La Galleria è una rubrica di suggerimenti e proposte di mostre ed eventi di arte, che coniugano bellezza, riflessione poetica, diritti e valori
La Rubrica di luglio inizia con la presentazione della 61. edizione della Biennale di arte di Venezia attraverso l’installazione del padiglione dell’Arabia Saudita Mai si asciughino le lacrime che piangi sulle pietre, una monumentale installazione musiva a pavimento realizzata da Dana Awartani a monito dei pericoli e dei danni subiti dai siti storici come quelli di Siria, Libano e Palestina per le guerre e le violenze. In una dimensione tra sonno e veglia, a Palazzo Citterio a Milano, è proposta, in un nuovo riallestimento e con una scenografia teatrale, l’intera serie dei Dormienti di Mimmo Paladino. Chi sono questi corpi immobili, imprigionati tra sonno e veglia? Ricordano gli inermi corpi sorpresi dall’eruzione del Vesuvio e rappresentano la costituzione plastica di persone rifugiate nei ricoveri di guerra nella seconda guerra mondiale ritratte nei disegni dello scultore britannico Henry Moore. Indifferenza, fuga e sogno di fronte alla tragedia disegnano la traiettoria di una dimensione che dall’arte e dalla storia interroga il nostro presente. Al Museo Archeologico Regionale di Aosta è presentato Marc Chagall tra poesia e spiritualità. Nelle trame della relazione tra poesia e spiritualità la grande mostra introduce in oltre mezzo secolo di attività dell’artista il confronto costante della contemporaneità con la Bibbia, fonte di ispirazione poetica, spirituale e creativa.
● DANA AWARTANI, MAI SI ASCIUGHINO LE LACRIME CHE PIANGI SULLE PIETRE (fino al 22 novembre 2026)

Arsenale Venezia_61. Esposizione Internazionale d’Arte di La Biennale di Venezia, Padiglione Nazionale Arabia Saudita
9 maggio – 22 novembre 2026
Dana Awartani con una monumentale installazione musiva a pavimento accoglie i visitatori della Biennale arte di Venezia nel Padiglione dell’Arabia Saudita presentando un ideale sito archeologico costituito dall’impronta del patrimonio culturale in pericolo e emergente dallo studio dei danni subiti dai siti storici del mondo arabo. Con il supporto di 32 maestri artigiani l’artista ha composto 29000 mattoni di argilla essiccati al sole evocando le tracce di 23 luoghi Unesco che hanno subito danni nel tempo e ad oggi sono minacciati da guerre e violenze. Componendo le geometrie dei mosaici, dei segni vegetali e animali, di Siria, Libano e Palestina Dana Awartani esprime un richiamo forte alla centralità storica della memoria e alla fragilità della cultura. Fragili come i mattoni essiccati al sole con le crepe evidenti nella struttura della materia. Il mosaico, espressione d’arte condivisa dalla Mesopotamia ai Greci e Romani, è segno di un patrimonio comune collettivo che supera i confini. E’ lode al lavoro degli artisti nel tempo, alla cura e alla riparazione, in opposizione alla produzione seriale e ai pericoli della violenza.
L’artista – di origini saudite e palestinesi, nata a Gedda e attiva tra la città natale e New York – invita a guardare, a soffermarsi di fronte alle rovine come atto di riconoscimento della memoria e della continuità nella contemporaneità. Argilla e pietra sono elementi costanti nel tempo di identità, eredità comuni e condivisione e non solo elementi e tracce di rovine. Ci interrogano sulla nostra comune responsabilità di custodi verso l’ambiente, la società e il patrimonio storico culturale.
Dana Awartani rappresenta l’Arabia Saudita alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, e Antonia Carver, direttrice di Art Jameel, ne cura la mostra.
Per info: https://www.labiennale.org/it/arte/2026/arabia-saudita
• MIMMO PALADINO, I DORMIENTI (fino al 13 settembre 2026)

Milano, Palazzo Citterio
16 maggio – 13 settembre 2026
Nella Sala Stirling di Palazzo Citterio in un allestimento scenografico quasi teatrale sono posti, in posizione fetale, i Dormienti. A cura di Lorenzo Madaro e realizzata da La Grande Brera con l’Archivio Paladino, l’esposizione si compone di 32 sculture in terracotta. Una matrice unica per i corpi ma ciascuno in diversa posizione scenica.
Lo spazio diventa ambiente esperienziale, luogo di incontro con i corpi assopiti e sospesi tra realtà e immaginazione. Si procede avventurandosi nell’ignoto, in una condizione di inquietudine cupa e enigmatica. Sonno, veglia appaiono come dimensione dell’anima.
Chi sono questi corpi immobili, rapiti nell’assenza, imprigionati in un sonno incantato? Figure che paiono richiamare i corpi inermi e fragili sorpresi dall’eruzione del Vesuvio. Archetipo del pericolo che assale e devasta. O, come asserisce lo stesso Paladino, rappresentano la costituzione plastica di persone rifugiate nei ricoveri di guerra nella seconda guerra mondiale e ritratte nei disegni dello scultore britannico Henry Moore. Fissi in un sonno di morte o incantato.
Arte e storia interrogano il nostro oggi, i corpi paiono richiamare il vuoto dell’indifferenza, la fuga di fronte alla tragedia in una traiettoria che congiunge il passato al presente e ci coinvolge.
I Dormienti sono stati ideati alla fine degli anni Novanta e presentati in esposizioni in Italia e all’estero, anche con il contributo del musicista, autore e produttore Brian Eno. Qui a Palazzo Citterio a Milano il percorso ha inizio da un piccolo ambiente che presenta 15 grandi disegni inediti del ’73 che esprime e dà avvio all’esperienza proposta nello spazio-architettura dell’ambiente.
Per info: https://palazzocitterio.org/news/mostra/paladino/
● MARC CHAGALL. TRA POESIA E SPIRITUALITÀ (fino al 25 ottobre 2026)

Aosta, Museo archeologico regionale
20 giugno – 25 ottobre 2026
La Bibbia fonte di poesia e contenuto universale, capace di stimolare e promuovere il rinnovamento dell’umanità, è al centro dell’esposizione al Museo archeologico di Aosta. Il percorso espositivo mette in luce la relazione dell’artista Marc Chagall con il sacro e lo spirituale, il confronto con i testi biblici e l’evoluzione creativa nel suo percorso artistico.
In partenariato con il Musée National Marc Chagall di Nizza e curata da Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, la mostra propone una selezione di 120 opere tra dipinti, sculture, gouache, disegni, litografie, libri e ceramiche, studi preparatori della genesi delle celebri vetrate per Metz, Gerusalemme e Zurigo, in un arco cronologico compreso tra il 1922 e il 1980.
Il percorso intimo e interiore di Chagall si esplicita nella rappresentazione di passi biblici, nell’incontro con i personaggi del racconto e la loro rappresentazione visiva. Ecco così i dipinti come Il Cantico dei Cantici III, Il Profeta Isaia e La Torre di Davide, La circoncisione di Abramo o Giuseppe riconosciuto dai fratelli, Il sacrificio di Noè e le tavole dedicate ai patriarchi. La mostra è suddivisa in otto sezioni e attraversa 60 anni di cammino artistico e stilistico, emozioni e poesia.
L’Antico Testamento emerge non solo come fonte iconografica, ma come sorgente creativa di senso e visione, di immagini e parole. Con esso l’artista si confronta e mette in relazione la sua biografia e la storia, il senso morale e i valori, e li modella in poesia. La dimensione umana e spirituale, la passione e la memoria affiorano e mostrano come per Chagall la Bibbia, oltre ad essere un testo sacro, rappresenti uno stimolo creativo e ispirazione di incontro con i temi universali: l’amore, la giustizia e la pace così come l’esilio, la sofferenza e la speranza.
Per Chagall la Bibbia è più e anche altro di un testo sacro. È una presenza viva che attraversa tutta la sua opera, in un confronto costante con temi universali che avevano segnato la sua esistenza come l’esilio, la sofferenza, la speranza, l’amore, la giustizia e la pace.
I personaggi, le narrazioni dell’Antico Testamento attraversano il limite del tempo, e si mostrano capaci di parlare alla contemporaneità, di entrare in relazione coi drammi e i sogni del Novecento.
Per info:
https://www.regione.vda.it/cultura/mostre_musei/musei/museo_sede_expo/archivio_2026/chagall_i.aspx
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