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83 Dicembre 2021
Speciale Natale 2021 Per una nuova speranza

Il Libro. «Il pane condiviso» di A. Vincenti


Il presente libro non ha la pretesa di raccontare tutta la storia dell’ASPP
e degli anni che ho passato a Palmares (spero di poterlo fare in un prossimo futuro),
ma vuole dare voce a varie persone che, a diverso titolo,
hanno avuto a che fare con la nostra istituzione
don Angelo Vincenti

«Dobbiamo iniziare a fare la nostra parte, perché la costruzione di una società più giusta e più umana dipende da ciascuno di noi, dalle nostre scelte di consumo, dai nostri stili di vita, dalla nostra disponibilità a vedere sempre nell’altro, specie se povero e debole, qualcuno la cui vita ci riguarda da vicino… non importa quanto lontano sia».

È tra gli insegnamenti che don Angelo Vincenti trasmette raccontando l’esperienza quasi trentennale della sua missione in Brasile legata alle diverse realtà sociali di aiuto che sono sorte in seno alla  parrocchia di Palmares per l’accoglienza dei minori  in gravissime difficoltà; un insegnamento tra quelli  osservati dal noto fondatore del gruppo Abele e Libera,  don Luigi Ciotti che ci ha appena descritto nella sua prefazione al libro Il pane condiviso. Trent’anni con i meninos de rua (Edizioni Messaggero Padova 2021) di don  Vincenti. Una figura, quest’ultima, che don Ciotti ci rivela subito  nelle prime righe così: «Padre Angelo è stato un angelo vero, per i suoi ragazzi di Palmares (Pernambuco, Brasile). Ciascuna delle voci raccolte in questo libro ce lo dipinge come una persona speciale».

 Un racconto corale la cui trama è intessuta dell’esperienza dell’Autore con appunti di un diario personale, stralci dal giornalino locale Voce della Granja e di tante testimonianze di chi ha vissuto l’accoglienza dell’ASPP (Ação Social Paróquia Palmares), associazione pastorale nata nel 1988 per garantire i diritti dei  minori e renderli partecipanti attivi nella società, a cui don Angelo prese parte quando  arrivò nella città di  Palmares nel 1991, popolata da 57 mila abitanti.

Ora don Angelo vive in Italia dove,  dalla parrocchia di Rifreddo nel cuneese –   tra l’altro è anche direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Saluzzo –  continua, anche da lontano, la sua prossimità per poter offrire ai suoi amati meninos de rua che approdano all’ASPP accoglienza, istruzione, educazione, lavoro, una speranza e un futuro tramite la onlus torinese Dal Monviso al Brasile insieme al suo amico Davide Mondino che l’ha fondata nel 2001.  Mondino, che ha visitato più volte Palmares nel corso della sua vita di volontario, ci lascia in appendice al libro un breve racconto della sua esperienza e descrive l’insegnamento di padre Angelo scritto nel refettorio della Granja: «Insegna presto ai tuoi figli che il pane è fatto per essere condiviso».

Quando era a Palmares padre Angelo tramite l’ASPP, insieme a quanti gli davano una mano, cercava di togliere bambini e adolescenti dalle strade di una città povera e in declino, costituita per metà da ragazzi sotto i venticinque anni e dal 44% di persone sotto la soglia di povertà. La Granja Paraíso, divenne casa famiglia per molti e per le loro famiglie, dava ospitalità a bambine e ragazze vittime di violenze e maltrattamenti; il tutto non per dare solo un tetto ai più bisognosi ma per  ridare loro dignità creando scuole di ogni ordine e grado, corsi di ricamo, di informatica, di formazione al lavoro, una  falegnameria, delle attività sportive,  un programma chiamato “Libertà Assistita” per giovani coinvolti in reati poco gravi, e molte altre attività, tutelando la loro salute, accompagnandoli nel percorso di crescita e di aiuto alle famiglie. Tanti ragazzi accolti sono riusciti a trovare lavoro presso l’associazione stessa, come educatori per altri adolescenti.

copertina volume Il pane condiviso di Don Angelo Vincenti edizioni Messaggero Padova 2021
Angelo Vincenti, Il pane condiviso, Collana I fuori collana, Edizioni Messaggero Padova, Padova 2021, pp. 204

Il libro raccoglie le testimonianze di quanti hanno vissuto nelle case di accoglienza costruite da don Angelo e da altri volontari. Ciascuno con una storia personale accomunata dalla vita difficile vissuta per strada o in discarica, ad elemosinare per non morire, di abbandono scolastico, di maltrattamenti  dai genitori o parenti.  Tutti nel libro non fanno che ringraziare l’incontro di chi li ha saputi accogliere, amare e comprenderli:  don Angelo e l’ASPP che  hanno dato loro  la possibilità di andare a scuola, di alimentarsi, trovare un lavoro, cambiare radicalmente la loro vita e avere finalmente un futuro. Alcuni si sono inserti nelle diversificate attività nate  dall’Associazione  che sono state  riconosciute negli ultimi anni come punti di riferimento per i  servizi sociali. L’ASPP ha conosciuto anche i drammatici risvolti di alcuni che avevano smesso di frequentarla, finiti assassinati, vittime di incidenti o  droga e malattie. Don Angelo racconta anche questo.

«È in questa casa delle ragazze che ho avuto la possibilità di maturare, di sviluppare le mie capacità, di essere qualcuno», scrive  Gessilene, quattordicenne all’arrivo  all’ASPP.

«Ora che finalmente vivo in una casa è troppo bello: gioco, vado a scuola e aiuto in casa, perfino i compagni di scuola hanno smesso di deriderci», racconta Ana Paula, 12 anni.

«Qui nella comunità non ci manca niente, abbiamo cibo, vestiti, scuola, computer, tempo libero e, soprattutto, molto amore e attenzione», descrive soddisfatto Manoel Messias sedicenne.

Don Angelo racconta anche le difficoltà incontrate nel voler aiutare questa realtà dei minori ai margini:  il reperimento di risorse economiche e umane, la travagliata situazione politico-economica del Brasile, l’inflazione, la frequente mancanza di acqua e cibo, due alluvioni che mettono in ginocchio la città e l’intera regione (nel 2000 e nel 2010), la siccità, e poi è venuta anche la pandemia da COVID-19 che si aggiunge al lungo elenco.  Ci sono stati momenti in cui alcuni  volontari hanno pensato di far ritorno in Italia;  balenano gli stessi pensieri anche nella mente di padre Angelo, che però non si perde d’animo e continua a fare la sua opera missionaria. Così scrive nel suo diario nel 1996: «Ci sono stati momenti in cui la tentazione di lasciare tutto è stata grande, mi ha sostenuto la fede in Dio e la fiducia e l’amicizia dei ragazzi e ragazze che aiutavo e conoscevo». E questo vale per qualsiasi sfida che ognuno deve affrontare nel proprio quotidiano.

Mancava ai già gravi problemi la sfida dell’epidemia virale da SarsCov-2 del 2020 e la politica negazionista di Bolsonaro creando tensioni all’interno del governo. Anche l’ASPP dovette fare i conti con la pandemia con chiusure e tagli economici subiti, con una più ridotta ospitalità e adozione dell’insegnamento online.

© Bioetica News Torino, Dicembre 2021 - Riproduzione Vietata