Il Film «Mio fratello rincorre i dinosauri» di Cipani S.

di Ilaria Losapio
Dottoressa in Scienze della Comunicazione
Redattrice Bioetica News Torino

30 settembre 2019
Il Film «Mio fratello rincorre i dinosauri» di Cipani S.
Per gentile concessione di Eagle Pictures,  Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani (Italia – Spagna 2019)

Tratto dall’omonimo bestseller di Giacomo Mazzariol, Mio fratello rincorre i dinosauri, diretto da Stefano Cipani, qui alla sua prima fatica cinematografica,  racconta la storia autobiografica dell’Autore e quella di Giovanni, il fratello affetto dalla Sindrome di Down.

Accolto da scroscianti applausi al Festival di Venezia, il film si rivela estremamente introspettivo e delicatamente empatico; l’essere umano viene mostrato per quello che è, eternamente conteso tra le sue debolezze e l’impellente desiderio di superarle.

Rafforzato da un cast d’eccezione −  tra cui Alessandro Gassman, Isabella Ragonese e la musa di Pedro Almodovar, Rossy De Palma −  il film narra con grande leggerezza la vita quotidiana della famiglia Mazzariol e dell’arrivo del figlio Gio, affetto da Sindrome di Down, visto dal fratello come un vero e proprio supereroe per via di quel cromosoma in più che lo rende diverso da tutti gli altri. Un’idealizzazione che però non sembra destinata a durare a lungo.

Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani (poster), distribuito nelle sale italiane dal 5 settembre 2019 da Eagle Pictures

Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani, produzione di Isabella Cocuzza, Arturo Paglia per Paco Cinematografica, Neo Art Producciones con Rai Cinema,  distribuito nelle sale italiane dal 5 settembre 2019 da Eagle Pictures (poster)

Mio Fratello Rincorre I Dinosauri è un film che fa sorridere, ogni possibile componente drammatica viene sapientemente accantonata a favore di una positività e di un ottimismo difficili da trovare ai giorni nostri. Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese sono i punti di forza di un cast ottimamente selezionato, anche tra gli attori più giovani (straordinariamente commovente l’interpretazione di Lorenzo Sisto nei panni del piccolo Giovanni).

La regia e la sceneggiatura si sorreggono l’una all’altra in perfetta armonia, dando modo allo spettatore di entrare più a fondo nella storia, spingendolo a immedesimarsi nei protagonisti condividendone gioie e inquietudini, insicurezze e frustrazioni. La scelta della voce narrante fuori campo si rivela perfettamente calzante con i toni della commedia, contribuendo a mantenere quella leggerezza narrativa che è il punto di forza dell’intera pellicola.

«Il film vuole raccontare che siamo tutti diversi ma ci sono delle cose che ci uniscono», dice Isabella Ragonese, «e a volte succede che i genitori imparino dai figli. L’idea di una famiglia numerosa che prende delle decisioni insieme e che sopporta anche le difficoltà insieme è una grande lezione di comunità, lo trovo molto interessante».

«Lavorare con due ragazzi [il Giovanni reale e quello di finzione] portatori della Sindrome di Down è stato veramente sorprendente, perché ci ha dato la possibilità anche di conoscere meglio questa sindrome», aggiunge Alessandro Gassman, «La famiglia è l’embrione della società e quello che manca maggiormente nella società di oggi è l’ascolto, soprattutto l’ascolto di coloro che sono diversi da noi».

Un buon film per famiglie dunque, un Wonder all’italiana di grande autenticità e di straordinario impatto emotivo che è prima di tutto un inno all’amore per la vita, in ogni sua forma.

Ilaria Losapio
Dottoressa in Scienze della Comunicazione
Redattrice Bioetica News Torino
© Riproduzione Riservata