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75 Gennaio 2021
Speciale Bioetica dell'Infanzia

Bioetica dell’infanzia Studio del Centro Cattolico di Bioetica - Arcidiocesi di Torino, progetto istituito in collaborazione con l'Ordine dei Medici della provincia di Torino

Abstract

Il bambino, dalla nascita in poi, è un soggetto estremamente sensibile e recettivo, una vera e propria "‘spugna" capace di "assorbire" in modo massivo gli stimoli che lo invadono dal mondo esterno. Lo studio affronta i problemi bioetici legati all'infanzia relativi agli aspetti formativi generali, fisio-psicologici, sociali e medici.

Introduzione

a cura di Enrico Larghero
Responsabile scientifico Master universitario in Bioetica – Facoltà Teologica di Torino

I primi passi che compiamo da bambini rappresentano uno dei momenti più significativi e delicati per l’uomo di domani. Anche l’infanzia del nostro  tempo non si sottrae a tale regola aurea, tuttavia presenta, oltre alle caratteristiche di sempre,  una serie di problematiche nuove, legate ad una società liquida e frammentata, ad una scuola “work in progress”, ad un contesto digitale e tecnologico. Ciò comporta una crescita non equilibrata durante la fase formativa, disomogenea, fatta talora di contraddizioni devastanti, di violenza, di grandi solitudini.

Tale percorso di studi si apre con l’articolo del Prof. Giorgio Palestro, Presidente del Centro Cattolico di Bioetica, Istituzione che ha lavorato a tale progetto in collaborazione con l’Ordine dei Medici di Torino. Sarà un lungo viaggio, irto di difficoltà, che ci farà riflettere sull’universo della pediatria, consapevoli che il nostro futuro è nelle mani di coloro che oggi sono bambini.

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I grandi cambiamenti dell’assetto civile del mondo, indotti negli ultimi tempi dal processo di globalizzazione anche della cultura, hanno generato nuovi valori che si riflettono di conseguenza sui comportamenti. Inevitabilmente, questo rimaneggiamento culturale non ha trascurato uno degli aspetti fondamentali della nostra società che attiene al mondo dell’infanzia, all’attenzione ai suoi problemi e alla tutela del bambino, dalla nascita per tutto il tempo dell’età evolutiva.

Sulla base di questa riflessione, la Commissione “Etica e Deontologia” dell’Ordine dei Medici ha proposto, nella persona del professor Giuseppe Ferrari, pediatra di lungo corso, di svolgere uno studio proprio sul tema della Bioetica dell’infanzia. Come componente della Commissione, insieme con il professor Ferrari e con il Presidente dottor Amedeo Bianco, abbiamo fatto riferimento al Centro Cattolico di Bioetica dell’Arcidiocesi (CCB) per organizzare e realizzare lo studio.

Fino a tempi non lontani, i bambini erano considerati esseri provvisori che, se riuscivano a superare i rischi delle prime età della vita, cioè a sopravvivere, venivano “adultizzati” e utilizzati in vario modo dagli adulti. Con il progressivo acuirsi, in particolare nei tempi recenti, della percezione della reale complessità del mondo infantile, anche dietro alle sollecitazioni, dovute a una sempre più capillare diffusione della Bioetica, nei confronti dei temi che riguardano la tutela della vita umana, l’attenzione si è molto incentrata alla vita infantile in tutte le fasi dello sviluppo.

La riflessione sui problemi dell’infanzia, ha fatto emergere una realtà sostanziale e per lo più in passato trascurata, e cioè che il bambino, dalla nascita in poi, è un soggetto estremamente sensibile e recettivo, una vera e propria “spugna” capace di “assorbire” in modo massivo gli stimoli che lo invadono dal mondo esterno. Mondo costituito da molte figure che stanno intorno al bambino: i genitori e i famigliari in generale, i medici, gli insegnanti nei vari momenti formativi: “Asili” o “Nidi di infanzia”, nei primi 3 anni, la “Scuola dell’Infanzia”, ‘già “Scuola Materna” dai 3 ai 6 anni; successivamente la “Scuola Primaria” o “Scuola Elementare”.

Il CCB ha dunque affrontato il tema coinvolgendo alcuni professionisti esperti delle fasi diverse nell’evoluzione del bambino fin dalla nascita. I punti focali che sono emersi e con i quali verrà affrontato il tema della “bioetica dell’infanzia”, riguardano: gli aspetti formativi generali; quelli fisio-psicologici, sociali e medici.

Gli Aspetti formativi generali e quelli fisio-psicologici hanno un peso preminente nell’evoluzione del neonato. I primi iniziano anzitutto dalla sua accettazione. Aspetto che attiene alla  sfera degli affetti di chi lo circonda, in particolare degli adulti. Un secondo aspetto consiste nel soddisfare i suoi bisogni vitali essenziali e appartiene alla sfera dei diritti del bambino. Per entrambi gli aspetti il ruolo dei soggetti responsabili riguarda primariamente i genitori, con il supporto del neonatologo e dei professionisti ‘dedicati’ (oltre al neonatologo il pediatra, gli insegnanti dei diversi momenti formativi, dall’asilo nido alla scuola primaria). L’asilo nido è una istituzione di carattere educativo-assistenziale che origina dalle esigenze che caratterizzano la società moderna: la madre, pur avendo il diritto di usufruire di periodi di assenza dal lavoro per il primo anno di vita del bambino, ha spesso difficoltà a provvedere all’assistenza del piccolo nei tempi successivi. Il nido ha dunque la finalità di vicariare, o quanto meno affiancare le funzioni materne accogliendo minori dai 6 mesi ai 3 anni di età.
Le finalità dell’asilo nido sono sostanzialmente tre:          

  • educative, affiancando i genitori nella crescita dei loro figli, attraverso anche un Progetto Educativo stilato dagli operatori che comprenda attività che cerchino di soddisfare i bisogni dei bambini nel rispetto dei loro tempi di crescita;
  • sociali, offrendo ai bambini un luogo di socializzazione e di relazione con gli altri bambini;
  • culturali, offrendo un modello che non opera discriminazioni, avendo come obiettivo anche la promozione della cultura dei diritti dell’infanzia.

Successivamente, gli operatori della “scuola dell’infanzia”, già scuola materna, devono gestire il periodo compreso tra i 3 e i 6 anni; infine il bambino è affidato agli operatori che gestiscono la scuola primaria, cioè la scuola elementare.

Gli aspetti fisio-psicologici dell’evoluzione del bambino sono connessi al processo di continua crescita fisica, cui corrisponde una rapida trasformazione intellettiva  (nei primi 3 mesi di vita raddoppia il suo peso, in un anno impara a parlare e a camminare). E in questa rapida evoluzione, la mente del piccolo assume in modo estremamente recettivo gli effetti dei molti interventi che lo investono dall’esterno. Se l’evoluzione del bambino si è svolta in modo fisiologico, l’apertura all’estraneo, che inizia sostanzialmente nel periodo dell’asilo nido, sarà facilitata.

Appare assai evidente che le prime fasi dello sviluppo del bambino, costituiscono l’ambito temporale che maggiormente incide nel suo processo evolutivo. È infatti il periodo più delicato e anche il più esposto alle influenze che le diverse figure deputate alla formazione del bambino possono determinare nel suo percorso. Non raramente si verificano azioni sbilanciate nei vari momenti di crescita, sia alimentari sia comportamentali da parte dei diversi attori che operano sulla crescita del bambino. Ne possono derivare implicazioni che possono influire sul percorso di crescita psicologica del bambino.

È in sostanza la fragilità e la estrema influenzabilità del bambino durante la sua fase evolutiva, che ne impongono una tutela e un’attenzione nei confronti dei diversi soggetti che, in forme diverse, intervengono nel suo sviluppo per evitare i rischi che si generino anomalie che possono sfociare in turbe evolutive e deformazioni permanenti.

Ed è proprio in questo transito evolutivo che un’attenzione bioetica trova le sue motivazioni.

© Bioetica News Torino, Gennaio 2021 - Riproduzione Vietata