67 Aprile 2020
Speciale Emergenza Epidemiologica Covid-19: Riflessioni

Come l’infinitamente piccolo può sconvolgere lo scenario del mondo

Dio ha assegnato all’uomo la facoltà di governare il mondo e gli effetti del suo governo dipendono dalla sua azione, libera e responsabile.
Non di rado, tuttavia, capita che il potere dell’uomo venga sovrastato dall’azione di forze infinitamente grandi della natura. Quelle stesse forze che hanno scatenato cataclismi immani e terrificanti per potenza ed effetti capaci di dominare le vite del pianeta, e fra queste anche quella umana e che hanno più volte mutato la struttura del mondo e il suo habitat ambientale e animale.

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Giorgio PALESTRO  ©Bioetica News Torino

Ma poi l’uomo ha scoperto l’esistenza dell’infinitamente piccolo, cioè il regno dei microrganismi che, in scala discendente, raggiunge nei virus la dimensione più piccola. Si tratta di entità biologiche non dotate di vita autonoma ma di strumenti genetici che ne consentono una proliferazione pressoché illimitata. L’essenza di queste entità consiste nel legarsi indissolubilmente alla vita animale, nonchè alla vita umana fino a provocarne la dissoluzione. L’uomo si trova dunque compreso tra due mondi capaci di attentare alla sua esistenza sia con forze infinitamente grandi sia con forze scatenate dalla vita di entità infinitamente piccole ma capaci di aggredire l’uomo nel modo più spietato e feroce. Non va però dimenticato che non si tratta di aggressioni spontanee, ma di conseguenti risposte alle scelte operate dall’uomo stesso.

La difesa umana dai virus

L’intelligenza umana ha imparato a difendersi in qualche modo, allestendo strumenti di controllo e neutralizzazione, in particolare rivolti alle entità microscopiche. Ma queste, rispondono mutando le loro caratteristiche strutturali in modo da sottrarsi all’azione difensiva dell’uomo.
Di questi fenomeni è piena la storia della vita. Fenomeni che ciclicamente e inaspettatamente emergono e si presentano come insidiosa supremazia del microcosmo sull’uomo, in un continuo conflitto in cui si confrontano le diverse e reciproche attitudini e capacità di risposta.
E quanto l’umanità sta vivendo nel momento attuale ne è l’ennesimo esempio. E il protrarsi di questo “momento”  è strettamente legato alla capacità di risposta a questa aggressione biologica che l’uomo saprà esprimere. L’uomo, pur con tutto l’armamentario dei suoi strumenti altamente tecnologici, appare sorpreso e impotente a fronteggiare gli attacchi cosmici di queste entità elementari, ma ben dotate di impianti genetici che ne garantiscono la loro trasformazione e riproduzione, nonché  una spesso inarrestabile trasmissibilità interumana.

L’impatto del Sars-Cov-2 nella società contemporanea

La comunità umana planetaria sta oggi sperimentando un tale fenomeno che appare come il più feroce e spietato nella storia degli ultimi secoli. Ma, la condizione di prostrazione umana causata dagli effetti di questa aggressione virale incontenibile e pandemica, non riguarda soltanto gli aspetti, per quanto enormemente tragici, della distruzione di molte vite umane, ma coinvolge l’intero scenario vitale del pianeta, poichè ne compromette gli aspetti sociali, gli stili di vita, i comportamenti, l’economia reale in tutti i suoi aspetti, non solo finanziari, ma che coinvolgono le attività produttive del mondo industriale, commerciale, agricolo. Soccombono anche i costrutti etici, gli impianti filosofici, gli approcci teologici. In sostanza risultano sconvolti gli aspetti intimi della vita umana, obbligando a un profondo ripensamento dei criteri di riferimento

Appare, dunque, estremamente attuale il pensiero/monito espresso dal profeta Isaia (2,4) quando preconizza il momento storico della vita umana e dei suoi valori dicendo:«Spezzeranno le loro spade per farne aratri, trasformeranno le loro lance in falci. Una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra». La speranza del profeta in questa convergenza planetaria, come ricorda monsignor Ravasi, corrisponde “alla fine dei giorni”.

È facile comprendere il significato delle metafore comprese in questo monito, dove il concetto di guerra abbraccia tutte le forme e gli strumenti di aggressione dell’uomo verso l’uomo che hanno costellato la storia.
Il mondo di oggi, ormai lontano dalle guerre di distruzione tradizionali, che anzi ha stigmatizzato proponendo forme di aggregazione pacifiche, esenti dall’utilizzo di strumenti di morte diretti, come fucili e bombe, si è in realtà rivolto, con l’ostentata pretesa di creare ponti di collegamento interumani, a obiettivi di natura economica e culturale, che hanno però presto rivelato fini e scopi di egemonia, di sottomissione, di distorsione dei principi antropologici fondamentali attraverso la soppressione dei valori etici e morali. Si è così progressivamente instaurato un regime culturale relativistico e nichilistico che sta contagiando la mente e lo spirito dell’uomo, facendo perdere il senso delle cose. Siamo di fronte a una nuova edizione dell’inganno del serpente. Ne derivano, di riflesso, stili di vita e comportamenti che banalizzano la vita stessa e sopprimono i riferimenti antropologicamente ancestrali, incluso il principio di trascendenza nei confronti della presenza divina, come afferma monsignor Ravasi “nello spazio, nella storia e nella Parola”.

Conclusioni

La situazione che stiamo vivendo impone una revisione profonda dei comportamenti, dei rapporti individuali e collettivi. Impone una altrettanto profonda revisione degli obiettivi, dei valori etici e morali che, nell’insieme, riverberano e sollecitano una nuova cultura della vita. Impone una totale revisione degli schemi organizzativi che costituiscono il nuovo percorso lungo il quale devono essere individuati gli obiettivi, cui devono mirare le diverse istituzioni per correggere i difetti e le condizioni di carenza che affliggono i diversi ambiti della vita civile, sociale, sanitaria, economica.

In questo senso, la politica resta l’organismo strutturale principale, poiché responsabile di decisioni e di indirizzi che si riflettono poi in tutte le altre attività. Carenze che l’attuale epidemia virale ha fatto emergere spietatamente, prima fra tutte quella che sta annientando il mondo sanitario, che deve affrontare le emergenze con difficoltà che si fanno sempre maggiori di giorno in giorno.
Il non sottrarsi di fronte a queste da parte del personale medico e sanitario tutto, nonché il prezzo della vita che questi operatori offrono al servizio degli altri, configurano una vera e propria forma moderna di martirio.