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Il parere del Ministro Speranza sull’uso della “pillola 5 gg dopo” senza ricetta anche per le minorenni Il Ministro risponde sulla determina Aifa in audizione dalla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza

15 Ottobre 2020

Nel corso dell’audizione per la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza riunitasi mercoledì 14 ottobre impegnata sui lavori di indagine conoscitiva sulle forme di violenza tra i minori e ai danni di bambini e adolescenti, al ministro Roberto Speranza sono state poste durante il dibattito, tra diverse domande, anche quella sulla recente determina (998/2020, GU 251, 10 10 2020) dell’Aifa con cui si revoca l’obbligatorietà della prescrizione medica anche per le minorenni per l’uso del farmaco di contraccezione d’emergenza a seguito di un rapporto non protetto, ulipristal acetato, meglio noto come EllaOne, ovvero la pillola dei 5 gg dopo.

Da un lato è stato sollevato il problema perché sia stata raccomandata la sospensione della vendita dei medicinali a base di ulipristal acetato da 5 mg per il trattamento dei sintomi dei fibromi uterini dall’Ema e dall’Aifa per la possibilità di causare danni al fegato, compresa la necessità di trapianto di fegato, e non sia stata fatta attenzione poi all’uso dello stesso eccipiente da 30 mg in un’unica dose per la contraccezione di emergenza che dall’11 ottobre 2020 una minorenne può ritirare in farmacia la confezione contraccettiva d’emergenza senza ricetta medica (Pillon L-SP-PSd’AZ).

Dall’altro si sarebbe voluto prima di tale determina, per la delicatezza che riveste tale trattazione, un dibattito in Parlamento, nella società, un confronto fra le diverse associazioni di genitori, con i ginecologi, con gli psicologi, tramite gli sportelli delle scuole e si suggerisce un intervento del Ministero riguardo alla presenza di ambulatori per adolescenti negli ospedali, nelle scuole per un’educazione sessuale che affronti anche il problema delle gravidanze indesiderate; un tema, non banale, ma di diritto alla libertà e alla salute (Binetti Fibp-Udc).

Il ministro Speranza ha voluto spiegare innanzitutto che «si tratta di una determinazione di Aifa, che fa seguito ad una raccomandazione di Ema, agenzia europea del farmaco, risalente al 2014» e alla Commissione europea del 7 gennaio 2015 che autorizzava la non prescrivibilità del medicinale e a a «questo orientamento tutti i Paesi europei salvo l’Italia e l’Ungheria si erano adeguati a questa disposizione».

Mentre questa, dell’Aifa, come spiega Speranza, è una decisione presa su una valutazione tecnico scientifica i cui elementi di merito sono pubblici e possono essere messi a disposizione delle commissioni, sul piano invece politico il tema è aperto ad un confronto: « non sottovaluto le indicazioni e le valutazioni che sono arrivate dalla Binetti, che mi sembrano degne di essere raccolte, anche attraverso un confronto politico e culturale su un tema di assoluta delicatezza e su cui le posizioni di ciascuno meritano il massimo rispetto e attenzione».

Redazione Bioetica News Torino