Javier Cercas è uno scrittore. Ateo. Viene contattato del Vaticano per un’impresa molto singolare: accompagnare Papa Francesco durante il suo viaggio apostolico in Mongolia tenutosi dal 31 agosto al 4 settembre dell’anno 2024 e, alla fine dello stesso, di scriverci un libro.. Rimane molto sorpreso dalla singolare richiesta, ma accetta. Si documenta sul Santo Padre, va a Roma per prepararsi e conoscere i suoi futuri compagni di viaggio, si prepara le domande da fare e le modalità con cui raccogliere il materiale per il futuro lavoro letterario. Ma ve ne una che lo tormenta e al contempo lo incuriosisce,, fattagli dalla madre, ormai malata e credente devota: sulla certezza della resurrezione della carne e sulla vita eterna. Javier, prima di accettare e di partire, le promette che lo avrebbe chiesto direttamente a Papa Francesco.
Nonostante l’educazione cattolica ricevuta, Cercas si definisce un “folle senza dio”, ma che comunque non evita la ricerca disinteressata della verità. L’accettazione di questo viaggio ben si inserisce nel suo percorso di maturazione personale e intellettuale.
Il folle di Dio è Francesco che, come il Santo dal quale ha preso il suo nome, esula da uno schematismo clericale e curiale che folle di amore per Cristo, mette davanti a sé l’amore per il prossimo per tutto il creato come luce guida.
A metà tra libro intervista, diario di viaggio, racconto autobiografico, l’autore di questo bel testo accompagna il lettore in questo singolare viaggio che ha compiuto. La scrittura semplice, efficace, divertente e qualche volta anche provocatoria, gli conferiscono un ritmo non indifferente che tiene il lettore incollato fino all’ultima pagina.
Vi state chiedendo se Cercas è riuscito a porre la domanda a papa Francesco e qual’è stata la sua riposta? Allora non perdetevi assolutamente questo libro.

© Bioetica News Torino, Agosto 2025 - Riproduzione Vietata