro il 15 del prossimo mese si pensa di poter completare la somministrazione della prima dose al personale scolastico, universitario e della formazione professionale.
In Piemonte il sistema di prenotazione avviene mediante il servizio di preadesione www.IlPiemontevaccina.it delle categorie individuate nel piano vaccinale antìCovid-19. Possono parteciparvi la fascia 70 – 79 anni, sono iscritti in tutto 150.035, mentre le persone estremamente vulnerabili e con disabilità grave saranno inserite nel piano vaccinale dal proprio medico di famiglia, finora sono 81.633 le richieste pervenute. Possono ricevere il vaccino anche i caregiver e conviventi tramite il consenso dei medici di famiglia. Sono arrivate 19mila circa richieste di preadesione per chi provvede quotidianamente a loro i caregiver o i familiari.

(aggiornamento 20 marzo 2021 ore 23.15)

redazione Bioetica News Torino