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77 Marzo 2021
Inserto Il dolore e la sofferenza nell'arte dal sacro al contemporaneo

Dolore e malattia: traiettorie di tempi e arte

Rappresentare e cercare senso: l’arte disegna la forma e la dimensione dello svelamento del dolore, della sofferenza, della vita. Segue traiettorie che congiungono distanze di tempo e di temi, tesse narrazioni religiose, se ne allontana, si dilata sulla condizione umana. 

Il dolore umano rappresentato attraverso le Sacre Scritture

L’iconografia del dolore è il grido della Maddalena, nel volto travolto dalla forza di un vento che sospinge all’indietro il velo e le vesti della donna, nel Compianto1 di Niccolò Dell’Arca (1463). Ed è narrata nel pianto di Maria e delle donne ai piedi della croce e in quello dell’apostolo Giovanni, nei loro corpi che si stringono, che si abbandonano allo svenimento. Il dolore è strazio interiore e si palesa nell’atto scomposto dell’angelo che si lacera la tunica nella Crocifissione 2 di Giotto alla Cappella degli Scrovegni di Padova (1303-1305). La sofferenza attraversa il corpo di Cristo, Ecce Homo3, flagellato, piagato, nelle forme di Antonello da Messina (1474). E si mostra nell’esposizione del corpo rapito dalla morte in croce e nella deposizione, come nel Polittico di Grünewald4 (1512- 1516), opera per l’altare del monastero di Issenheim (Francia), da secoli luogo di cura dell’ergotismo e altre malattie devastanti della pelle. Qui, di fronte a Cristo, contorto e sfigurato, è offerta la propria malattia e invocata la guarigione.

Iconografia cristologica nei drammi della realtà contemporanea

L’arte pensa il senso della salvezza attraverso la croce, ricerca i toni della luce che è rinascita, trionfo dalla morte e procede dal buio umano del sepolcro, della fine e del vuoto. Il dolore indossa forme, colori e gesti dell’Uomo delle Scritture per rivestire l’umanità ferita e la ricerca di senso, sospesa e smarrita della contemporaneità. Ne lascia l’impronta nelle Crocifissioni5 di Chagall, dipingendo morte e assenza di redenzione, il martirio di un uomo e un popolo nei pogrom russi e nei ghetti nazisti. La croce e il martirio si fanno stilemi, intrecciano i temi sociali. Il tormento diventa metafora della crudeltà del quotidiano, scava nei drammi individuali e collettivi. Ne tramanda l’icona Ecce Homo6 di Mark Wallinger (1999-2000), scultura di un perseguitato esposto, le mani legate alla schiena e una corona di filo spinato, grido muto contro la violazione dei diritti umani e delle libertà politiche e religiose.

La materia nei colori e nelle forme e il dolore dell’umanità

Dolore e sofferenza sono trama del canto della Todesfuge, della Shoah, attraverso due donne, evocate da Celan per metonimia attraverso i loro capelli, di cenere e biondi, Sulamith e Margarete. Capelli che danno forma allo sterminio nella pittura di Anselm Kiefer7, senza corpi, impastata di terra, paglia e cenere (1981). Il martirio si imprime nei paesaggi dell’arte. È quello che anima e occupa la scena nel Seppellimento di santa Lucia8 di Caravaggio (1608). Il corpo della giovane martire del IV secolo, a terra, nella polvere, e il vicino gruppo di figure dolenti sono sovrastati da un muro gigantesco di pietra scuro, rappresentazione opprimente del dramma. Nelle forme e nei colori della materia si nutre la fisicità della sofferenza.

Per Berlinde de Bruyckere lo strazio dell’umanità nelle tragedie della storia recente trasuda dalla pelle animale della conceria di Anderlecht, in Belgio. In Aletheia9 (2019) rigenera le azioni e le pelli richiamano la figura umana e la sofferenza, la vita nella crudeltà e patimento. L’arte della perfomance di Marina Abramović (Balkan Baroque10, 1997), mentre lucida con uno straccio mucchi di ossa, mette in scena il dolore della mattanza della guerra dei Balcani e dà voce ai resti dei corpi. All’umanità ferita dalla guerra e migrante in un ciclo che si ripete, guarda Exodus dell’artista bosniaco Safet Zec (2017)11. L’arte è svelamento, dei drammi individuali e dei temi universali del corpo sofferente: la ferita, il dolore della malattia. Il martirio del corpo genera arte con Frida Kahlo12.

Berlinde De Bruyckere_Aletheia. On-Vergeten, 2019 ©Mirjam Devriendt
Aletheia, Berlinde De Bruyckere, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino Credits: ©Mirjam Devriendt (1 novembre 2019-12 luglio 2020) – riproduzione riservata

Corpo: malattia e deformità

Così oggi, partendo dal proprio corpo disabile, Mari Katayama13, artista giapponese, lo modella in opera d’arte, scultura vivente per un’estetica alternativa a bellezza, funzionamento e compassione della diversità. La nudità di Alison Lapper14, nata con gravi menomazioni, diventa monumento di perfezione realizzato da Marc Quinn in calco di marmo bianco (2005) e riproposto in una enorme plastica gonfiabile (55. Biennale Venezia, 2013). Venere incompleta nelle forme e simbolo di vitalità e maternità. La malattia è rinascita in Henri Matisse nella tecnica del papier découpé e nella magia della Cappella di Vence15. È confronto, esperienza d’arte, per Tatsumi Orimoto con il mondo misterioso e chiuso della madre malata di Alzheimer. La malattia è anche da sempre stigma. È il peso del disvalore morale della sifilide nella pietà laica di Munch, con la madre che piange il figlio morente sulle ginocchia (1897-99). Marchio che segna i malati di Aids e che Keith Haring, lui stesso malato, denuncia in Ignorance = Fear (1989)16. Mentre nel 1986 Ross Bleckner ridà purezza e trasfigura, mutuando un dettaglio, le rose e i piedi dell’angelo17, dall’opera Vergine Immacolata di El Greco18. La malattia è evento collettivo, nei cicli sulla peste, quella del ‘300 fiorentino evocata da Böcklin (1898), e dei santi taumaturgi, san Rocco nel grande telero di Tintoretto (1549)19 e san Carlo nei quadroni del duomo di Milano del Cerano20. Si fa evento personale nell’autoritratto dell’influenza spagnola di Munch (1919)21 e nel dipinto della tubercolosi della sorella (1885-86), e dramma familiare che devasta e conclude la vita di Egon Schiele. Epidemia che si ripete nell’oggi delle certezze della scienza e delle diseguaglianze, mostrando i rischi della globalità. Il covid entra nel mondo di glitter e cristalli di Sara Shakeel, artista pachistana, impreziosendo ambienti e persone e tinge di giallo e di speranza la street art di Corie Mattie22. Solo malattie del corpo? Aya Ben Ron in Field Hospital X (2019)23, crea l’ambiente dove si urlano e curano ingiustizie sociali e valori corrotti. Prospettiva di senso per rinnovare lo sguardo sul dolore e la sofferenza.

Sitografia

1 Compianto su Cristo morto di Niccolò dell’Arca custodito presso la Chiesa di Santa Maria della Vita, Bologna; http://www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/107/opere/28/compianto-su-cristo-morto

2 Crocifissione di Giotto (1303 – 1305),  Cappella degli Scrovegni,  Padova. Si veda simbologia su YouTube di Ars Europa Channel: https://www.youtube.com/watch?v=5qcKY-Leuyw 

3 Ecce Homo di Antonello da Messina (1425/30 circa – 1479), olio su tavola, Galleria nazionale di Palazzo Spinola,  Genova:  http://www.palazzospinola.beniculturali.it/index.php?it/168/dipinti 

4 Polittico di Matthias Grünewald (1512 – 1516), Altare di Issenheim,  conservato presso Museo Unterlinden, Colmar in Francia (Alsazia): https://www.musee-unterlinden.com/en/home/  

5 Crocifissioni di Marc Chagall, tra le quali  l’opera  Crocifissione bianca (1938),  attualmente conservata all’Art Institute of Chicago, olio su tela;  https://www.artic.edu/artworks/59426/white-crucifixion

6 Ecce Homo di Wallinger (1999-2000). L’opera è stata esposta nella mostra itinerante  dedicata all’artista inglese Mark Wallinger Mark presso il Centro culturale Pecci di Prato dal 24 febbraio al 22 luglio 2018: si veda https://centropecci.it/it/mostre/mark-wallinger-mark#gallery –  Foto: OKNOstudio

Dein goldenes Haar Margarethe (i tuoi capelli d’oro Margarethe), 1981,  di Anselm Kiefer,  opera esposta presso la collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni,  Venezia; dipinto con stampa ai sali d’argento dipinta e paglia;  lascito nel 2012 di  Hannelore B. e Rudolf B. Schulholf alla Fondazione Solomon R. Guggenheim New York;  I tuoi capelli d’oro Margarethe | Opera d’arte | Collezione Peggy Guggenheim (guggenheim-venice.it)

8 Seppellimento di santa Lucia di Caravaggio (1608); https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Lucia_alla_Badia#/media/File:Burial_of_Saint_Lucy-Caravaggio_(1608).jpg  

Aletheia, on-vergeten (2019), opera personale di Berlinde De Bruyckere che è  stata esposta in Torino nella mostra Aletheia presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (1 nov 2019  – 12 luglio  2020); cataste di pelli appena scuoiate riposano su ampie basi in legno ricoperte dal sale che le protegge e conserva, circondate da un ambiente abitato da indizi materiali del processo: https://fsrr.org/mostre/aletheia/

10  Balkan Baroque, performance artistica  di Marina Abramović, tenutasi alla biennale di Venezia nel 1997  per la quale vinse il Leone d’Oro; https://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Abramovi%C4%87#Balkan_Baroque,_1997

11 Exodus, ciclo pittorico di Safet Zec  è stato esposto nella mostra presso la Basilica di Maria Ausiliatrice – Valdocco (Torino) dal 25 ottobre al 20 dicembre 2019: «Exodus», ciclo pittorico di Safet Zec in mostra a Maria Ausiliatrice – Valdocco (basilicamariaausiliatrice.it)

12 La colonna rotta di Frida Kahlo (1944), Città del Messico, Collezione Dolores Olmedo

13 On the way home, titolo dell’esposizione di  Mari Katayama, Museum of Modern Art Gunma (Takasaki, Giappone) nel 2017; http://photography-now.com/exhibition/121194

14 Alison Lapper Pregnant di Mark Quinn (2005): http://marcquinn.com/artworks/single/alison-lapper-pregnant; 
L. MAZZOLI, L’arte nel corpo delle donne: etica ed estetica dell’imperfezione in M. Quinn, in «Bioetica News Torino», 12 (2013)

15 Cappella di Santa Maria del Rosario, H. Matisse, Vence (Francia): http://chapellematisse.com/

16 Ignorance = Fear, K. Haring (1989), poster, The Keith Haring Foundation: https://www.haring.com/!/art-work/253 

17 One day fever, R. Bleckner (1986), oil and wax on linen: https://www.rbleckner.com/images.html?menu=PAINTINGS#375; Ross Bleckner – One Day Fever, 1986. Collezione Maramotti, Reggio Emilia © Ross Bleckner, courtesy Collezione Maramotti | Artribune

18 Vergine Immacolata di El Greco (1608);  https://it.wikipedia.org/wiki/Immacolata_Concezione_(El_Greco_Toledo)

19 San Rocco risana gli appestati  di Tintoretto (1549), Chiesa di San Rocco, Venezia; http://www.scuolagrandesanrocco.org/home/tintoretto/chiesa-tintoretto/#San%20Rocco%20risana%20gli%20appestati,%20olio%20su%20tela,%201549

20 San Carlo visita  e soccorre i malati di peste di Giovan Battista Crespi il Cerano (1610), quadroni di San Carlo in Duomo

21  Self-Portrait with the Spanish flu, E. Munch (1919), Nasjonalmuseet for kunst, arkitektur og design, The Fine Art Collections, Foto;  Høstland, Børre/Lathion, Jacques: https://www.nasjonalmuseet.no/en/collection/object/NG.M.01867

22 Hope dealer di Corie Mattie, Los Angeles

23 Field Hospital X (FHX) di Aya Ben Ron , Biennale Venezia 2019: https://www.labiennale.org/it/arte/2019/partecipazioni-nazionali/israele

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