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117 Ottobre - Novembre 2025
Bioetica News Torino

Sostituti sintetici del sangue Una nuova speranza per i malati

In Italia c’è una carenza storica di plasma e, più recentemente, anche di sangue, soprattutto a causa di un calo delle donazioni volontarie e non compensate. Le cause principali includono l’invecchiamento della popolazione, la mancanza di tempo e scarsa informazione tra i potenziali donatori, e le differenze regionali che rendono difficile l’autosufficienza nazionale. Per affrontare questa situazione, sono necessarie campagne di sensibilizzazione e un maggiore coinvolgimento, soprattutto dei giovani, per aumentare le donazioni e garantire un approvvigionamento stabile per i pazienti. 

In situazioni di emergenza, la scarsità di sangue compatibile può mettere anche a rischio la vita dei pazienti. In tutti questi casi, i sostituti sintetici possono rappresentare un’alternativa sempre disponibile e universale; simulano il lavoro fisiologico dell’emoglobina mantenendo la capacità di trasportare ossigeno ai tessuti e agli organi vitali. Le principali categorie farmacologiche sono gli HBOC (Hemoglobin-Based Oxygen Carriers) e i PFC (Perfluorocarbon Emulsions).

Gli HBOC, o trasportatori di ossigeno a base di emoglobina, sono sostanze sintetiche che trasportano ossigeno nel sangue per ovviare alla necessità di trasfusioni, offrendo vantaggi come lunga conservazione e assenza di test di compatibilità. Questi prodotti sono composti dall’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi che normalmente trasporta ossigeno dai polmoni ai tessuti. Sebbene siano utili in scenari critici, come le zone di guerra, la loro efficacia e sicurezza come sostituti delle trasfusioni di sangue devono essere confermate e valutate attentamente, poiché i dati attuali suggeriscono che non possono sostituire completamente le trasfusioni di sangue. Un esempio è l’Hemopure®, a base di emoglobina bovina, autorizzato in Sudafrica e Russia. In Italia non è attualmente disponibile in commercio, ma ne è stato autorizzato l’uso compassionevole. I trial clinici hanno dimostrato che l’emoglobina libera può causare effetti collaterali come vasocostrizione e ipertensione.

I PFC, invece, sono molecole sintetiche, contenenti ossigeno disciolto, che liberano nei tessuti dopo essere state iniettate in forma di emulsioni. A causa alcune problematiche, il loro uso è attualmente limitato a casi selezionati, come le ischemie cerebrali o i pazienti non trasfondibili.

La ricerca biomedica si sta orientando verso molecole di origine marina e sullo sviluppo di cellule sintetiche. 

© Bioetica News Torino, Novembre 2025 - Riproduzione Vietata

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