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114 Luglio Agosto 2025
Inserto La fragilità negli adolescenti

L’Intelligenza Artificiale «entra in corsia»

Abstract

L’articolo esamina il ricorso al sistema «Verso Vision», che segna un nuovo impiego dell’Intelligenza Artificiale in corsia. L’IA non si limita più alla diagnosi, ma affianca il personale nell’assistenza infermieristica. Questo cambio di paradigma solleva questioni bioetiche e giuridiche legate alla sorveglianza algoritmica, alla responsabilità e alla dignità del paziente, richiedendo un nuovo patto tra esseri umani e tecnologia.

Negli ultimi anni abbiamo immaginato che il ricorso all’Intelligenza Artificiale in medicina riguardasse ambiti quali la diagnosi automatizzata (ad esempio dei tumori); l’analisi delle immagini radiologiche; la medicina personalizzata; etc.

Tuttavia, un recente studio pubblicato su Frontiers in Digital Health1 segnala un cambiamento di paradigma: l’IA non affianca più soltanto il medico nella complessità clinica, ma si insinua nei gesti quotidiani dell’assistenza infermieristica, arrivando a sorvegliare direttamente la degenza del paziente.

Infatti, lo studio condotto presso l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo ha valutato l’impatto del sistema «Verso Vision», una tecnologia basata sulla cooperazione tra un sistema di visione artificiale e una serie di algoritmi predittivi. 

«Verso Vision» è stato installato nelle stanze dei reparti di Medicina Generale e Oncologia. Il sistema analizza in tempo reale i movimenti dei pazienti e invia un allarme agli infermieri in caso di posture o comportamenti associati al rischio di caduta del paziente.

I risultati preliminari parlano chiaro: nei letti monitorati vi è stata una riduzione del 79% delle cadute accidentali.

Siamo di fronte a un nuovo uso dell’IA in medicina. Infatti, non si chiede all’algoritmo di interpretare immagini statiche (lastre, etc.), bensì gli si chiede di osservare corpi. Non valuta le cartelle cliniche, ma prevede gli scivoloni. Non lavora con il medico, ma coadiuva il personale infermieristico nella gestione logistica e relazionale del paziente. 

Questo «cambio di scala» pone interrogativi nuovi e urgenti, tanto sul piano giuridico quanto su quello bioetico.

Giuridicamente, la questione centrale è: basta ancora il consenso informato per introdurre sistemi di IA nelle camere di degenza? In teoria, sì. Ma il consenso qui non riguarda più solo l’uso dei dati, bensì una forma di sorveglianza attiva, continua, algoritmica. È lecito accontentarsi di un modulo firmato in accettazione, magari compreso solo in parte? E cosa accade se un alert non viene recepito? Chi è responsabile? Il personale? Il produttore? L’ospedale? 

L’Intelligenza Artificiale, pur restando di fatto uno «strumento», partecipa ormai alla catena decisionale. Il quadro normativo attuale – basato sul GDPR – inizia a mostrare delle crepe di fronte a scenari dove l’autonomia umana si intreccia con una nuova autonomia artificiale.

Bioeticamente, il tema si complica ulteriormente. Il monitoraggio algoritmico può entrare in tensione con la dignità del paziente, soprattutto nei reparti in cui il corpo è più fragile, dipendente, esposto.

Quale spazio rimane per l’intimità, l’autodeterminazione, la spontaneità dei gesti? E ancora: il sistema sarà disponibile per tutti i pazienti, o solo per chi è considerato più a rischio? 

La giustizia distributiva – uno dei principi cardine della bioetica – impone che tali tecnologie non diventino un privilegio per pochi.

La sensazione ultima è che l’Intelligenza Artificiale stia passando (o, meglio, sia passata) dalla «consulenza» alla «convivenza». Infatti l’IA non si limita più a dare suggerimenti esterni, ma entra nella stanza del paziente, con occhi che non dormono mai…

Per questa nuova fase, forse, non basta più il consenso: serve un nuovo patto – giuridico, bioetico e istituzionale – tra persone, luoghi di cura e tecnologie.

Immagine - L'Intelligenza Artificiale entra in corsia
Note
  1. Corrado Gervasi et al., Prevention of falls in hospitalized patients-evaluation of the effectiveness of a monitoring system (Verso Vision) developed with artificial intelligence, in Frontiers in Digital Health, 16.04.2025, <www.frontiersin.org/journals/digital-health/articles/10.3389/fdgth.2025.1548209/full> (ultima visita: 15.07.2025)

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