Che cosa c’entra Platone con la Silicon Valley, culla di aziende e di start up che stanno ridisegnando, nel bene e nel male il mondo contemporaneo con l’Intelligenza Artificiale?
C’entra davvero tanto, secondo Simone Regazzoni, e ce lo dimostra in questo interessante volume “Platone nella SIlicon Valley” (Ponte alle Grazie ed, 2026).
Superando la classica visione del dualismo platonico, ove psiche e soma sono visti in maniera antitetica anche, soprattutto a causa delle interpretazioni successive del sommo filosofo ateniese e padre del pensiero occidentale, Regazzoni recupera, con condizione di causa, la dimensione fisica, corporea della suafilosofia, facendo notare come, per esempio, lo stesso filosofo era un grande sportivo affermato e che nel suo speculare grande importanza dava alla forma fisica e alla cura del corpo.
Ma cosa c’entra l’IA? L’autore del volume riporta alla memoria dei lettori la ben nota concezione paltonica dell’avversione per la scrittura, in quanto essa congelerebbe il ragionamento dialettico in precisi confini, i quali non potrebbero mai rappresentare per davvero la vera forza, la dynamis del pensiero umano. Quando il pensiero viene messo su carta, perderebbe la sua infinita potenza trasformatrice. Leggere un libro signifca attestare semplicemente quanto esso vuole veicolare, perdendo però la sua vera forza dialettica e dinamica. E l’Intelligenza artificiale generativa non fa altro che questo: mette insieme, velocemente, materiali già esistenti. “Legge” e mette insieme tanti elementi, ma non può dare nulla di effettivamente nuovo. E’ astratta, le manca un corpo, così come è inteso platonicamente nel testo, come strumento fondamentale per il pensiero e per il superamento della sua “dimensione fissa”.
E ad un certo punto entra in campo anche Cassius Clay, ovvero Muhammad Ali… Ma la sua funzione, davvero importante nella costruzione teorica di Regazzoni, di ridare autenticità e orignalità al pensiero recuperandone la sua dimensione fisica, quindi umana, la lasciamo scoprire al lettore.
Il volume, di agile lettura, si presenta come una occasione per cercare di recuperare quanto più di umano ci possa essere nel filosofare, nel ragionamento puro, in un epoca nella quale le “macchine intelligenti” vorrebbero prendere il nostro posto in questa importante attività, il pensare, che tanto ci distingue da tutti gli altri esseri viventi.

© Bioetica News Torino, Giugno 2026 - Riproduzione Vietata





