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118 Dicembre 2025
Bioetica News Torino Natale 2025

Bioetica e Arte. Mostre in corso dicembre 2025

La Galleria è una rubrica di suggerimenti e proposte di mostre ed eventi di arte, che coniugano bellezza, riflessione poetica, diritti e valori


Nel tempo della festosità di Natale e del Nuovo Anno, delle luci e della speranza cristiana, degli addobbi e delle celebrazioni commerciali e edonistiche, a contrappunto di scenari drammatici e divisivi nel mondo, la mostra proposta in apertura a questo numero della rubrica è Saturnalia. E’ una riflessione a più voci che propone una lettura multipla e complessa; qui, come avverte l’incipit sul sito della mostra, “una delle feste per antonomasia della cristianità diventa spazio di accoglienza, di incontro e di comunanza. Una prospettiva multiculturale e trasversale, etica e umana.”
La relazione umano – natura, il mondo vegetale come metafora di vita, i giardini di memoria e di rinascita composti nei contesti marginali e urbanizzati o nei paesaggi coloniali, la dimensione fisica e interiore alternativa alla smaterializzazione artificiale contemporanea sono gli altri temi contenuti nelle mostre di dicembre presentate nella Rubrica. Alla Galleria San Fedele di Milano l’artista croato Igor Eskinja, con la mostra I sogni della creazione, conduce nella complessità della relazione uomo-natura, osservando la capacità germinativa e di rinascita della natura selvatica e ribelle nei contesti urbanizzati e industriali. Quanto sono distanti queste erbacce dai giardini della Gerusalemme celeste? Al Pav di Torino la mostra personale dell’artista Binta Diaw Dove le liane s’intrecciano. Resistenze, alleanze, terre, introduce ai legami tra natura, corpo femminile e pensiero decoloniale, presentando le tracce di un giardino di memoria e rinascita. Domani torno è la mostra rappresentativa della poetica di Enrico David, che in tempi pervasi dall’AI e dalle ombre delle distopie, recupera la dimensione fisica e interiore dell’essere e del dirsi umano contemporaneo. Elegia per un ghiacciaio di Marco Cordero è mostra che congiunge arte, sacro e ambiente geologico. In un contesto architettonico medievale e religioso l’elegia al ghiacciaio presenta l’indissolubile legame nel tempo della natura con le condizioni del nostro vivere.


● SATURNALIA (fino al 23 Gennaio 2026)

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© Maura Banfo, Home (#codice di accesso), 2008, stampa lambda, cm 130×380, courtesy, riproduzione vietata

Fabbrica del Vapore Milano
5 Dicembre – 23 Gennaio 2026

Il titolo della mostra Saturnalia evoca i Saturnali, festa pagana romana in onore di Saturno nel mese di dicembre, poi inculturata col cristianesimo. Un periodo particolare di banchetti e feste, in cui, sotto la dedica a Saturno, dio dell’agricoltura e sovrano dell’età dell’oro, si guardava ad un tempo mitico, alla pace, all’abbondanza e alla tolleranza tra ceti.
La collettiva, curata da Olga Gambari e Susanna Ravelli, con la direzione generale di Maria Fratelli richiama questa narrazione e ci interroga.

La mostra si compone dalle opere di Camilla Alberti, Maura Banfo, Gea Casolaro, Stefania Galegati, Emily Jacir, Ugo La Pietra, Silvia Levenson, Claudia Losi, Marzia Migliora, Margherita Morgantin, Julie Polidoro, Irene Pittatore e Virginia Ruth Cerqua, Marina Sagona, Eugenio Tibaldi e Cosimo Veneziano.
Le opere presentano elementi variegati di una riflessione multipla, che si compone di contrasti e di opposti significati, che prende forma da antinomie e contraddizioni, dalle speranze e dai propositi intorno alle festività del Natale del Nuovo Anno. Pone interrogativi complessi, moltiplica le sfumature sull’idea di individuo e comunità, sulle responsabilità individuali e collettive, sul bene comune, sulla possibilità di un umanesimo che ci coinvolga, al di là delle divisioni di tempo e delle geografie mondiali, e scorga valori comuni e solidali.

L’opera di Maura Banfo Home è un dittico fotografico con una splendida, principesca tavola imbandita. E’ ricchezza di trasparenze, di cristalli e luci. Tavola delle feste, tavola dell’immaginario occidentale per eccellenza, evocazione del Natale. Nel titolo il riferimento alla Casa si associa alla tavola delle immagini. La casa è un topos presente nei lavori e nella ricerca di Maura Banfo. Luogo di accoglienza, ma anche di esclusione, di protezione e di contraddizioni. Qui, due tavole speculari. Doppie come una dicotomia, un positivo e un negativo, una affermazione e il suo contrario. Una tavola di privilegio, esclusiva, non per tutti e il suo opposto una mensa paradisiaca a cui tutti siamo chiamati. Una tavola con un codice d’accesso alla casa, al territorio, ai confini nazionali e al mondo. Approdo fisico e spirituale, che forma il nostre essere e il nostro relazionarsi con gli altri da sé.

Per info:
https://www.fabbricadelvapore.org/-/saturnalia/


● IGOR ESKINJA. I SOGNI DELLA CREAZIONE (fino al 10 gennaio 2026)

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© Igor Eškinja, Veduta San Fedele, photo ©Antonio Maniscalco, courtesy Galleria San Fedele – Wizard Gallery, riproduzione vietata

Galleria San Fedele Milano
30 ottobre 2025 – 10 gennaio 2026

In Galleria San Fedele – in collaborazione con Wizard Gallery, Milano/Londra – la mostra dal titolo I sogni della creazione offre la possibilità di scoprire e riconoscere nella natura selvatica e apparentemente estranea ed incolta un contesto di rigenerazione e rinascita. Procede quasi ribaltando le coordinate di riferimento, non muove dalla bellezza armonica e lussureggiante, ma dai contesti disadorni e insoliti. L’artista croato Igor Eskinja guarda alla relazione uomo – natura partendo da un punto di osservazione speciale, lontano dalla ricerca di equilibrio e senso, distante dal paesaggio bucolico e armonico, e individuato nei contesti urbanizzati e industriali. La meraviglia delle forme e caratteri della Gerusalemme celeste, città giardino, è esemplificazione dell’armonia tra dimensione divina e terrena, tra Dio e l’uomo. Segno di bellezza.

Qui in mostra la relazione si presenta attraverso il richiamo a giardini disadorni, marginali ed emarginati, capaci di rinascere e mostrare i termini della riconciliazione. Aree industriali abbandonate, spazi urbanizzati e soffocati dal cemento accolgono erbacce. Ospitano la natura selvatica e ribelle, capace di radicarsi, generare e rinnovare spazi disadorni. Non la natura gentile e curata. Carte da parati alludono e danno forma a giardini di memoria e riscatto, resistenza e vita. Grandi installazioni, superfici acquatiche stampate su plexiglas, tracciano un percorso simbolico e di riflessione. La riconciliazione e la rinascita si compiono anche nella forza di vita della natura selvatica e apparentemente marginale, dentro al rifiuto e allo scarto. Quanto sono distanti queste erbacce dai giardini della Gerusalemme celeste?

Per info:
https://www.centrosanfedele.net/arte/i-sogni-della-creazione-igor-eskinja/


● BINTA DIAW. DOVE LE LIANE S’INTRECCIANO. RESISTENZE, ALLEANZE, TERRE (fino all’8 marzo 2026)

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© Binta Diaw, DOVE LE LIANE SINTRECCIANO. Resistenze, alleanze, terre, Binta Diaw, 2025,Installation view at PAV Torino, Courtesy PAV Torino, riproduzione vietata.

PAV Parco Arte Vivente Torino
1 Novembre – 8 marzo 2026

Dove le liane s’intrecciano. Resistenze, alleanze, terre è il titolo della personale dell’artista Binta Diaw, a cura di Marco Scotini. Introduce ai legami tra natura, corpo femminile e pensiero decoloniale. Attraverso la vegetazione e la natura della liana, rampicante adattivo, metafora di resistenza e resilienza, l’artista guarda alla memoria diasporica afrodiscendente e la congiunge ai temi dell’ecologia e della sopravvivenza ambientale e della condizione delle donne. Milanese, con genitori senegalesi, Binta Diaw scruta le relazioni tra corpo, natura e identità. La sua pratica artistica si nutre di materiali simbolici come la terra e i capelli sintetici, utilizzati come strumenti di trasmissione culturale e resistenza poetica.
Intrecciare è atto di unione, di un fare capace di ricomporre fratture, visibilità di legami di condivisione. Tra le opere presenti l’installazione Dïà s p o r a (2021), presentata alla Biennale di Berlino 2022, è composta da una struttura sospesa, di trecce di capelli, quasi una ragnatela che attesta la resistenza delle donne schiavizzate. Individua nei capelli delle donne, dove sono nascoste mappe e semi, il rifugio e il simbolo della capacità rigenerativa.

Da una forma estetica Binta Diaw crea una forma etica con Chorus of Soil (2019). L’installazione di terra e semi va a comporre la pianta della nave negriera Brooks. Da questa impronta, matrice di schiavitù, l’artista fa germogliare piante. Lavora sul proprio corpo e presenta uno spazio immersivo realizzato di tappeti di terra, installazioni sospese e intreccio di tessili, riproducendo i percorsi delle liane, silenziosi e resistenti nella foresta. Il corpo e la memoria, la natura e la comunità diventano componenti di una riflessione tra arte, natura e società. Con Binta Diaw c’è tutta la fragilità della diaspora, seminatrice e rigenerativa, ma anche la rappresentazione della forza collettiva, quella che disegna le forme del senso di collettività, come nelle mangrovie capaci di resistere unite.
Nei suoi lavori c’è presente e memoria, l’impronta di esistenze dilaniante e vitali nel perpetuarsi della storia, c’è identità e dispersione e un fare che si fa corpo e si fa vegetale, terra, in una mutualità di forme e valori.

Per info:

https://parcoartevivente.it/dove-le-liane-si-intrecciano/


● ENRICO DAVID – DOMANI TORNO (fino al 22 marzo 2026)

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© Enrico David-Domani torno, 2025 Veduta dell’installazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea,Rivoli-Torino Foto di ©Sebastiano Pellion di Persano Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, riproduzione vietata.

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30 ottobre – 22 marzo 2026

Domani torno è una retrospettiva dedicata a Enrico David (Ancona, 1966), a cura di Marianna Vecellio. La mostra, allestita nella Manica Lunga del Castello, è rappresentativa della poetica di Enrico David, che in tempi pervasi dall’AI e dalle ombre delle distopie, recupera la dimensione fisica e interiore dell’essere e del dirsi umano contemporaneo, utilizzando pittura, opere tessili, disegno, scultura e installazioni ambientali. Centrali sono l’umano e i luoghi dell’esistere, la figura come spazio di metamorfosi. Disegno e sogno aprono ricerche infinite, mentre si compiono scenografie teatrali.
Enrico David accoglie e ricompone il trauma della morte improvvisa del padre. L’arte si fa possibilità per rendere più vivibile l’esistenza, per rovesciare il dolore e trasformarlo, redimerlo. La mostra segue il percorso artistico e di ricerca di David. Nel tempo della velocità, degli artefatti, dello sconfinamento nella smaterializzazione digitale, nelle sostituzioni dell’AI coniuga e elogia l’esperienza sensibile, fisica, corporea e all’energia trasformatrice dell’immaginazione.

Per info:
https://www.castellodirivoli.org/mostra/mostra-enrico-david-domani-torno-rivoli/


● MARCO CORDERO. ELEGIA PER UN GHIACCIAIO (fino al 12 APRILE 2026)

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© BAC Bellano Arte Cultura, Marco Cordero, Elegia per un ghiacciaio. San Nicolao Arte Contemporanea, courtesy BAC, riproduzione vietata

BAC Bellano
29 Novembre – 12 Aprile 2026

Marco Cordero è scultore attento alle tematiche ambientali. Unisce fragilità e memoria, componendo materiali fatti di carta, acqua, polvere e parole. A cura di Chiara Gatti, Elegia per un ghiacciaio trova accoglienza nelle sale del Museo Giancarlo Vitali e nell’antica chiesa di San Nicola a Bellano. La chiesa con le tracce della sua forte identità sacra è destinata ad accogliere mostre e eventi site specific di arte contemporanea. L’edificio è stato oggetto di un rilevante intervento di restauro che ha portato alla luce gli affreschi trecenteschi e ha valorizzato l’impianto architettonico tardo romanico.
Marco Cordero riflette sulle tematiche della montagna, osserva il fenomeno entropico della natura, le trasformazioni, le rocce e i ghiacciai. Dalla materia elabora sculture che sono congiunzione di montagna e libri nella loro fisicità, natura e parole.
L’elegia di un ghiacciaio si compie abitando lo spazio sacro dell’edificio e osservando l’arretramento dei ghiacci, la disgregazione delle rocce. Arte, geologia, sacralità. Tra le opere, l’installazione Una pietra sopra è omaggio al fenomeno orografico dei grandi massi caduti sui ghiacciai in ere lontanissime e lì ancorati, aggrappati. Segni distintivi residui e ostinati nel processo di trasformazione della vita naturale.

Per info:

https://www.bacbellano.eu/it/appuntamento/marco-cordero-elegia-per-un-ghiacciaio/

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