Edito dalla casa Editrice Effatà nel 2026, per la curatela di Carla Corbella, dottore di ricerca in Morale e in FIlosofia, docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – Sezione di Torino, di Enrico Larghero (medico, giornalista e teologo morale, responsabile del Corso di perfezionamento in Bioetica presso la medesima facoltà e da Giuseppe eppegno, dottore di ricerca in Morale e in Bioetica e docente della medesima disciplina, sempre per la Facoltà Teologica torinese, Medicina e Tecnologia. Nuovi paradigmi bioetici per la proporzionalità della cura,vuole accompagnare il lettore in un articolato viaggio all’interno di un mondo, quello del paradigma tecnocratico che in maniera imponente ha invaso e continua ad invadere la nostra realtà contemporanea. All’interno di questa realtà è inevitabile la ricaduta anche in ambito medico. Ovviamente senza negare gli immensi benefici che le recenti e incessanti scoperte in ambito medico, avvenute grazie anche allo sviluppo della tecnologia, diverse acquisiszioni della medicina contemporanea pongono l’uomo dinnanzi ad un mutamento antropologico che non può lasciare indifferenti.
Le nuove questioni sull’inizio vita, come anche sulla vita che volge al termine – e sul curarsi in generale – hanno cambiato i connotati quando si sono trovate di fronte a nuove scoperte tecnoscientifiche, arrivando a stravolgere in maniera significativa l’antropologia classica di riferimento, portando con sé riflessioni filosofiche sull’uomo e sull’umano che comportano profonde riflessioni, sia nell’ambito pratico propriamente etico sia da un punto di vista filosofico, giuridico e sociologico.
Infine la parcellizzazione dei saperi, specie in ambito medico, ha portato a considerare l’umano non più secondo la visione gestaltica dell’insieme che era maggiore della somma delle singole parti, ma ad una visione parcellizzata e riduzionistica dell’esperienza umana.
Il discorso è complesso, sicuramente inter e intradisciplinare, quindi chi se non la bioetica può prendersi l’arduo compito di intervenire e suggerire riflessioni profonde e coordinate etiche in un contesto culturale sempre più segnato dal relativismo e dalla mera ricerca sfrenata del piacere utilitaristicamente inteso? Il volume accompagna il lettore proponendo un percorso completo che partendo da un inquadramento socio-antropologico della questione delle tecnica nel mondo contemporaneo, a quali sono stati i contributi che la sapienza scritturale della Sacra Bibbia e del Magistero cattolico hanno apportato alla questione, per poi affrontare, tra le tante tematiche trattate temi “caldi” scaturenti dal rapporto tecnica e medicina quali: l’accanimento e la desistenza terapeutica, il rapporto mente cervello, i dilemmi etici derivanti dalla sempre più pervasiva tecnologizzazione della medicina.
Il tutto per riportare a una riflessione che riporti al recupero e alla perservazione di un umanesimo integrale, del quale, come detto, di fronte ad una parcellizzazione dell’intero e a una riduzione dello stesso a mero funzionalismo, può portare l’uomo verso un futuro dai confini poco definiti e alquanto ombrosi. Riflessioni sicuramente ardua, ma che questo libro riesce ad esprimere attraverso una visione corale sapeintemente orchestrata e che fornisce risposte degne nota.

© Bioetica News Torino, Ottobre 2026 - Riproduzione Vietata
