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117 Ottobre - Novembre 2025
Bioetica News Torino

Il film. “Paternal Leave”, di Jung A.

Dopo il debutto alla Berlinale nella sezione Generation e il passaggio al Bellaria Film Festival, arriva Paternal Leave, il primo lungometraggio da regista dell’attrice tedesca Alissa Jung, che firma un’opera intima e vibrante sul tema della paternità e della riconciliazione.

Il film, interpretato da Luca Marinelli e dalla giovane Juli Grabenhenrich, racconta con sguardo autentico e profondità emotiva la storia di un incontro tardivo tra un padre e una figlia che, quindici anni dopo un abbandono, cercano di colmare il vuoto del tempo e della distanza.

Un film sul legame più fragile e universale: quello tra padre e figlia

Al centro della narrazione c’è Leo, un’adolescente berlinese determinata e inquieta, cresciuta senza un padre. Quando scopre la sua identità grazie a un video in cui l’uomo, Paolo, insegna surf sulla costa romagnola, decide di raggiungerlo. L’incontro avviene in un luogo sospeso: una spiaggia invernale, deserta e battuta dal vento, dove Paolo vive gestendo un chiosco sul mare. Il loro primo dialogo avviene in inglese – unica lingua comune – e si trasforma presto in un confronto fatto di silenzi, esitazioni e sguardi più che di parole.

Paolo, interpretato magistralmente da Luca Marinelli, è un uomo che ha cercato di rimuovere il passato. A vent’anni ha avuto una figlia da una compagna tedesca, poi la fuga, la paura, la solitudine. Ora vive con una nuova famiglia e una bambina piccola, e l’arrivo improvviso di Leo riapre ferite che credeva chiuse. La giovane, con il suo taccuino pieno di domande, non cerca soltanto spiegazioni, ma un riconoscimento, un gesto che la faccia sentire finalmente “vista”.

Jung costruisce il racconto con un linguaggio cinematografico limpido e maturo, capace di alternare introspezione e movimento. La regista — laureata in medicina e attiva in progetti umanitari prima di dedicarsi al cinema — dimostra un’attenzione straordinaria per la psicologia dei personaggi, delineando con precisione le loro fragilità e i loro tentativi di redenzione.

Accanto ai protagonisti principali, emerge Edoardo, un ragazzo locale che combatte con un padre violento e con il peso di una sessualità non ancora accettata. L’incontro con Leo diventa per entrambi un’occasione di crescita, una breve ma intensa complicità capace di restituire respiro e verità al racconto.

La fotografia di Carolina Steinbrecher valorizza la malinconia della Riviera romagnola d’inverno, tra cieli grigi e mari lividi che riflettono l’animo dei protagonisti. È un paesaggio dell’anima, più che geografico, dove il silenzio parla più delle parole. La colonna sonora firmata da Dascha Dauenhauer, con brani di Kae Tempest, Lucio Dalla e Giorgio Poi, accompagna il film con delicatezza e intensità, sottolineando le vibrazioni interiori dei personaggi.

Con Paternal Leave, Alissa Jung firma un esordio sorprendente per sensibilità e misura. Il film, distribuito da Vision Distribution e prodotto da The Match Factory e Wildside (gruppo Fremantle), conferma Luca Marinelli come uno degli interpreti più profondi del panorama europeo e rivela Juli Grabenhenrich come un volto nuovo di straordinaria autenticità.

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