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Genetica ed epigenetica della longevità

Una longevità eccezionale può essere il risultato di migliaia di varianti genetiche, ciascuna delle quali è distribuita su cromosomi diversi ed ha un piccolo effetto, ma anche di fattori che non dipendono direttamente dalla sequenza di DNA. In breve, si può dire che  la lunghezza della vita umana sia in parte ereditabile: i fattori genetici avrebbero un peso di circa il 25%, mentre quelli epigenetici si manifesterebbero con un peso probabilmente molto maggiore. Lo spiega Alberto Piazza docente di Genetica umana all’Università di Torino, socio delle Accademie di Medicina e delle Scienze, al terzo incontro del ciclio di conferenze di Scienza e Salute dedicate a Longevità e senescenza: come invecchiare? organizzate dall’Accademia di Medicina in collaborazione con l’Accademia delle Scienze di Torino.

Il tema dell’incontro è Genetica ed epigenetica della longevità. Introduce il dr. Alessandro Bargoni, professore di Storia della Medicina e bibliotecario per l’Accademia di Medicina.

Tratterà alcuni aspetti delle teorie che sottolineano la rilevanza e la pertinenza di alcuni meccanismi genetici nell’ipotesi che l’invecchiamento rappresenti la fase finale di un programma di sviluppo e che favorisca la specie perché sostituisce individui di età avanzata con nuove generazioni che hanno una speranza di vita maggiore e perciò più flessibili nell’adattarsi all’ambiente in cui vivono

MODALITÀ: solo da remoto in diretta streaming

ISCRIZIONE: per partecipare è necessario iscriversi.

26 Ottobre 2020
Fino al 26 Ottobre 2020
Alle ore 16.00
Seduta scientifica aperta al pubblico
Torino, on line
Partecipazione gratuita

Accademia delle Scienze
via Maria Vittoria, 3
Torino
tel. 011 562 0047
iniziative@accademiadellescienze.it

 

 


Redazione Bioetica News Torino