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116 Settembre 2025
Inserto La Vita è sempre un bene

Il Giubileo dei Giovani UNA SPERANZA DI PACE PER IL FUTURO

Dal 28 luglio al 3 agosto si è svolto il Giubileo dei Giovani. L’evento è stato annunciato da Papa Francesco in occasione della messa conclusiva della Giornata mondiale della gioventù 2023 a Lisbona, ma, a causa della morte del pontefice argentino, gli eventi si sono svolti sotto il pontificato di Papa Leone XIV che ha presieduto i due i grandi raduni previsti per l’occasione, ovvero la veglia di preghiera e la celebrazione eucaristica a Tor Vergata. Secondo le stime i partecipanti sono stati più di un milione.

Questo evento ha smentito la narrazione omologante di una generazione fatta solo di bulli e di maranza.

Sono stati tanti i momenti toccanti: ad esempio panini, biscotti, frutta, lattine di fagioli e tonno, sono stati raccolti da decine di volontari e consegnati a Caritas, Banco Alimentare e ad altre associazioni del Terzo Settore che si occupano di povertà alimentare e aiuti a famiglie vulnerabili e senza dimora. 

Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente ha organizzato una serie di eventi su tutto il territorio italiano, in accordo con le diocesi locali, per promuovere attività di comunicazione e sensibilizzazione che coinvolgano i temi ambientali e quelli della fede, l’ecologia e il creato, la scienza e la religione.

Il Pontefice ha invitato i giovani a essere portatori di speranza fino ai confini della terra, con un pensiero anche alla pace: “Siamo con i giovani di Gaza e dell’Ucraina. Voi siete il segno che un mondo diverso è possibile, dove i conflitti si risolvono non con le armi ma con il dialogo”.

Mons. Baturi e Don Pincerato rivolgendosi ai giovani hanno detto: “Avete scelto di esserci con discrezione, fermezza e cura; avete saputo custodire il cammino spirituale dei ragazzi e li avete aiutati a sentirsi parte di qualcosa di più grande. Li avete chiamati per nome, li avete sfidati, li avete accompagnati a essere comunità e a scoprire il volto più bello della Chiesa: quello di madre. Li avete aiutati a leggere con gli occhi della fede ciò che stavano vivendo, sostenuti nella fatica, incoraggiati nella gioia, accompagnati nel silenzio della preghiera e nel rumore delle piazze festanti. E per tutto questo, oggi, vi siamo sinceramente grati”.

Ma i giovani cattolici si stanno distinguendo per il loro impegno ambientale specialmente in Campania, nella martoriata Terra dei Fuochi, grazie al prezioso ruolo di Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana: una figura centrale nella discussione sulla Terra dei fuochi, commentando eventi come la condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e incontrando le istituzioni per discutere delle bonifiche. Si è fatto portavoce delle sofferenze della popolazione e ha richiamato le istituzioni ad agire per fermare la criminalità ambientale legata allo smaltimento illegale di rifiuti tossici.

Ma anche Don Maurizio Patriciello di Caivano da anni si batte contro gli scempi ambientali provocati dalla camorra e da imprenditori senza scrupoli, che agiscono quasi sempre proprio in collusione con i clan.

Forse non tutti i giovani sono “da buttare”, e noi “grandi” dovremmo avere più fiducia in loro.

© Bioetica News Torino, Ottobre 2025 - Riproduzione Vietata

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