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News dall'Italia

La bellezza nell’accoglienza della vita nascente

08 Febbraio 2021

Una primula, un fiore primaverile con cui si vuole, in occasione della Giornata dedicata alla Vita, sottolineare l’accoglienza nel grembo materno di una vita nascente, dell’impegno dei centri di volontariato di aiuto alla vita e delle associazioni del movimento per la vita diffusi in tutta Italia in aiuto alle mamme in difficoltà, «nel portare loro un sorriso, un progetto di vita che può divenire di fedeltà e di coerenza», afferma Bruna Rigoni, storica volontaria del Cav. Quest’anno la pandemia ha limitato il gesto solidale dinanzi a molte parrocchie ma non impedito lo spirito gioioso dello svolgersi della ricorrenza medesima, la 43ma, seppure si sia tenuta in misura assai ridimensionata rispetto agli anni passati, si è potuto comunque condividere la giornata partecipando a incontri on line, ascoltando e lasciando post sui canali social, nella omelia della messa.

Si è riflettuto su Libertà e Vita, un binomio di termini strettamente correlati fra loro che ci hanno interpellato profondamente durante il periodo di isolamento forzato nell’emergenza sanitaria. Da un lato «la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita» e dall’altro «alla cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza» esprimono infatti i vescovi della Conferenza episcopale italiana nel loro messaggio per la Giornata nazionale attribuendole il tema Libertà e vita.

L’ha ricordata così Papa Francesco, dopo l’Angelus nella giornata della ricorrenza, domenica 7 febbraio, in piazza San Pietro, «la libertà è il grande dono che Dio ci ha dato per ricercare e raggiungere il bene proprio e degli altri, a partire dal bene primario della vita. La nostra società va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, perché sia tutelata in ogni sua fase». Una società per esistere ha bisogno di generazioni. E per il fatto che ci si trovi con un andamento demografico sempre basso da tempo il Papa ha voluto ricordare tale situazione preoccupante per il futuro e ha detto: «Prendiamo questa preoccupazione e cerchiamo di fare in modo che questo inverno demografico finisca e fiorisca una nuova primavera di bambini e bambine». È dal 2008 che prosegue l’andamento del calo delle nascite: sono diminuite di 156 mila unità, – del 27%, secondo il rapporto Istat 2020. E nel 2019 si sono avuti 420mila nati della popolazione residente, quasi 20mila in meno rispetto al 2018.

Una giornata di sensibilizzazione «del valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso. A ben pensarci, la vera questione umana non è la libertà, ma l’uso di essa», scrivono i vescovi nel messaggio della Giornata. A tale binomio sottostà l’impegno responsabile, «andare oltre la propria libertà per accogliere nel proprio orizzonte la vita di altre persone». Responsabilità significa ‒ spiegano ‒ «la misura, anzi il laboratorio che fonde insieme le virtù della giustizia e della prudenza, della fortezza e della temperanza. La responsabilità è disponibilità all’altro e alla speranza, è apertura all’Altro e alla felicità».

Impegno, dono e fedeltà sono le parole chiave per esprimere il senso di libertà, che Pino Morandini, magistrato e vice presidente nazionale del Movimento per la Vita spiega nella Giornata mentre porge un saluto dalla pagina facebook del MpV.: «Essa ha una essenziale dimensione relazionale fra le persone, perché è impegno per realizzare qualcosa, che oggettivamente è un bene; perché è un dono di sé, fatto alla persona a servizio della persona stessa e della sua realizzazione proprio attraverso il dono di se stessa e l’accoglienza dell’altro, diversamente la libertà si svuota e perde la sua essenza; perché è fedeltà prima di tutto alla verità, la prima verità che la vita di ogni essere umano è sacra. La persona quindi è davvero libera se si apre alla verità sul bene e sul male, se invece si chiude prigioniera della sua mutevole opinione o del suo interesse, magari egoistico, la persona rischia di non tenere conto dell’altro men che meno della sua vita».

I CAV

Dal Dossier Cav 2017 illustrato da Valter Boer in Contraccezione d’emergenza e Cav, pubblicato su Bioetica News Torino (marzo 2019), emerge, nell’indagine condotta nei 218 centri su 342 attivi nella penisola italiana, che tra le maggiori difficoltà riportate dalle gestanti, prevalentemente di età tra i 25 e i 34 anni, che si rivolgono presso tali centri, sono per la metà di tipo economico (51%), numero che cresce fino al 57% sommando le difficoltà per mancanza di lavoro o di alloggio. Vi sono poi quelle legate alla salute del feto, della madre, del padre o dei familiari, allo studio, alla tossicodipendenza, al numero dei figli, ai pregiudizi sociali per le donne sposate mentre per le nubili i motivi sono legati per lo più alla problematicità del lavoro di coppia, al rifiuto del partner e della famiglia, all’età. Chi si è presentato ad un Centro con il certificato di interruzione volontaria di gravidanza di abortire rappresenta il 15% delle gestanti arrivate al Cav nel primo trimestre di gravidanza e di queste l’85% ha proseguito la gravidanza. Riferisce che è da da 92 Paesi che provengono le gestanti, ma le più numerose continuano ad essere le donne africane (63%), seguite dalle donne provenienti dall’Europa (15%), dall’America Centrale e Latina (13%) e dall’Asia (9%).

Solo 14 Cav hanno risposto all’Indagine sulla verifica della conoscenza e dell’uso delle pillole del giorno dopo delle donne assistite, spiegando che la difficoltà di avere informazioni dalle donne perché il legame con le donne è molto flebile: «Molto spesso queste donne si affacciano al CAV per un aiuto economico e per le volontarie è difficile affrontare un argomento così personale».

La giornata non è solo un dire no all’aborto, all’eutanasia ma a ricordare un sì alla vita, alla consapevolezza della tutela della vita dal concepimento alla morte naturale. Seppure non sia frutto di un aiuto dal Centro per la vita, non si può che accogliere con gioia la notizia di una bambina che ce l’ha fatta: è nata sabato scorso alla Città della Salute e della Scienza, con taglio cesareo, alla 35°ma settimana, prima che la mamma a cui le era stato diagnosticato un piccolo tumore benigno che comprimeva i nervi ottici, un adenoma ipofisario, e sanguinava, subisse subito dopo un delicatissimo intervento di neurochirurgia per salvarle la vista. Due operazioni complesse che hanno richiesto l’intervento sinergico e tempestivo, data la gravità della situazione e del contesto della pandemia, per salvare la vita e la vista a mamma e figlia, di cinque dipartimenti e due ospedali della Città della Salute di Torino, Sant’Anna e Molinette.

Dalla Casa San Vincenzo nel capoluogo umbro dell’Arcidiocesi di Perugia Città della Pieve, opera espressione del carisma vincenziano, che ha accolto da venticinque anni più di 1000 persone in difficoltà , di cui un quarto minori, e continua ad essere un punto di riferimento per chi poi la lascia, nell’incontro on line per la Giornata, tenutosi ieri, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha detto: «parliamo di un’opera che da tanti anni accoglie gestanti, mamme con i loro figli, un’opera che accoglie la vita nascente, sostenendo le mamme e i loro bambini», un’opera rappresenta concretamente il luogo dove viene custodita e alimentata la vita del prossimo. E concluso dicendo: «La libertà non va sciupata e non prendete strade che portano al nulla. Usate questa vostra libertà per farvi carico degli altri. Gli altri non sono estranei, gli altri sono te stesso e quello che fai a loro di bene, purtroppo anche di male, lo fai a te. Il Signore ti dona la vita, ti dona la libertà, perché a tua volta di questa tua vita e di questa tua libertà possa farne dono».

Redazione Bioetica News Torino