Nell’anno scolastico che si è appena concluso, si è svolto il consolidato Corso di aggiornamento di Bioetica rivolto ai docenti di Religione Cattolica della diocesi torinese, ma con la preziosa e significativa partecipazione di numerosi docenti di altre discipline di insegnamento, segno di grande interesse per il tema proposto quest’anno dal Centro Cattolico di Bioetica di Torino, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano Scuola e l’Uciim Piemonte, ovvero Le fragilità esistenziali dei giovani. Il Corso, articolato in tre lezioni online ed una lezione conclusiva in presenza, ha posto l’attenzione sulle fragilità dell’uomo contemporaneo e in special modo degli adolescenti, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti l’opportunità di riflettere sul benessere psicologico degli adolescenti nel contesto scolastico, in quanto gli indirizzi ministeriali e provinciali per la promozione della salute riconoscono proprio alla Scuola un ruolo fondamentale per prevenire e gestire il disagio psicologico giovanile, che sta diventando sempre più importante sia in termini di diffusione che di gravità. È davvero importante per coloro che operano nel contesto scolastico avere occasioni di confronto e di analisi di alcune problematiche sociali, per acquisire nuove competenze attraverso attività di aggiornamento e dialogo con esperti formatori, al fine di adottare un approccio bio-psico-sociale per la prevenzione del disagio nella scuola. Durante il Corso i docenti relatori hanno indicato dei percorsi formativi e didattici per sviluppare con i giovani alcune significative tematiche bioetiche, offrendo loro gli strumenti per un sano e obiettivo confronto con il mondo contemporaneo.
La prima lezione, del 14 marzo 2025, ha offerto due momenti di analisi e di riflessione:
il primo momento guidato da un sociologo, il Prof. Franco Garelli dell’Università di Torino, il quale ha affrontato in generale la questione della fragilità umana, evidenziando anche alla difficoltà nella società contemporanea di avere dei modelli solidi e credibili che guidino soprattutto i giovani dal punto di vista etico. Il prof. Garelli ha sviluppato il tema della fragilità sociale attraverso tre diverse prospettive:
- La fragilità in termini di normalità, che significa definire la fragilità umana come realtà costitutiva dell’essere umano. Nasciamo e moriamo fragili, e anche lungo tutto l’arco della vita dobbiamo affrontare difficoltà e vulnerabilità in ogni campo del vivere (nel lavoro, nello studio, nella famiglia, nei rapporti sociali…).
- La fragilità in termini di sofferenza acuta, forte, rilevante. Questa tipologia di fragilità ci sposta nella dimensione dei soggetti che devono far fronte a problemi talmente gravi e devastanti (malattie, solitudine, disabilità…), per cui non sempre riescono ad avere le forze necessarie per superarli. La persona può giungere, infatti, ad un tale indebolimento delle ragioni del vivere da non riuscire più a cogliere la positività della vita. Talvolta, poi, il soggetto mette a rischio la propria vita proprio per superare gli insuccessi e i problemi (ad esempio facendo uso di droghe o stordendosi con una vita stressante).
- Infine, vi è un’ultima prospettiva, che interpreta la fragilità come malessere sociale generalizzato. È la prospettiva che dell’attuale condizione di vita dell’uomo contemporaneo. La fragilità così interpretata, secondo il prof. Garelli, è attribuita alla modernità in sé, inducendo ad una lettura negativa della condizione umana globale. Infatti, se tutte le fasi della vita umana sono lette con le categorie della fragilità e negatività, tutta l’esistenza risulta essere un fardello senza gioia né speranza.
Il prof. Garelli, ha concluso la sua relazione, quindi, auspicando che in futuro si possano trovare e utilizzare delle nuove categorie atte a non rimarcare esclusivamente il disagio odierno del vivere umano, affinché possano essere un inno alla bellezza e al mistero della vita.
Nella seconda parte dei lavori, abbiamo ascoltato la voce del filosofo, il Prof. Oreste Aime, docente emerito di Filosofia della Facoltà Teologica di Torino, il quale ha offerto una chiara e puntuale analisi dell’annosa questione: Essere è avere? La cultura consumistica dell’apparenza.
Nella seconda lezione, del 28 marzo 2025, si è dato spazio al tema dell’attuale desiderio di “evasione dalla realtà” e ai principali mezzi utilizzati dai giovani per “sballare” al fine di raggiungere quella felicità e serenità che spesso la vita non assicura con i suoi ostacoli e sacrifici. Si è quindi parlato delle molteplici forme di dipendenza da sostanze varie (alcool, smart-drugs, droghe che creano forte dipendenza…), sotto la guida del Dott. Augusto Consoli, Neuropsichiatra, Clinica Santa Caterina da Siena di Torino.
Nel terzo incontro online del 4 aprile 2025, è stato davvero interessante ascoltare le toccanti e sentite parole, certamente frutto di una lunga e attiva esperienza in campo educativo, del Prof. Johnny Dotti, Pedagogista e Imprenditore sociale, che ha affrontato il seguente tema: Rabbia, ansia e frustrazione: quando il disagio giovanile diventa violenza.
Il Prof. Dotti ha evidenziato quanto oggi nell’educazione lo smarrimento sia totale. Sembra di essere di fronte a un’impossibilità vera e propria, che produce due reazioni: da una parte una sorta di indifferenza e fatalismo e, dall’altra, un pessimismo inconsolabile che porta le persone al nichilismo. Quando si tratta di adolescenti, poi, lo smarrimento sembra addirittura tragico, perché avere a che fare con gli adolescenti, secondo il prof. Dotti, vuol dire avere a che fare con una realtà che spesso spaventa e scoraggia. Allora la via corretta per poter agire, educare, formare i giovani, non è essere nostalgici del passato, tantomeno essere pessimisti, vedendo il male e le fragilità ovunque. Il prof. Dotti ha ribadito quanto oggi occorra un rapporto profondo con la realtà, altrimenti la modernità, ossessionata dal bisogno di sicurezza, riprodurrà in futuro in altre forme le stesse aberrazioni e patologie del potere che abbiamo cercato di superare. Occorre indicare ai giovani la strada della saggezza, della libertà, e occorre aiutarli a formare la propria identità attraverso modelli ed esempi accattivanti e interessanti. Noi adulti in tutto ciò abbiamo una grande responsabilità: non possiamo accusare i giovani di non avere interessi o ideali, di non essere pronti alla vita perché disinteressati e svogliati, di essere solo soggetti rabbiosi e violenti se noi adulti in primis diamo il cattivo esempio e se non siamo capaci di “tirar fuori” da loro il meglio, proprio secondo il significato etimologico del verbo latino “educere”, ovvero far emergere le potenzialità e le capacità già presenti nella persona per poterle sviluppare, potenziare e metterle a frutto con senso di corresponsabilità sociale.
L’ultimo incontro, svoltosi in presenza presso l’Aula Magna della Facoltà Teologica di Torino, ha coronato e suggellato i precedenti momenti di riflessione attraverso la presenza di tre esperti, i quali in un momento di Tavola rotonda hanno offerto la personale visione e analisi circa il tema: Oltre le fragilità. La promozione del benessere a scuola. Un percorso pedagogico verso nuove prospettive di senso per la prevenzione del disagio psicologico giovanile.
Sono intervenuti il Dott. Juri Nervo, Psicologo, specializzato in mediazione Penale e Giustizia Riparativa, fondatore dell’Ente “EssereUmani” e dell’”Eremo del Silenzio”, don Claudio Ghione S.D.B., responsabile di diversi progetti di supporto alle famiglie del territorio e di prevenzione giovanile negli Oratori salesiani torinesi, e infine è intervenuta la Prof.ssa Claudia Bocca, formatrice dei docenti della Scuola Secondaria e per molti anni vicepreside di un Istituto Comprensivo di Torino.
La grande partecipazione al Corso e l’apprezzamento da parte dei docenti degli ottimi spunti di riflessione sul tema offerti dagli esperti intervenuti, ci incoraggia a organizzare nuovi momenti di aggiornamento e dialogo su questioni bioetiche. Quindi un arrivederci al prossimo anno scolastico!
© Bioetica News Torino, Agosto 2025 - Riproduzione Vietata





