Questo è stato il tema oggetto del XIII seminario nazionale organizzato dall’Associazione Teologica Italiana per lo Studio della Morale (ATISM). Il seminario si è svolto ad Acireale nei giorni 1-4 luglio scorso. I partecipanti, provenienti da tutta Italia tra cui quattro docenti della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale sezione parallela di Torino, si sono confrontati sul rapporto tra teologia morale bioetica e, più precisamente, sulla sfida di insegnare bioetica all’interno delle facoltà teologiche. Ne è scaturito un confronto ed un dibattito a partire dalla riflessione sistematica e dalla condivisione di esperienze e buone pratiche presenti su tutto il territorio italiano. Si è messo a tema come lo sviluppo della tecnologia in tutti gli ambiti dell’esistere ed in particolare in quello biomedico, interpelli l’etica e la teologia morale spingendo ad un costante approfondimento e ricerca a livello di definizione dell’umano e dei principi etici. Le conoscenze di cui si dispone e le possibilità che si stanno sempre più aprendo relativamente alla vita umana, animale, del pianeta e del cosmo non possono essere affrontate solo attraverso la semplice applicazione dei principi che hanno costituito la riflessione della morale fino ad oggi. Infatti, ci si trova davanti a opportunità e sfide che sono in discontinuità col passato. È dunque necessario e non più prorogabile un dialogo serio e onesto tra professionisti di diverse discipline al fine di cogliere la portata dei cambiamenti profondi in atto. La teologia in generale e la teologia morale in particolare sono chiamate a una ricerca nuova, senza paura di inoltrarsi nei meandri ancora inesplorati che le neuroscienze e l’AI hanno aperto. Appare chiaro dunque che in un mondo interconnesso solo una prospettiva integrale e soprattutto globale può affrontare in modo promettente la vita con la sua dignità e sostenibilità. La teologia morale è, con fedeltà al vangelo, aperta al mondo e sollecitata a dare risposta alle domande che la realtà pone.
Il confronto su questi argomenti si è aperto con il tema: Pensare e insegnare bioetica da teologi morali. Tra le diverse esperienze maturate sul territorio italiano, il prof Giuseppe Zeppegno, appartenente al clero torinese, ed esperto di bioetica globale e della visione antropologica-filosofica propria dei movimenti legati al post-umano e trans-umano, ha presentato l’esperienza, unica in Italia, del Master Universitario di Bioetica di Torino che, dal 2006 ad oggi, ha intercettato più di 2000 professionisti specializzati in ambiti molto diversi, dalla sanità alla giurisprudenza, dalla comunicazione alla sicurezza pubblica, dalla scuola ai comitati etici. In particolare, il prof. Zeppegno ha messo in luce come la bioetica sia un sapere pratico che deve avere però, necessariamente, una vision non solo multi-disciplinare e inter-disciplinare ma transdisciplinare.
Il secondo giorno il focus è stato posto su Le sfide della biogiuridica su cui è intervenuto il prof. Luciano Eusebi sottolineando come il rapporto tra ambito giuridico ed etico all’interno di uno stato laico presenti opportunità e sfide per il bene attuale e futuro delle persone e dell’ambiente. Da cristiani è decisivo impostare un dialogo basato prima di tutto su dati e ragionamenti spendibili anche in ambito laico per evitare un’etica ipertrofica o “del giorno dopo” costretta a rincorrere risposte ad eventi che ormai sono entrati nel costume delle persone.
Nell’ultima sessione dei lavori sono stati messi a tema in modo chiaro e lineare i Nuovi Problemi Di Bioetica E gli Sviluppi Teologici. Gli interventi si sono posti su due nodi del rapporto scienza e teologia morale. Il primo, di Salvino Leone, ha proposto dei criteri ermeneutici utili per nuovi paradigmi etici e teologici; il secondo, di Carlo Casalone, ha proposto il paradigma della fiducia come ponte tra scienza ed etica. Infatti, ha precisato come la tecnoscienza non chieda fiducia ma, allo stesso modo, senza fiducia non si può affrontare la scienza intesa non solo come teoria ma come pratica collaborativa istituita. La fiducia, in quanto tratto imprescindibile dell’umano nel suo porsi nel mondo può essere, attraverso una nuova traduzione della spiritualità, un criterio del rapporto con le macchine intelligenti.
Resta aperta una domanda: la teologia quali rischi è disposta ad assumere per essere interlocutore efficace oggi?
© Bioetica News Torino, Agosto 2025 - Riproduzione Vietata






