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La variante Omicron “spinge” a vaccinarsi

22 Dicembre 2021

La variante Delta del Sars-CoV-2 rimane la predominante in Europa e nell’Asia Centrale, Paesi in cui le infezioni da Sars-CoV-2 sono aumentate del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: nella settimana 13-19 dicembre 2021 sono stati segnalati 27 mila morti in più per Covid-19 e nuovi casi di contagi di 2milioni e 600mila. La variante Omicron, individuata, appena un mese fa, si è già diffusa in almeno 38 dei 53 paesi membri della Regione Europea dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità). Lo afferma il direttore dell’Oms -Regione Europa Hans Henry Kluge che in una dichiarazione del 21 dicembre è preoccupato per il propagarsi veloce di Omicron che genera un tasso di trasmissione a cui non si era ancora assistito prima e che potrebbe presto diventare dominante in altri paesi come lo è già in Danimarca, Portogallo e Regno Unito, con il rischio di mandare al collasso i sistemi sanitari nazionali.

Quel che si conosce finora dalle informazioni scientifiche è che il rischio di reinfezione per i ricoverati da Covid-19 di questa nuova variante è maggiore rispetto al Delta mentre quello che ancora non si sa è se si manifesta in modo più severo della variante Delta. «La nota positiva è che l’evidenza scientifica iniziale sostiene l’affermazione che i vaccini anti-Covid-19 continuano a fare il loro compito e salvano vite». I primi casi di Omicron riportavano per l’89% manifestazioni di sintomi come tosse, mal di gola e febbre.

Finora gli adulti tra i 20 e i 30 anni sono quelli più contagiati da Omicron che si è diffusa inizialmente nelle grandi città e nei focolai associati ad assembramenti sociali e legati alle attività lavorative. Il Direttore Kluge invita tre azioni da compiere con urgenza delineate.

Perché vaccinarsi?

Per proteggersi con il ciclo vaccinale primario e la dose di richiamo o aggiuntiva (o terza dose) a cominciare con le persone la cui salute verrebbe maggiormente compromessa se venissero contagiate con il Sars-CoV-2 e gli operatori sanitari. Proteggersi anche per proteggere gli altri attraverso il sistema di immunizzazione di gregge (85% dei vaccinati) e salvaguardare il sistema sanitario.

Per prevenire dal maggior ricorso a ospedalizzazione in terapia intensiva e dal maggior rischio di morte rispetto a quelli vaccinati. Prevenire facendo attenzione ad alcune misure: evitare i luoghi affollati, chiusi; mantenere la distanza tra le persone; usare la mascherina; lavarsi spesso le mani; tossire o starnutire nel gomito piegato o impiegando un fazzoletto; ventilare gli spazi chiusi.

Cosa spetta fare alle istituzioni?

Preparare i sistemi sanitari sul piano gestionale della cura sanitaria primaria, rafforzare la capacità di tracciamento e di rilevazione con i test, organizzare gli ospedali in caso di necessità e sostenere gli operatori sanitari e in prima linea. Uno su 5 degli operatori sanitari soffrono di ansia e depressione dovuta alla pandemia.

Che cosa si sa di “Omicron”?

Questa variante, B.1.1.529, denominata Omicron, è stata individuata il 26 novembre come variante di preoccupazione (Voc) per la capacità di creare numerose mutazioni all’interno della stessa e dall’esigenza pertanto di tenerla sotto controllo per l’impatto che avrebbe potuto dare. Il suo primo isolamento risale a novembre in Sud Africa e in Botswana.

L’Oms comunicava il 15 dicembre che non si avevano evidenze scientifiche per sapere se tale variante poteva causare la malattia in forma più grave rispetto alle altre varianti ma solo che si aveva un maggior numero di ricoveri ospedalieri in Sud Africa dove la sua circolazione era diffusa in modo massivo.

Poi sosteneva che i vaccini rimangono l’unico strumento per ridurre il rischio di malattia grave e morte contro la variante dominante Delta, raccomandando la terza dose e invitando a iniziare il ciclo primario per chi non vi avesse ancora provveduto.

Ha citato infine uno studio pre-print condotto nel Regno Unito in cui emergeva sul piano di efficacia vaccinale una tendenza per i vaccini a proteggere meno da infezione e malattia lieve mentre mantengono «la capacità di prevenire i casi gravi, da variante Omicron, rispetto alla variante Delta nelle persone vaccinate con solo due dosi mentre la dose booster fornisce un significativo aumento della protezione contro la malattia lieve ed è probabile che fornisca una protezione ancora maggiore contro le forme gravi della malattia. I risultati di questo studio sottolineano l’importanza di aumentare la copertura vaccinale con le dosi booster».

E concludeva evidenziando ancora una volta che la vaccinazione anti-Covid19 serve per evitare casi gravi di malattia Covid-19, ospedalizzazione e decessi.

redazione Bioetica News Torino
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