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112 Maggio 2025
Bioetica News Torino Maggio 2025

Francesco, Spera. L'autobiografia (Mondandori 2025)

In breve

L'autobiografia del Santo Padre Francesco, tra Rivelazione e Tradizione: come aprirsi al mondo restando fedeli al Vangelo.

Il 21 aprile scorso il Santo Padre è salito al cielo. Qualche mese prima ha dato alle stampe una bella biografia, in collaborazione con Carlo Musso, la quale, come leggiamo nella nota del curatore, era stata pensata per essere pubblicata dopo la morte dell’autore, una sorta di componimento letterario inteso come testamento spirituale per tutti i credenti del mondo e non. L’apertura del Giubileo 2025, dedicato al tema della speranza, ha però anticipato la pubblicazione del volume il quale porta come titolo “Spera. L’autobiografia” (Mondadori, 2025).

In lingua spagnola sperare si traduce con il termine esperar. Questo termine, però, in italiano può essere reso con due verbi differenti: sia con sperare che con aspettare. Entrambe le possibili traduzioni implicano un’apertura verso il futuro, un tentativo di costruire un avvenire diverso e migliore di quanto si sta vivendo nel presente.

Questo anelito, questa positiva propositività, accompagna tutta l’esistenza di Papa Bergoglio, come anche della sua famiglia sin da quando, nel lontano 1929, decise di lasciare il Piemonte per emigrare in Argentina, nel tentativo di costruirsi una nuova vita. Scelta non senza difficoltà, condivisa con migliaia di connazionali, costretti a trasformarsi in stranieri in una terra straniera per poter sopravvivere. Difficile non fare confronti con la situazione contemporanea delle migliaia di migranti che sono giunti nel Vecchio Continente, la sorte dei quali, “gli ultimi” del nostro tempo, è sempre stata cara al Pontefice.

Ci viene raccontata l’infanzia e l’adolescenza di Francesco, simile a quella di molti bambini, oriundi e non, costellata da sacrifici e da piccole gioie, i suoi studi, la sua passione per la musica classica, il tango e il calcio, la sua vocazione e il cammino ecclesiale che lo ha portato fino alla cattedra di Pietro, come anche i problemi dell’argentina del secondo dopoguerra, che tanto hanno segnato e forgiato la personalità del futuro Papa. Perón, i desaparecidos, il Proceso de Reorganización Nacional… tutti eventi affrontati e vissuti da Bergoglio attraverso le lenti della fede in Gesù Cristo e sempre con uno sguardo particolare rivolto agli ultimi, a chi sta peggio e che fa di tutto per cercare di rialzarsi. Francesco ha porto loro la mano, aiutandoli nella fede, donando luce per “sperare” ed andare avanti.

Una caratteristica interessante di questa biografia è il modo in cui il Pontefice intreccia gli eventi del suo passato con gli avvenimenti più importanti e decisivi del suo papato, per sottolineare la sua integrità e la sua coerenza nel perseguire gli insegnamenti del Vangelo.  Così come, nella sua vicenda biografica, vanno ad intrecciarsi i due elementi fondamentali del depositum fidei, ossia la Rivelazione e la Tradizione, come ci ricorda la Dei Verbum. dove la prima diventa la chiave interpretativa del presente, senza mai perdere la sua unicità e la sua originalità.

L’arma della speranza, come traspare tra queste belle pagine e dall’intera vita di Papa Francesco, diviene quindi la chiave con la quale ogni cristiano deve tentare di aprire il proprio futuro, anche se il presente si mostra incerto e pieno di difficoltà. 

“La speranza  – scrive Francesco – è soprattutto la virtù del movimento e il motore del cambiamento: è la tensione che unisce memoria e utopia per costruire davvero i sogni che ci spettano. E se un sogno si affievolisce, bisogna tornare a sognarlo di nuovo, in nuove forme, attingendo con speranza dalle braci della memoria. Noi cristiani dobbiamo sperare che la speranza non illude e non delude, tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera. Alla fine diremo solo: non ricordo niente in cui non ci sei Tu (pp. 5 – 6).

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