66 Febbraio Marzo 2020
Speciale Ai Confini della Vita

Etica delle professioni sanitarie

Alcune definizioni 

Etica (sin.: morale)

Ricerca di ciò che è bene per l’uomo, di ciò che è giusto fare o non fare; modo di comportarsi in base a ciò che ciascuno ritiene sia la cosa più giusta

A ARRAS Ai  confini della vita 2020 F Tonetto

Maria Antonella ARRAS
Etica professionale

L’insieme dei doveri strettamente inerenti alle attività professionali svolte nella società

Deontologia

Codice morale, comportamentale che presiede a ogni attività professionale

Responsabilità

Possibilità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento e correggere lo stesso sulla base di tale previsione

Agente morale

L’operatorie sanitario è agente morale (fa scelte etiche) perché “agisce ”  in base ai suoi “principi” e “valori” ; fare buona medicina significa fare scelte etiche nell’attività quotidiana. Le scelte sono condizionate, ma non determinate, dalle richieste dell’assistito, dall’organizzazione del lavoro, dai comportamenti degli altri operatori sanitari, dall’integrazione con essi. Prendere una decisione in un contesto di incertezza morale può essere facilitato dall’applicazione di principi e metodi.

I principi etici

Quelli fondamentali sono beneficità, non maleficità, equità e giustizia; altri principi sono la professionalità e l’autorevolezza, l’appropriatezza, la responsabilità, il principio di precauzione e la regola del doppio effetto.

Qualità della vita

è un puzzle complesso, costituito da migliaia di tessere (sintomi fisici, relazioni, stato funzionale e sociale, ansia, valori etc.) che rendono l’individuo unico e irripetibile. In questo puzzle l’operatore sanitario deve inserirsi avendo riguardo che la propria tessera, cioè la propria attività, si incastri nel disegno complessivo in modo congruo ed appropriato: “tailored medicine“,  cioè medicina cucita sul paziente.

Per riuscire a fare ciò gli operatori sanitari devono perseguire un cambio di prospettiva, dal paternalismo (il medico decide, senza nemmeno ascoltare cosa ne pensa il paziente) alla compliance, anzi, alla concordance, cioè concordare con il paziente qual è il miglior percorso diagnostico terapeutico, ascoltando la sua storia e le sue preferenze. Responsabilità come accettazione del limite: limite antropologico (la vita ha un inizio e una fine), limite etico della tecnologia (non tutto ciò che è possibile tecnologicamente è eticamente corretto), limite insito nello status umano  invecchiamento, malattia).

Etica interprofessionale, la responsabilità condivisa

Oggi non si può fare buona medicina da soli, ogni professionista deve sapersi confrontare e rapportarsi con gli altri professionisti in modo da valorizzare il proprio lavoro attraverso il lavoro degli altri.

Il codice deontologico

è la raccolta dei contenuti etici e delle norme comportamentali che i professionisti , attraverso gli Ordini professionali, si sono dati per l’esercizio dell’attività; è strumento importante per prendere decisioni nella pratica quotidiana.

Salute e malattia

Nel vecchio modello bio-medico la salute è l’assenza di malattia. Questo modello enfatizza il potere attivo degli operatori sanitari (il medico agendo sulla causa può guarire il paziente) e fornisce una visione riduzionistica di un fenomeno complesso. Il modello bio-psico-sociale integrato, invece, sostiene che alla base delle alterazioni della salute ci sia un’interazione dinamica di più fattori. Sulla base di questo, la medicina va a considerare l’interazione degli aspetti biologici/psicologici/sociali nel valutare lo stato di salute e prescrivere la terapia.

Definizioni di salute

OMS (1948): stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità

Ma più che di salute, sembra la definizione di felicità: questa definizione è scarsamente applicabile alla maggior parte delle persone, che presentano spesso qualche problema sociale (es. di lavoro) o psicologico (ansia o depressione reattivi a situazioni familiari).

Una definizione più moderna è quella che ritiene la salute il miglior equilibrio possibile tra status bio-psico-sociale dell’individuo, valorizzando così la capacità di adattamento della persona ai propri handicap e malattie e restituendo un senso alla professione degli operatori sanitari anche quando non è possibile “guarire” l’ammalato, aiutandolo a trovare quell’equilibrio che gli consenta di vivere una vita soddisfacente e dignitosa.