Il grande filosofo Greco Epicuro ci ha insegnato che la paura può essere definita nel seguente modo: come mancanza di potere di fronte a qualcosa. Abbiamo paura quando non abbiamo il controllo della situazione, quando non sappiamo come comportarci, quando ci sentiamo gettati in un contesto, sia psichico che esterno alla nostra mente, in cui non ci si sente per nulla a proprio agio.
Il dottor Raffaele Morelli sposa questa teoria e la completa con un’acuta riflessione psicoterapeutica (e non solo): la paura è un segnale della nostra Anima, della nostra parte più Vera, più intima, più profonda e autentica che attraverso questa intensa emozione (come anche attraverso l’ansia, attacchi di panico, fobie varie e risvolti psicosomatici), ci sta mandando un preciso messaggio: ci stiamo allontanando dal nostro vero Sé, la nostra vera natura.
Accingendo da un impressionante mare di cultura, psicologica, filosofica, antropologica, fino a toccare il campo della mistica medievale e delle antropologie orientali, come anche la mitologia antica, avendo come filo conduttore il pensiero junghiano e il suo noto principio di individuazione, il lettore è accompagnato in un viaggio che lo aiuta a scoprire come queste importanti emozioni funzionano e come impattano sulla vita psichica dell’individuo, proponendo, inoltre una serie di esercizi da poter eseguire in autonomia basati sulla pratica delle procedure immaginative, i quali risultano essere utili ed efficaci se applicati in un contesto nel quale tutto viene esplicato in maniera profonda e puntuale.
Concludiamo parafrasando Jung. Il grande psichiatra svizzero sottolineava come elemento fondamentale nella formazione di uno psicoterapeuta la cultura che questi doveva avere a trecentosessanta gradi, per essere capace poi, una volta sul campo, di interpretare al meglio le situazioni nelle quali venivasi poi a trovare. Tale apertura non doveva essere rivolta solo al tempo presente e contingente, bensì anche all’antichità, visto che questa è ciò che ha fornito all’uomo attuale quelli che sono i mattoni che lo compongono, da sempre. Leggendo quest’ultimo lavoro del dottor Morelli è possibile constatare come questo, nella sua pratica clinica, come nella scrittura, sia stato messo in atto nella maniera più propria e veridica.

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