74 Dicembre 2020
Speciale Infosfera in sanità Comunicazione, etica e privacy

Digitalizzazione: tra pratica clinica e gestionale Esperienza infermieristica in Trapiantologia

Abstract

Si affronterà in generale la tematica dell'informatizzazione in sanità per poi passare all'esperienza personale del mio gruppo di lavoro infermieristico, cercando di mettere in luce vantaggi e criticità negli ultimi anni,
in seguito all'introduzione dell'informatica. La riorganizzazione della sanità passa necessariamente attraverso le maglie della tecnologia informatica e deve essere in grado di portare un progresso, inteso come miglioramento del servizio
per tutti, uno strumento che rende fruibile la diffusione più ampia possibile e in tempi brevi dei dati preservando la privacy,

Di informatizzazione in sanità si parla da quando si è intuito il grande vantaggio che avrebbe portato per il miglioramento della salute, la sinergia tra la pratica clinica e quella gestionale. Tutti i sistemi, quindi anche quelli sanitari, sono migliorabili lavorando sull’organizzazione; l’informatizzazione permette di ottimizzare proprio l’organizzazione. Il flusso di dati prodotti, con tutte le prestazioni sanitarie e con la presa in carico di ogni singolo paziente, durante prevenzione, cura e riabilitazione, è tale da fornirci una quantità di informazioni che se organizzate in data-base possono essere utili non solo ad una migliore performance su quel paziente ma anche restituirci indicazioni utili, pur nel rispetto della privacy, per una coorte di utenti più ampia. Infatti i pazienti, per quanto abbiano peculiarità uniche, possono per certi aspetti essere accomunati, a riguardo basti ricordare le statistiche di Florence Nightingale (1820-1910).

Sarebbe bene anche meditare sul suffisso “informa” e nello specifico quando utilizzato per le parole informazioni e informatizzazione. Per quanto possa sembrare banale sottolinearlo la seconda deriva dalla prima parola; questo ci serve a ricordare che l’informatizzazione altro non è che la fruizione in maniera rapida, grazie a macchine potenti come i computer, di un grande numero di informazioni, ancorché organizzate secondo le esigenze particolari di chi deve gestirle.

Fatta questa premessa, va comunque segnalato che secondo la nostra esperienza a volte sembra che questa informatizzazione, così come concepita adesso, sfugga alla logica del dover essere utile anche ai pazienti. La sensazione forte è quella che informatizzare è servito e serva ad avere un controllo dal punto di vista più squisitamente gestionale delle prestazioni, per monitorare i costi e l’uso delle risorse, cosa del tutto legittimo da parte delle amministrazioni, ma non è in grado di incidere in maniera sensibile sull’aspetto clinico assistenziale, elemento necessario per le cure che invece verrebbero favorite proprio dall’incrocio dei dati clinici. Quest’ultimo aspetto relativo all’incrocio dei dati clinici, ad oggi risulta difficile già all’interno della singola azienda sanitaria che fornisce la prestazione, e non trova quasi mai riscontro in un contesto più ampio come quello di un’ipotetica rete intraospedaliera locale, figurarsi in ambito interregionale o addirittura nazionale. È quindi chiaro che il processo di informatizzazione in sanità non potrà essere considerato concluso almeno fino a quando, per esempio, lo stesso paziente che ha usufruito di una prestazione sanitaria presso la propria ASL, qualora avesse bisogno di un’ulteriore prestazione sanitaria, presso un’altra struttura, questa possa essere comparata e integrata, in tempo reale o comunque rapidamente, con tutta la storia clinica del paziente e con tutte le prestazioni fatte in precedenza presso appunto altre strutture. Detto questo, va riconosciuto che la digitalizzazione ha già portato benefici fin da subito infatti i referti medici, quasi sempre non più scritti a mano, oggi grazie ad un computer sono resi comprensibili e chiari a chiunque abbia la necessità e il diritto di leggerli.

Ambiti di utilizzo dell’informatizzazione in sanità

Sono molti, “in teoria”, gli ambiti sanitari in cui l’informatizzazione viene utilizzata:

  • i sistemi informativi ospedalieri;
  • i sistemi informativi ospedalieri;
  • i sistemi informativi sanitari territoriali;
  • i sistemi informativi a supporto dei dipartimenti di prevenzione o sanità pubblica;
  • i sistemi informativi a supporto dei dipartimenti di salute mentale;
  • i sistemi informativi a supporto dell’attività amministrativa conseguente alla attività sanitaria;
  • i sistemi informativi a supporto dell’attività del medico di medicina generale e pediatra di libera scelta;
  • i sistemi a supporto del paziente.

Alcuni di questi ambiti, sono riferiti ad attività spesso riscontrabili solo a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale oppure, per quanto previsti dagli ordinamenti sanitari regionali, di fatto poco attuati.

Esperienza personale infermieristica

Oggi in ospedale, luogo in cui svolgiamo la nostra attività, utilizziamo il computer per moltissime pratiche di supporto alla diagnosi e alla cura:

  • registrare il paziente;
  • annotare le esenzioni;
  • prenotare gli esami;
  • refertare gli esami;
  • visionare immagini radiologiche;
  • comunicare tra colleghi velocemente con mail o teleconferenze;
  • si fa formazione (corsi FAD)
  • si gestisce la cartella clinica informatizzata (là dove già presente);
  • si inviano referti telematici;
  • si recepiscono esami fatti altrove;
  • si archiviano dati e altre attività…

Pratiche a confronto: ieri e oggi, criticità e utilità della digitalizzazione odierna

Indubbiamente l’avvento dell’informatica in corsia ha comportato dei cambiamenti con vantaggi e anche alcuni disagi rispetto al passato. Un tempo prenotare un esame ematochimico comportava semplicemente scrivere su di una provetta: reparto, nome e cognome del paziente e tipo di esame, il tutto con allegato una richiesta cartacea. Oggi prenotare lo stesso esame risulta molto più farraginoso con diversi passaggi al computer. D’altro canto però lo stesso esame una volta inviato in laboratorio oggi e molto più facilmente gestibile perché consultabile a video, mentre un tempo era tipico dover andare più volte in laboratorio alla ricerca di un esame che spesso non era ancora refertato.

Ecco un elenco di circostanze in cui l’avvento dell’informatica ha prodotto dei vantaggi e degli svantaggi:

Vantaggi
  • univocità del dato (legando ogni singolo paziente al suo codice fiscale);
  • rischio di errore ridotto;
  • dati fruibili rapidamente da tutti gli attori del processo;
  • dati fruibili da punti diversi (ogni computer collegato alla rete);
  • possibilità di invio dei referti a paziente per via telematica;
  • referti organizzabili in un data-base;
  • verifica del dato (per non ripetere esami già effettuati, evitando sprechi e riducendo i costi);
  • potenzialità per rendere il sistema universale per tutto il SSN
  • maglie della rete strette (per rispettare la privacy legata ai dati sensibili e ultrasensibili).
Svantaggi
  • più tempo per richiedere la prestazione (richieste dematerializzate, prenotazione, passaggi farraginosi al computer etc…);
  • rischio che la prestazione di cura diventi una pratica burocratica;
  • invio difficoltoso dei referti a paziente per via telematica (privacy);
  • tempo impiegato per la burocrazia: un esempio, la prenotazione degli esami sottratto al tempo di cura;
  • all’interno della stessa Azienda diversi programmi che non dialogano tra di loro;
  • servizi all’interno della stessa Azienda, che usano i sistemi informatizzati diversi (a macchia di leopardo);
  • maglie della rete troppo strette che impediscono la diffusione del dato a tutti gli operatori che ne hanno bisogno e a volte anche all’utente.

Conclusioni

Potremmo paragonare l’uso dell’informatica in sanità all’azione di un enzima, di importanza fondamentale in tutti i “processi vitali e capace di catalizzare una reazione” rendendo possibile il cambiamento. È ormai chiaro che essendo un elemento imprescindibile, il computer deve diventare un alleato del personale sanitario e anche della popolazione, che diversamente lo “dovranno” comunque subire. La rivoluzione legata al digitale ha pervaso anche la nostra vita lavorativa e al di là delle resistenze fisiologiche, dovute al fatto che ad oggi la generazione di cui fa parte la stragrande maggioranza degli operatori sanitari non è nata con il computer, il cambiamento ha coinvolto operatori che si sono dovuti confrontare con il digitale, di fatto senza poter scegliere. Andrà meglio con le nuove generazioni, ma nel frattempo è necessario gestire questo cambiamento, che sappiamo già non sarà l’ultimo, infatti la tecnologia va veloce ed è sempre in progress, e per quanto nella pubblica amministrazione c’è sempre un po’ di ritardo circa le novità, queste arrivano comunque.

Sicuramente il processo di informatizzazione va completato per renderlo universale altrimenti non si potrà parlare di vero progresso. «C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti»: la citazione fordista è d’obbligo in questo caso e la si deve però usare sapendo che c’è ancora da lavorare per realizzarla a pieno. Non scordiamo due cose, la prima è che il cambiamento tecnologico dovrebbe avere dietro un’idea, un filo logico senza i quali qualunque trasformazione risulterebbe sterile. La seconda, più importante, che il controllo della tecnologia, una tecnologia amica, che non ci schiacci, non dovrà e non potrà mai prescindere dall’uomo. Unico soggetto capace di sbagliare ma anche di pensare e poter osservare un fenomeno da un punto di vista ben preciso, caratteristica che anche la più futuristica tecnologia non sarà mai in grado di avere. Quel punto di vista è il punto di vista umano.

© Bioetica News Torino, Dicembre 2020 - Riproduzione Vietata