Sostieni Bioetica News con una donazione. Sostieni

News dal Mondo

A Bruxelles, tra i temi in agenda “aborto de facto vietato” in Polonia

09 Febbraio 2021

L‘Assemblea plenaria del Parlamento europeo è incominciata nel pomeriggio di lunedì 8 febbraio, aperta dal presidente Sassoli, con dibattiti su diversi temi in programma dal piano di azione della nuova economia circolare su sostenibilità del ciclo produttivo e riciclo all’implementazione della direttiva Anti-Tratta delle persone per una maggiore protezione di donne, bambini, richiedenti asilo, rifugiati e migranti agli effetti economici della pandemia con Christine Lagarde all’impatto del Covid-19 per finire con la riduzione della disuguaglianza con uno sguardo speciale alla povertà lavorativa (adeguati salari minimi). Proseguirà fino all’11 di febbraio.

Il 9 febbraio, si collocherà accanto ai dibattiti sull’istituzione del pacchetto Recovery & Resilience, o Ripresa dalla crisi di Covid-19 e Resilienza, sulla situazione politica e umanitaria nello Yemen, sulla situazione in Myanmar, la questione politica russa con l’alto rappresentante della politica estrea dell’Unione Europea Borrell sulle proteste per il rilascio di Navalny e infine quello «sull’aborto de facto bandito in Polonia».

Su quest’ultimo punto saranno presi in considerazione la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europa l’articolo I.10 sulla libertà di pensiero, di coscienza e di religione e la condizione delle donne e dei loro diritti. Sarà discussa la legge restrittiva che «effettivamente vieta l’aborto in Polonia, come un attacco ai diritti fondamentali, la normativa legislativa e il cuore dei valori dell’Unione Europea» come si legge nella nota del Parlamento Europeo. Le Commissioni dei diritti delle donne e delle libertà civili del Parlamento Europeo chiesero lo scorso mese di essere solidali con i dimostranti in Polonia contro la nuova legge sull’aborto ritenuta eccessivamente restrittiva. Ad ottobre il Tribunale della Corte Costituzionale polacco vieta l’aborto nei casi di malformazioni fetali e la sentenza diventa legge il 27 gennaio. Viene concessa nei casi di stupro e incesto e quando la vita della madre è in pericolo. Il giorno successivo, la presidente della Commissione dei diritti delle donne e parità di genere Evelyn Regner affermò: «In Polonia regna suprema la misoginia. Il divieto dell’aborto de facto spinto dal governo polacco interferisce direttamente con l’autonomia delle donne e l’integrità fisica. Si tratta di un attacco ai diritti fondamentali e umani e dovrebbe essere impensabile in una democrazia liberale nel 2021. Non c’è nessun posto per tale oltraggio all’umanità in Europa e io sto con i dimostranti in Polonia che stanno gridando contro questa politica retrograda». Così anche per Juan Fernando Lopez Aguilar, presidente della Commissione per le libertà civili, Giustizia che espresse: «Il diritto di una donna a prendere delle decisioni sulla propria gravidanza senza essere processata non dovrebbe essere incostituzionale in ogni paese dell’Unione Europea».

Il 3 febbraio scorso le organizzazioni attiviste pro aborto sono scese per le strade di Varsavia e con una campagna di raccolta firme per la legalizzazione alla 12ma settimana di gravidanza e con procedure a carico del sistema sanitario nazionale. Marta Lempart, alla guida dello sciopero per le donne, spiegava come riportava in un articolo di AP Press (Polish activistists seek support for liberalizing abortion law, 3 febbraio 2021) che tale proposta «rappresentava il quinto tentativo per facilitare l’accesso all’aborto in Polonia dal 1993 quando la legge concesse l’aborto solo nei casi di stupro o incesto, per il rischio della vita o salute della donna o anomalie fetali. La corte ad ottobre rimosse i difetti fetali, persino quelli letali, come base per l’aborto legale».

Dall’altro lato, dall’agenzia CNA News Catholic si apprende che «approssimatamente 1000 aborti legali vengono eseguiti in Polonia ogni anno. La maggioranza avvengono in casi dove il bambino nascente ha una severa e irreversibile disabilità o una malattia incurabile che minaccia la vita» e che «i promotori della campagna per la vita polacchi descrivono questa disposizione legislativa come “eugenetica”. I dati dal Ministero della Salute mostrava che nel 2019, la probabilità degli aborti per sindrome di down riguardava il 40%». Sempre in tale articolo intitolato Pro-life billboard campagin unveilde in Poland after abortion ruling» (2 febbraio 2021) precisa che «Il Tribunale affermava nel suo verdetto che il carico di prendersi cura di bambini malati terminali e con disabilità irreversibili non dovrebbe cadere solo sulla famiglia del bambino ma essere condivisa dalla società tutta». Il sostegno della Chiesa nel Paese, riguarda, di recente, «92 orfanotrofi, 27 case famiglia, 27 istituti scolastici, 378 circoli terapeutici, 30 centri di interventi di crisi, 105 centri per giochi, 18 centri di attività professionale, 81 uffici di riabilitazione, 16 centri diurni e 34 centri educativi».

Non c’è Paese che non sia attraversato dal temibile virus, il nuovo coronavirus, che con la sua forza nel contagiare rapido ha mostrato con spietatezza agli uomini il volto della malattia e della morte, facendoli imbattere in essa senza relegarla in un angolo nascosto di sè o lontano da sé. Le definisce dimensioni ineludibili dell’esistenza umana Papa Francesco, perché richiamano, contrariamente al pensiero di una cultura individualista e utilitaristica odierna, «il valore della vita, di ogni singola vita umana e della sua dignità,  in ogni istante del suo itinerario terreno, dal concepimento nel grembo materno fino alla sua fine naturale» nel discorso nell’udienza ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede. Si rammarica il Pontefice nel constatare che «con il pretesto di garantire presunti diritti soggettivi, un numero crescente di legislazioni nel mondo appare allontanarsi dal dovere imprescindibile di tutelare la vita umana in ogni sua fase», che pone una riflessione: «Se si sopprime il diritto alla vita dei più deboli, come si potranno garantire con efficacia tutti gli altri diritti?».

(aggiornamento 09 febbraio 2021 ore 21.27)

redazione Bioetica News Torino