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78 Aprile 2021
Speciale Storie di epidemie e di contagi: dalla peste al Covid-19 Le malattie che hanno cambiato la storia

L’acqua: percorsi di contagio e purificazione



Cosicché si mormorava che ne sarebbero stati colpevoli
i Peloponnesi, con l’inquinare le cisterne d’acqua piovana
mediante veleno: s’era ancora sprovvisti d’acqua di fonte, laggiù al Pireo
Tucidide, Storie, II, 48

L’acqua di Atene e storie di pestilenze: Tucidide, Sofocle e Omero

Si racconta che la peste incominciò in Etiopia, attraversò Egitto e Libia. Poi giunse ad Atene.  Lì si manifestò d’improvviso, contagiando prima gli abitanti del porto e poi salì nella città alta, e si fece spietata, incrementando il numero delle vittime. La sete non dava tregua ai malati e non poteva essere mitigata. Non c’era memoria di simile male ed i medici erano impotenti, incapaci di cura.  Nella narrazione della peste di Atene, Tucidide, storico della Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta (V secolo a. C.), rileva il sospetto degli ateniesi: i Peloponnesi avevano gettato dei veleni nei pozzi. Al Pireo non c’erano fontane e acqua corrente.  Nella narrazione appaiono a confronto le acque stagnanti dei pozzi e quelle che scorrono, delle fontane, percepite come salubri. Con la guerra, la popolazione era ammassata dentro le mura; qui le scarse condizioni igieniche, la mancanza di acqua corrente, le capanne come dimora per molti degli abitanti, la presenza di topi e parassiti, favorirono il dilagare della pestilenza. Tucidide la definisce loimòs (λοιμός).
È la parola di Omero nell’Iliade, con la quale indica l’accadimento che decima l’esercito acheo, ed è quella di Sofocle nell’Edipo re, che travolge Tebe. Trovare la causa e porre rimedio alla pestilenza, all’epidemia, all’ignoto, allo smarrimento che strazia la vita e le regole della società.

Una narrazione che attraversa la storia, si ritrova nei fenomeni pandemici nel corso dei secoli. Prelude e introduce elementi e caratteri relativi alle condizioni ambientali, sanitarie e sociali, proprie anche delle malattie dimenticate di molte aree geografiche della nostra contemporaneità, contrassegnate da situazioni sociali e di sostenibilità differenziate e sbilanciate. Evoca spostamenti, conflitti, igiene, condizioni di vita, accesso alle risorse, acqua.

Incontaminata, accessibile: elemento per la sopravvivenza umana e ambientale

Ancora oggi l’acqua è risorsa e problema. Nel naturale ciclo dell’acqua c’è il seme della salute, del benessere fisico, spirituale e sociale, individuale e di comunità. Elemento di salubrità e sviluppo. L’acqua è anche veicolo di infezioni e vettore di epidemie. Acqua contaminata, inquinata, carente e connessa a scarse condizioni igieniche e sanitarie. Nel disequilibrio tra disponibilità di acqua potabile e responsabilità umana si affaccia e impone con urgenza la richiesta di equa distribuzione e di comportamenti sostenibili. Garantire la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie per tutti è il sesto Goal dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Obiettivo è incrementare la disponibilità di acqua e garantire l’accesso equo e universale1. Perché oggi la difesa e la condivisione del patrimonio acqua è indifferibile.

Sui muri di Torino i Global goals (Obiettivi per lo sviluppo sostenibile) delle Nazioni Unite sono stati dipinti attraverso un progetto di arte pubblica, sostenuto da Lavazza e Città di Torino2. Rigenerazione urbana e cambiamento sociale hanno preso forma attraverso la creatività di giovani artisti italiani e internazionali. La narrazione per immagini ci interroga e delinea il senso dell’agire insieme, come comunità, per il presente e progettare un futuro sostenibile. Un’operazione di bellezza e di cura, estetica e sociale nel paesaggio urbano, e di riqualificazione artistica del territorio. Attraverso i muri, superfici spesso marginali e anonime, si modellano e comunicano educazione alla sostenibilità ambientale e sociale, cambiamento partecipato e cittadinanza.

Obiettivo 6 dell’Onu: “Acqua pulita”, in Torino nella Street Art di Hula

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HULA, Lau Hala (2018), in viale Virgilio – Orto Botanico, Torino (Toward 2030. What are you doing? Goal 6 Clean water and sanitation – ©F. L. Mazzoli 2021 – Bioetica News Torino – riproduzione vietata

Ad illustrare l’Obiettivo 6 — Clear water and Sanitation (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari) — è il murales di Hula, street artist newyorkese, che coniuga eco-attivismo, cultura tradizionale hawaiana e linguaggi e tecniche del muralismo3. L’opera, Lau Hala, a richiamo dei simboli polinesiani tradizionali, è stata realizzata nel 2018 sul muro in mattoni di un edificio prospiciente l’Orto botanico, nei pressi del castello del Valentino, all’interno del Parco. La texture di muro esalta il colore e la forma, dà vita ad un volto, che emerge morbido dalla parete.

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Particolare dell’opera artistica di HULA, Lau Hala (2018), citata, Torino (Toward 2030. What are you doing? Goal 6 Clean water and sanitation – ©F. L. Mazzoli 2021- Bioetica News Torino – riproduzione vietata


Acqua pulita e lacrime. È il viso di una donna, rivolto verso il Po, verso lo scorrere del fiume. Ha gli occhi socchiusi, quasi in un moto meditativo, e la bocca socchiusa. Il viso è acqua, che scende e si fa colatura di colore. È pianto nei tratti diagonali di azzurro intenso al di sotto dell’occhio. Il viso si fa fonte, acqua. L’acqua pulita, pura, che si innesta in pianto per l’urgenza drammatica e gli effetti devastanti che attraversano il pianeta. La necessità universale di accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari riconduce agli elementi e valori essenziali dell’umanità. 

Un pianto che interroga e un pianto di catarsi, purificatore.

Note

1 L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione sottoscritto dai governi dei  Paesi membri dell’ONU (settembre 2015). Essa ingloba 17 Sustainable Development Goals, SDGs (Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile) in un grande programma d’azione da raggiungere entro il 2030;  https://unric.org/it/agenda-2030/

Toward 2030, fotografie di Martha Cooper, Milano 2019; https://www.lavazza.it/it/landing/toward-2030.html.
L’interazione e la coprogettazione tra impresa Lavazza e amministrazione pubblica – la Città di Torino – ha generato Toward 2030. What Are You Doing? Un progetto di street art sulla sostenibilità

3 Hula, Lau Hala, 2018, Toward 2030. What are you doing? Goal 6 Clean water and sanitation, MuseoTorino.
Hula, è il nome d’arte di Sean Yoro. Cresciuto sull’isola di Oahu (Hawaii), ventenne si è trasferito a New York; da qui, a contatto con la realtà dei graffiti, ha partecipato e contribuito all’urban art, con una sintesi dialogica tra ambiente urbano e paesaggio naturale.

© Bioetica News Torino, Aprile 2021 - Riproduzione Vietata