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121 Marzo - Aprile 2026
Bioetica News Torino Pasqua 2026

Per un’ecologia dell’intelligenza artificiale, di V. Ambriola e A. Fabris Dialoghi tra un filosofo e un informatico

E’ oramai acclarato che per approciarsi al tema dell’intelligenza artificiale è necessario utilizzare un approccio inter e intradisciplinare: Informatica, psicologia, etica, economia, medicina… Campi nei quali la bioetica, visto il suo statuto epistemologico peculiare da sempre incentrato sulla pluridisciplinarietà, trova un campo di applicazione perfetto. Basti pensare, per esempio, al famoso testo di Luciano Floridi, Etica dell’Intelligenza artificiale (Raffaele Cortina, 2022), nel quale il filosofo si rifà ai quattro principi tratti dal paradigma principialista (Autonomia, Beneficienza, Non Maleficenza e Gisutizia, ai quali aggiunge un quinto, ossia l’accountability) per tentare di offrire delle linee guida per l’utilizzo di questa nuova forma di tecnologia che tanto sta cambiando l’antropologia e l’ontologia dell’uomo contemporaneo.

Ed è in questa prospettiva che si muove questo abile volumetto, scritto a quattro mani da Vincenzo Ambriola (Etico Informatico, docente di Informatica e direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa) e Adriano Fabris (Professore di Filosofia Morale all’Università di Pisa). Per un’ecologia dell’intellilgenza artificiale. Dialoghi tra un filosofo e un informatico (Castelvecchi,2025).

E’ noto che l’avvento dell’IA sta cambiando il mondo e ridefinendo i confini dell’umano, mutando il nostro modo di rapportarci al mondo del lavoro, delle relazioni interpersonali, come anche della modalità in cui ci rapportiamo a noi stessi. Utilizzando delle lenti interpretative diverse, proprie delle rispettive professioni e dei loro campi di studio e di interese, i due autori accompagnano il lettore sia attraverso i meandri dei vari algoritmi, analizzando la logica soggiacente dietro gli stessi, per poi completare il percorso con riflessioni più proprie delle scienze umane e della filosofia sottolineando quali possono essere le implicanze etiche e morali scaturenti dall’utilizzo di questo strumento innovativo e al contempo potente. E si sa bene che la tecnica (e la tecnologia) non sono mai neutre.

Riflessioni sul linguaggio, sulla sua rappresentazione e sul suo potenziale narrativo; la modalità in cui questa nuova forma di espressione va ad inserirsi in un contesto ecologico, inteso qui come ambiente onlife con una propria struttura e regolamentazione (etica come anche girudica). Si tratta sicuramente di un dialogo fecondo, che porterà ai lettori una serie di risposte e proposte davvero interessanti, come anche spunti critici su cui continuare a riflettere.

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© Bioetica News Torino, Aprile 2026 - Riproduzione Vietata

Sugli stessi temi: Filosofia, Intelligenza artificiale